Investimenti sicuri e protetti, come mettersi al riparo dalla crisi

Le insidie maggiori per i piccoli risparmiatori si annidano nelle pieghe dell’alta finanza, dove la sfiducia dei mercati e l’incertezza dell’entità della crisi affossano la ripresa delle borse internazionali. Non sempre però la corsa agli sportelli è la mossa ideale per preservare i risparmi di una vita. Gli esperti da entrambe le parti dell’Oceano consigliano di evitare scelte affrettate dettate dal panico mentre suggeriscono di mantenere la bussola orientata su investimenti di medio o lungo periodo per puntare su un recupero dei valori persi, piuttosto che su perdite certe e pesanti di oggi. Se negli Stati Uniti sembra aver trovato il via libera il pacchetto salva-banche approvato dal governo con l’obiettivo di puntellare le parti del sistema in difficoltà ed evitare il peggio, nella vecchia Europa è stata approvato l’innalzamento della soglia minima a garanzia dei depositi bancari.I risparmi garantiti

Per tenere al riparo i propri risparmi dalle turbolenze finanziarie si possono scegliere “porti sicuri” sul breve termine come i titoli di Stato (Bot e Btp, o titoli di Stato europei) o i conti di deposito online (garantiti dal fondo interbancario per i conti correnti), strumenti che permettono un impegno tra i tre e i 12 mesi con tassi compresi tra il 3% e il 3,5% l’anno. Certo, l’inflazione corre un po’ di più, ma i titoli del Tesoro e conti di liquidità rimangono gli strumenti più garantiti, almeno nel breve periodo. In prospettiva bisogna anche tenere conto di uno scenario molto probabile di taglio del costo del denaro da parte della Bance centrale europea. Una mossa destinata a erodere i rendimenti di questi strumenti, che però potrebbe essere controbilanciata da una riduzione dell’inflazione. Quanto ai pronti contro termine, sono considerati strumenti tra i più sicuri, a patto che abbiano come sottostante un titolo di Stato per esempio (di per sè sicuro).

I conti correnti

Garantiti contro qualsiasi scivolone finanziario i conti correnti (anche quelli online naturalmente) sono coperti da un Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), che nel nostro paese assicura una copertura di 103.291,38 euro per depositario. La somma riguarda ciascun cliente e, se si hanno conti su più banche, ciascuna banca. Il limite invece resta a 103mila euro totali se si hanno più conti nella stessa banca. Per i conti contestati, la garanzia vale per ciascun cointestatario: se moglie e marito hanno un conto in comune la garanzia sale a oltre 206mila euro.

Più basse invece le soglie di garanzia per gli altri Paesi europei. Le banche europee con sede in Italia possono decidere se aderire o meno al fondo (per esempio Ing e Deutsche l’hanno fatto). Se non aderiscono vale la soglia di rimborso del Paese di origine. Altrimenti, viene integrato con quello italiano. Chi ha un conto nella filiale europea di una banca italiana è tutelato come un correntista italiano.

I pronti contro termine

Elemento discriminante per valutare la sicurezza di questi investimenti è l’analisi dei titoli sottostanti al contratto stipulato con la banca. Nel caso dei contratti “pronti contro termine” infatti l’istituto di credito cede al risparmiatore un pacchetto di titoli a fronte del versamento di contanti, impegnandosi a riacquistarli ad un prezzo prefissato e a una data determinata.

Rappresentano attualmente un rischio quei contratti il cui sottostante sia un’obbligazione, soprattutto nel caso sia della stessa banca, perché non è prevista, in caso di fallimento, alcuna garanzia. La cosa migliore è che il sottostante sia rappresentato da titoli di Stato. E’ sempre opportuno, dunque, verificare nel contratto di pronti contro termine la natura dell’oggetto dello scambio, ovvero qual è il titolo ceduto e ricomprato dalla banca. Per quanto sia altamente improbabile il fallimento (in realtà di parla di liquidazione coatta amministrativa) di una banca italiana, è bene ricordare che per le operazioni di pronti contro termine non funziona il Fondo di garanzia dei depositi bancari. Il rimborso, quindi, non è automatico.

I fondi pensione

Al sicuro i fondi pensione, almeno secondo quanto dichiarato dal Ministro del Welfare Sacconi. La situazione sembra sotto controllo per tutti i prodotti previdenziali visto e considerato che anche i più aggressivi investono in azioni solo una piccola parte dei loro capitali (da quote minime al 30% massimo), con rendimenti lievemente negativi nel breve periodo.

Inoltre, questi investimenti sono molto diversificati per ridurre il rischio. E hanno strategie flessibili di composizione del portafoglio. Ecco perché il più ricco dei fondi pensione italiani, il Cometa (metalmeccanici), ha investito in ben 1.050 azioni in tutto il mondo e ha annunciato di essere esposto solo per lo 0,1% verso Lehman Brothers.

Guardando al panorama italiano i fondi con maggiore componente azionaria ad agosto perdevano fra il 5 e il 10% da inizio anno. Ma se si guarda ai rendimenti a 5 anni, hanno reso fra il 40 e l’80%. Ben più del Tfr.

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Luca M.

Appassionato di Investimenti nel trading Online, Borsa, Trading Forex e Opzioni Binarie

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