In Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia la metà dei debiti italiani in sofferenza

Pubblicato da: Luca M. - il: 15-05-2017 7:38 Aggiornato il: 10-05-2017 15:41

In sole 4 regioni – Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia – si concentra più della metà dei crediti insoluti in Italia, che nello Stivale ammontano complessivamente a 26 miliardi di euro. I dati, divulgati da Unirec (Unione nazionale delle imprese a tutela del credito, rappresenta l’80% degli enti specializzati in questo settore), si riferiscono al 2016 ed evidenziano anche percentuali di recupero che diminuiscono di anno in anno.

Foto da wpengine.netdna-ssl.com

Il peggioramento che più risalta è quello della Sicilia: qui solo il 10% dei capitali in sofferenza ritorna al creditore (dodici mesi prima, nel 2015, questa voce era al 22%).

Le regioni più virtuose, in termini percentuali, sono Trentino-Alto Adige e Friuli, con il 16% di crediti recuperati; più difficile, invece, recuperare capitali in Abruzzo, Marche e Basilicata (9%).

L’osservatorio “Market Watch NPL Italian Scenario” sui Non-Performing Loans (NPL, crediti non performanti di lunga data) ha dato un ulteriore spaccato sull’andamento del mercato italiano di riferimento, con l’analisi e la mappatura dei trend. Negli ultimi 7 anni, ha evidenziato la ricerca, i crediti deteriorati sono più che raddoppiati. Le regioni del nord Italia primeggiano quanto a valore assoluto di crediti deteriorati, mentre nel meridione è peggiore il rapporto tra crediti deteriorati ed erogati.

Un altro dato interessante emerso dall’indagine: il 71% dei capitali lordi in sofferenza è concentrato nelle società non finanziarie, in particolare nelle imprese di costruzioni e servizi. Da inizio 2009 a fine 2016 in questi settori i NPL sono lievitati esponenzialmente: rispettivamente +601% e +480%.

Il trend di aumento delle pratiche sul banco delle società di recupero crediti ha posto nuove sfide per gli addetti ai lavori. Nel 2015 Unirec, in concerto con le associazioni di consumatori, ha redatto il “Codice di condotta per i processi di gestione e tutela del credito” per regolamentare – rendendolo più trasparente e più efficace – il lavoro delle società di gestione del credito impegnate nell’attività di recupero, in particolare di quello stragiudiziale, per quanto riguarda il rapporto coi debitori e la gestione delle contestazioni.

Nei prossimi giorni verrà presentata una versione aggiornata del Codice, calibrata sulle nuove sfide e sul contesto attuale del mercato. Il tutto, in attesa di una nuova legge sul settore, da tempo sollecitata a gran voce dagli operatori e dalle associazioni di categoria, Unirec compresa.

Da gennaio è al vaglio del Parlamento un ddl che mira a razionalizzare il lavoro delle società di recupero con un sistema di buone prassi, per tutelare sia creditori che debitori con l’adozione di un fondo di garanzia – a vantaggio dei debitori in difficoltà – e specifici requisiti di professionalità che il Ministero dell’Interno dovrà rilasciare preventivamente tramite licenza a tutti i professionisti del recupero.

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Luca M.

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