Quanto conviene investire in Borsa con l'energia nucleare

Pubblicato da: Luca M. - il: 08-05-2008 8:33

L’energia nucleare è uno dei pochi settori che al momento sembra poter entusiasmare il mercato azionario europeo.

Le quotazioni della società scozzese British Energy sono salite in Borsa del 29% nell’ultimo mese raggiungendo una capitalizzazione di 7,61 miliardi di sterline che sono circa 9,52 miliardi di euro. Si tratta della migliore performance fra i titoli dell’indice Ftse 100 della Borsa di Londra. Le otto centrali nucleari del gruppo sarebbero nel mirino di almeno due maxi utility europee, la tedesca Rwe e la francese Edf. Entrambe avrebbero avuto accesso ai libri contabili e starebbero valutando la possibilità di presentare un’offerta per acquistare il 35,2% di British Energy messa in vendita dal governo britannico. Chi compra, avrà poi l’obbligo di lanciare un’Opa.

Il governo di Gordon Brown non vuole correre il rischio di trovarsi a corto di energia elettrica ed essendo i giacimenti di petrolio del Mare del Nord in via di esaurimento, ha varato un programma di rinnovo del parco centrali nucleari che prevede la realizzazione di nuovi impianti. British Energy dovrebbe essere la capofila nei progetti di costruzione e gestione dei nuovi reattori, e per un investitore straniero la strada più breve per partecipare a questa impresa è quella di comprare la società.

Lo statuto di British Energy prevede che gli azionisti con quote superiori al 15% devono essere approvati dal governo inglese, una misura che sottolinea quanto è delicato e strategico il settore. In ballo ci sono parecchi soldi perché oggi, per realizzare una centrale nucleare di media dimensione e di nuova generazione, ci vogliono, secondo quanto scriveva nei giorni scorsi il Financial Times, circa 2,8 miliardi di sterline ossia 3,5 miliardi di euro. L’amministratore delegato di A2A, Giuliano Zuccoli, stima che per quattro super centrali nucleari da complessivi 10.000 Megawatt, in grado di coprire un quarto del fabbisogno italiano, ci vogliano 20 miliardi di euro.

Fissare dei prezzi in materia di asset nucleari è molto complesso, in quanto le variabili sono molteplici. Un analista finanziario di una sim milanese afferma che, indicativamente, il costo al Megawatt per la costruzione di un reattore nucleare supera di quattro volte quello di una centrale a gas a ciclo combinato, ovvero circa 500mila euro a Megawatt. Calcolare quale sia il valore di questi asset è ancora più complesso, moltissime variabili intervengono. Le centrali nucleari hanno un tempo di vita fissato dalle norme internazionali: oggi è intorno ai 40 anni, ma esiste un largo consenso sulla possibilità di lasciare che vivano e producano fino a 60 anni. Il loro valore, quindi, è legato alla loro età. Un secondo elemento che pesa è l’altissimo costo dello smantellamento a fine vita.

Oltre che dagli elementi di natura politica, il valore di questi asset è fortemente influenzato dalle oscillazioni del prezzo del combustibile fossile e, in prospettiva, da quello dei diritti di emissione dell’anidride carbonica: l’energia elettrica prodotta con l’uranio costa poco, ma il differenziale su quella prodotta con carburanti fossili è volatile quanto il prezzo del petrolio. Edf ed Rwe sembrano intenzionate a non badare a spese per accaparrarsi British Energy. Morgan Stanley ha provato a fare i conti ed è arrivata ad una valutazione basata sui fondamentali di 535 pence per ogni azioni British Energy, contro un prezzo attuale di 726 pence. Gli stessi analisti affermano che se scattasse la gara fra i contendenti, si potrebbe arrivare, in un’ipotesi ritenuta quasi da fantafinanza, a 815 pence per azione.

Quali che siano le valutazioni corrette di questi asset, di sicuro il costo della corrente generata dal nucleare è più basso. Calcolare la differenza non è facile, perché bisogna prendere in considerazione il prezzo del petrolio, il cambio euro/dollaro, il costo del capitale e quello di smantellamento. Secondo un recente articolo pubblicato su CorrierEconomia, un Megawatt di energia nucleare costerebbe circa 45 euro, ovvero la metà del Megawatt prodotto da centrali a gas (ciclo combinato). Con questo differenziale così ampio, non è strano che Enel, bloccata in Italia dalla legge, abbia puntato sul nucleare all’estero. Dei 153,5 Terwattora prodotti nel corso del 2007 dal gruppo, l’11,8% viene dal nucleare: 4,1 Terwattora dalla Spagna e 14,1 Twh da Romania e Slovacchia. Il piano industriale 2008/2012 prevede che il nucleare arrivi a 33,5 Twh, il 10% del totale del gruppo.

Prova il trading online con un conto demo gratuito

Piattaforma di TradingVotoRecensioneSito Web
Markets
Markets OpinioniConto demo
24Option
24Option OpinioniConto demo
eToro
eToro OpinioniConto demo
IG.com
IG.com OpinioniConto demo
Plus500
Plus500 OpinioniConto demo

Informazioni sull'autore

Luca M.

Appassionato di Investimenti nel trading Online, Borsa, Trading Forex e Opzioni Binarie

Trading CFDs and/or Binary Options involves significant risk of capital loss.

E-investimenti.com

E-investimenti.com