10 cigni neri di cui avere paura nel 2017

Pubblicato da: Luca M. - il: 26-12-2016 18:09

Come ogni anno, anche in questi particolari giorni del 2016 gli esperti di Saxo Bank hanno avuto modo di formulare qualche utile indicazione per il 2017, individuando 10 cigni neri di cui bisognerebbe tenere debita valutazione in vista del prossimo esercizio. Una serie di eventi non probabili, ma comunque possibili, che potrebbero scombinare il piano strategico e operativo degli investitori nei prossimi trimestri, e con i quali val la pena prendere la dovuta confidenza. D’altronde, il 2016 ci ha insegnato come non vi sia niente di certo in ambito finanziario e geo-politico, e come predisporre adeguati b-plan possa salvare la serenità del proprio portafoglio…

1) Bolla speculativa cinese

La Cina si orienta gradualmente verso un’economia la cui crescita è influenzata dal settore privato in misura crescente. La liberalizzazione del mercato dei capitali, le politiche monetarie e fiscali di Pechino, potrebbero far rinvigorire lo sviluppo del Pil e, ulteriormente, rendere il mercato azionario cinese oggetto di mire internazionali. Gli indici azionari potebbero schizzare verso l’alto, alimentando una bolla speculativa che sarebbe difficile da gestire, e potrebbe apportare conseguenze che è ben arduo cercare di calmierare.

2) Federal Reserve da il via a nuove misure di protezione

Il 2017 dovrebbe rappresentare l’anno di crescita dei tassi di interesse e dell’economia americana. Se tuttavia la crescita dovesse essere incontrollata, la Fed potrebbe essere costretta a intervenire in senso protettivo al fine di tutelare gli asset mondiali da squilibri eccessivi. Non è escluso che, in un simile scenario, possa scegliere di fissare i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni all’1,5%, introducendo il quantitative easing endless. Di conseguenza, potebbe verificarsi lo stop alle vendite sui mercati azionari e obbligazionari, con i mercati obbligazionari che godranno di significativi guadagni settimanali.

3) Gran Bretagna? Niente Brexit

Anche se per il momento la strada sembra essere tracciata verso una soft Brexit (o almeno medium Brexit!) da esaurirsi prima dei 24 mesi, è possibile che nel momento in cui il voto sul ricorso all’art. 50 arriverà in Parlamento, il voto potrà essere negativo. La Brexit si convertirebbe in una sorta di Bremain, con la BoE che a quel punto potrebbe riportare i tassi allo 0,50% mettendosi al passo con la Federal Reserve.

4) Il rame deluderà le attese

Il rame è una delle materie prime che ha guadagnato i migliori favori dopo l’elezione del candidato repubblicano Donald Trump. I programmi di investimento sembrano infatti spingere al rialzo la domanda di questa commodity, ma se improvvisamente Trump dovesse incontrare maggiori difficoltà nel realizzare i propri piani, la domanda di rame non sarà più così elevata come da auspici. Si pensi, ad esempio, al rischio delle conseguenze di politiche troppo protezionistiche sul fronte commerciale: la crescita globale potrebbe risentirne e la domanda cinese di metalli industriali potrebbe rallentare, trascinando al ribasso il rame.

5) Boom delle criptovalute

La spesa fiscale di Donald Trump potrebbe determinare una forte spinta della crescita americana e dell’inflazione, costringendo la Federal Reserve a compensare gli effetti della politica fiscale dell’amministrazione con una politica monetaria contraddistinta da più rialzi del previsto. Un simile scenario potrebbe determinare un effetto domino sui mercati emergenti e soprattutto in Cina, conducendo molte persone a cercare valute alternative nelle criptovalute, come Bitcoin. A questo punto, la palla passerà nel campo dei soggetti sovrani: se accetteranno (si pensi alla Russia o alla Cina) di accettare il Bitcoin quale parziale alternativa al dollaro, le quotazioni delle criptovalute potrebbero schizzare alle stesse.

6) Caos dalla riforma sanitaria

La spesa sanitaria statunitense pesa per il 17% del Pil, contro il 10% di media mondiale. Se l’amministrazione Trump dovesse scegliere di non favorire il sistema sanitario, lanciando invece delle riforme radicali, i fondi di settore potrebbero crollare, mettendo sotto sopra i mercati finanziari statunitensi.

7) Peso messicano in forte rialzo

Se i mercati dovessero rendersi conto che i toni eccessivi di Trump in campagna elettorale saranno disattesi (soprattutto per quanto concerne tutti gli elementi che potrebbero influenzare le relazioni commerciali e politiche con il Messico), il peso si troverebbe nelle condizioni di tornare a crescere con particolare incisività.

8) Azioni bancarie italiane migliori in Europa

Le banche tedesche potrebbero subire i riflessi negativi dei tassi di interesse negativi e di una curva dei rendimenti troppo piatta. Potrebbe derivarne una crisi del sistema bancario della Germania e il bailout di una banca locale, con introduzione di una nuova garanzia europea per la ricapitalizzazione del sistema bancario e di una banca europea dei crediti deteriorati. In questo scenario le banche italiane potrebbero ottenere prestazioni migliori nel Continente.

9) Lancio degli Eurobond

Il calendario elettorale europeo del 2017 potrebbe premiare le formazioni populiste. Al fine di affrontare al meglio questo temibile periodo, i partiti politici tradizionali manifestano un ripensamento e riconoscono di non aver fatto abbastanza per rilanciare l’economia, abbandonando così i propri programmi di austerità. Viene predisposto un piano per delle obbligazioni europee, le cui emissioni saranno orientate verso progetti infrastrutturali, per rafforzare l’integrazione economica della regione ep er attirare ingenti afflussi di capitale da investitori che, evidentemente, hanno ripreso fiducia nel futuro dell’Unione Europea.

10) Crescita del tasso medio di insolvenza sui bond HY

Il tasso medio di insolvenza di lungo termine delle obbligazioni ad alto rendimento potrebbe crescere oltre quota 25%, determinando uno shock finanziario di elevato livello. I tassi di interesse potrebbero crescere in misura rilevante, con curve dei rendimenti molto più ripide e una nuova grana sull’indebitamento societario.

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Luca M.

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