Buon venerdì 17 per le Borse: Listini Europei chiudono settimana in rialzo.

Pubblicato da: Luca M. - il: 18-10-2008 4:54

Nonostante l’apertura negativa di Wall Street con il Dow Jones -0,58% e Nasdaq -2,50%, influenzata dagli sconfortanti dati sul mercato immobiliare Usa, le borse europee chiudono la settimana in positivo, dopo una giornata dall’andamento altalenante.

Wall Street invece termina la seduta in ribasso con l’indice Dow Jones in perdita dell’1,41%. Perde anche il Nasdaq (-0,37%) e lo Standard and Poor 500 (-0,62%).

Dopo una partenza sprint legata al balzo di ieri della borsa di New York, i listini delle borse europee hanno perso terreno quando i future hanno fatto presagire un’apertura negativa, per poi riprendere quota. Francoforte guadagna un 3,43% dopo l’approvazione del piano di salvataggio da parte del Parlamento tedesco. Londra che chiude al 5,22%, seguita da Zurigo al 6,66%, Parigi (+4,68%), Madrid (+3,47%) e Amsterdam (+1,70%).

Vola Piazza Affari con il Mibtel che fa segnare +4,16%, l’S&P/Mib a +4,49% e l’All Stars a +1,77%.

A trainare i guadagni Unicredit, che dopo un’iniziale sospensione era partito a razzo con rialzi di oltre l’11% in seguito all’annuncio del rafforzamento dei soci libici, e che sale ora del 4,98%.

Ad aprire le “danze” erano state stamane le borse asiatiche: listini in ordine sparso nonostante il forte rimbalzo di Wall Street. In Estremo Oriente e sul Pacifico si sono alternati i segni più e meno, ma con un dato complessivamente uniforme: nessun tracollo, a differenza di quanto era avvenuto alla fine della settimana scorsa e poi ieri. Il Nikkei di Tokyo ha chiuso in rialzo del 2,78%, grazie al calo della yen che ha rassicurato il settore export. In Cina Shanghai ha terminato la seduta in rialzo dell’1,08%, ma, qualche ora dopo, l’Hang Seng di Hong Kong è scivolato del 4,4%. Male anche la borsa taiwanese, con il Taiex che è calato del 2,28%. Ma i segnali più preoccupanti sono arrivati dalla Corea del Sud, che ha chiuso in calo del 2,73% a 1.180,67 punti, il minimo dall’ottobre 2005.

Intanto crolla ad agosto il fatturato dell’industria italiana che registra una flessione dell’11% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, contro il +4,7% registrato a luglio. Si tratta di un calo record, il più alto dal gennaio 1991. Lo rende noto l’Istat, specificando che il mercato nazionale registra un -10,2% (secondo calo record dopo il -10,8 del 1996), mentre quello estero un -12,9% (dato record dal 1991). Rispetto al mese precedente la flessione complessiva è del 3%, con il mercato interno che perde 2,8 punti percentuali e quello estero 3,6 punti percentuali. Mese negativo anche per gli ordinativi dell’industria italiana che ad agosto registrano una diminuzione del 5,2% rispetto allo stesso mese del 2007, contro il +5,5% su base annua fatto registrare a luglio. L’indice su base annua del mercato nazionale è sceso dello 0,5%, mentre quello estero del 12,8%. Su base mensile si registra una diminuzione degli ordinativi dello 0,3%, con il mercato nazionale che guadagna 1,2 punti percentuali e quello estero che segna un -3,4%.Nei primi otto mesi, gli ordinativi sono in aumento con un +2,2% generale (+4,2% sul mercato interno, -1,5% su quello estero).

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Luca M.

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