Classifica 2017: Cet1 banche italiane

Pubblicato da: TommasoP - il: 07-09-2017 9:57 Aggiornato il: 07-09-2017 9:58

In questo nostro breve approfondimento tratteremo della classifica aggiornata al 2017 dei Cet1 inerenti alle banche italiane.

Ricordiamo che il Cet1 è l’indicatore patrimoniale che evidenzia la solidità degli istituti bancari. Ecco dunque che al fine di conoscere la solidità di una banca il CET1 è un elemento fondamentale.

cet 1 classifica banche italiane

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Infine tieni presente che questo indice patrimoniale aiuta sia investitori sia anche risparmiatori al fine di valutare al meglio gli istituti bancari.

Certi dell’aiuto del nostro lavoro, abbiamo voluto riportare per voi una delle migliori classifiche delle banche italiane quotate sull’indice FTSE MIB in base al valore del loro CET1 ratio (Common Equity Tier 1ratio) e che fa riferimento nei bilanci d’esercizio del secondo trimestre 2017.

Classifica CET1 banche italiane

  • FinecoBank: 22,14%;
  • Mediolanum: 21,9%;
  • Generali: 17%;
  • Mediobanca: 13,5%;
  • BPER: 13,17%;
  • Intesa Sanpaolo: 13%;
  • UniCredit: 12,8%;
  • UBI: 11,32%;
  • Banco Bpm: 10,4%.

Come potrai notare anche tu, tra quelle che ti abbiamo menzionato e che sono quotate sull’indice principale di Borsa Italiana, FinecoBank è la banca con il migliore CET1 ratio che ha fatto registrare le migliore performance nel primo semestre 2017.

Essa in occasione della pubblicazione dei dati ha riportato ben 282,7 milioni di euro di ricavi, facendo registrare una crescita del 3,3% rispetto al primo semestre dello scorso anno.

Come si evince dalla classifica, il secondo posto del podio spetta a Mediolanum.

Anche essa nel primo semestre di questo anno come riferimento rispetto allo scorso anno, ha fatto registrare un utile netto consolidato in salita del 15% con un incremento pari a 196,4 milioni di euro ed una salita del 17% delle commissioni di gestione in scia dell’aumento delle masse di capitale gestite.

Su gradino più basso del podio, sale anche Generali che nella classifica CET1 delle banche italiane nel 2017, fa registrare per il primo semestre un bilancio record, in cui l’utile netto è salito del 61% a 108,1 milioni di euro.

Infine si deve tenere presente che il Common Equity Tier 1, da solo, non può far riferimento in modo integrale alla solidità patrimoniale di una banca.

A questo si deve anche aggiungere il valore percentuale in un contesto valutativo più ampio.

Come interpretare il CET1 ratio

Sappiamo bene che l’acronimo CET1 ratio vuol dire Common Tier Equity 1 ratio ed oggi rappresenta il maggior indice di solidità di una banca.

Il rapporto che intercorre e che è espresso in percentuale, viene calcolato anche facendo un rapporto con il il capitale ordinario versato (Tier 1) con le attività ponderate per il rischio.

In breve, questo è un indicatore che ci conferma o meno quali risorse l’istituto oggetto di valutazione riesce a garantire, come anche prestiti concessi ai clienti e i rischi rappresentati dai crediti deteriorati.

Il valore che viene preso come punto di riferimento, fa riferimento all’interno dei bilanci d’esercizio che le società quotate su Borsa Italiana pubblicano a livello trimestrale.

Infine devi considerare anche che la BCE ha stabilito che questo indice non può essere inferiore all’8% in tutti gli Stati dell’Eurozona.

Un indice più basso viene considerato come penalità  e quasi come commissariamento della banca manchevole.

Per ogni Paese membro dell’UE è stato assegnato un CET1 ratio minimo per gli istituti. All’Italia è stato designato un 10,5% in linea generale.

E’ ovvio che questi dati, fanno riferimento a qualcosa di veramente molto generale, che prende come riferimento il meccanismo unico di vigilanza. In breve viene deciso di volta in volta il target di CET1 per ogni istituto di credito.

Se si considera che sono per il mese di dicembre 2016 la BCE ha aggiornato i livelli minimi del CET 1 ratio per le banche italiane da raggiungere nel 2017, è possibile notare come questo è significatamene inferiore rispetto ai valori che hanno già in possesso.

La banca si definisce solida, quanto più è alto il CET 1.

Quindi per esempio, se si considera l’indice imposto dalla BCE possiamo riscontrare quanto segue:

  • Intesa Sanpaolo: 7,25%;
  • UniCredit: 8,75%;
  • UBI : 11,68%;
  • BPER : 7,25%.

Se si confrontano gli indici imposti dalla BCE con quelli posseduti dalle banche è possibile notare come siamo ben oltre la soglia minima consentita.

Possiamo affermare dunque con convinzione che questi istituti oggi sono abbastanza lontani dal fallimento che ha invece coinvolto molti altri istituti a causa anche della crisi che ha colpito tutti i settori.

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