In arrivo nuovo scudo fiscale

Pubblicato da: Luca M. - il: 16-04-2009 2:12 Aggiornato il: 16-04-2009 2:21

Al varo nuovo scudo Fiscale

Come previsto già da tempo il governo italiano si accinge a varare un nuovo “scudo fiscale“, dopo quelli del 2001 e del 2003, per permettere il rimpatrio e la regolarizzazione di denaro posseduto in conti esteri o paradisi fiscali.

A tal proposito il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato: ” l’ipotesi di scudo fiscale deriva da una decisione assunta dal G20 che ancora non ha assunto dei termini di certezza che ci possono far pensare ad una misura di scudo fiscale imminente”. 

Dovendo operare sia in chiave di sostegno alla economia sia come contrasto ai Paesi meno trasparenti, lo scudo manterrebbe in ogni caso gli obblighi al reinvestimento in azienda o di acquisto di titoli di Stato. E dovrebbe anche imporre un’aliquota contenuta sui capitali riemersi. Si parla di una richiesta “tra il 5 e il 10%.

Giulio Tremonti proprio in questi giorni, vista la crisi durissima dell’economia italiana data dall’incremento del debito pubblico e dell’emergenza di fondi per le zone terremotate dell’Abruzzo, ha deciso di spingere sull’acceleratore per l’approvazione del provvedimento che garantirà facilmente ricche entrate per le casse dello Stato ossia la riedizione dello scudo fiscale.

A differenza delle edizioni del 2001 e 2003, che permettevano il rientro di capitali in Italia con una aliquota molto generosa di appena il 2,5% questa volta il governo ha in progetto due aliquote:

– la prima per chi farà rientrare il denaro che si aggira intorno al 10% –

– una seconda ancora più alta per chi invece sceglie di far emergere solo quanto evaso.

E’ quindi molto probabile che gli introiti per le casse dello Stato italiano risultino ben al di sopra dei due miliardi incassati nelle due passate edizioni dello “scudo Fiscale”. 

Secondo Ilsole24Ore una eventuale decisione definitiva a tal proposito è solo rimandata “alla fine di maggio, quando si dovrà tenere un incontro tra i venti Grandi dedicato alla economia mondiale. E solo con le iniziative di più Paesi potrebbe finalmente partire anche lo scudo italiano”.

La quantità di denaro investito dagli italiani all’estero ammonterebbe a circa 600 miliardi di euro.

Per questo motivo i benefici di un rimatrio di questo denaro sarebbero davvero grandi per il governo italiano: permetterebbero infatti di creare una domanda aggiuntiva per l’investimento in titoli di stato e recuperare risorse tributarie con l’imposta sostitutiva.

Tutte risorse preziose visto anche l’onere richiesto per la ricostruzione delle zone terremotate.

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Luca M.

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