TFR: lettera ai parlamentari per prorogare la scadenza

Pubblicato da: Luca M. - il: 30-06-2007 10:49

Segnaliamo la lettera di Tuapensione.it indirizzata a a partiti e parlamentari di maggioranza e opposizione per prorogare al 31 dicembre il termine del silenzio-assenso:

“Il filosofo Popper disse: “Non chi deve comandare, ma come controllare chi comanda: è questo il problema della democrazia”.

Il 30 giugno 2007 scade il termine previsto dalla legge sul TFR (D.Lgs 252/2005) dopo il quale scatta il silenzio assenso, nel caso che il lavoratore non abbia preso una decisione sulla destinazione del suo TFR.

La conseguenza pratica è che milioni di lavoratori rischiano dal 1 luglio 2007 di aderire automaticamente ai fondi pensione per tutta la vita, senza

– aver mai firmato un documento,

– e poter mai più cambiare idea (salvo ogni 2 anni cambiare fondo).

Gli interessati sono 11 milioni dipendenti del settore privato.

Considerando che:

– l’art. 2120 del Codice Civile stabilisce che il TFR sono soldi dei lavoratori, anche detto ‘salario differito o liquidazione’,

– la legge sul TFR è stata approvata dal  centro-destra nel 2005, il centro-sinistra l’ha solo anticipata di 1 anno, senza cambiare una virgola;

– il silenzio-assenso automatico e  irrevocabile è nella sostanza un esproprio legalizzato (TFR, T’ho Fregato i Risparmi) a danno dei lavoratori e in favore delle lobby;

– il presidente della COVIP il 14 giugno 2007 ha dichiarato all’ANSA “.. che alcuni fondi chiusi risultano in ritardo. Speriamo nel silenzio assenso”;

– riceviamo ogni giorno email da tutta Italia di lavoratori che non sanno cosa fare, hanno informazioni frammentarie e confuse, spesso contradditorie;

– la campagna informativa del Governo, finanziata con 17 milioni di euro dei contribuenti, è partita in ritardo ed è tutta sbilanciata a favore dei fondi pensione e non dice una parola sul silenzio-assenso;

– in televisione, sia tg che programmi di approfondimento, non si è quasi mai parlato di questo argomento del TFR, e quelle poche volte c’erano prevalentemente voci a solo favore dei fondi pensione e spesso in conflitto di interessi non dichiarato;

– nei prossimi giorni i programmi di approfondimento (Porta a Porta, Matrix, Ballarò, etc) chiudono;

– le scuole stanno per finire e milioni di italiani iniziano le ferie;

– i sindacati sono di fatto dei venditori di fondi chiusi di categoria (nei quali hanno per legge il 50% dei posti nel consiglio di amministrazione), ma non dicono quasi nulla ai lavoratori del rischio del silenzio-assenso (e guarda caso, il TFR in caso di silenzio assenso va proprio ai fondo di categoria.., che strano!);

– in Parlamento, quando si tratta di votare aumenti di stipendio ai parlamentari o nuovi benefici/privilegi, in pochi giorni si trova l’accordo trasversale e maggioranza e opposizione votano insieme, anche a notte fonda, senza pregiudizi ideologici;

– molti parlamentari dichiarano pubblicamente a parole di essere a favore dei lavoratori e dei + deboli (e hanno qui una bella occasione per dimostrarlo con i fatti);

– la maggior parte dei lavoratori sono disorientati e disinformati, e il trasferimento all’INPS per le aziende con + 50 dipendenti introdotto con la Finanziaria confonde ulteriormente;

cio’ premesso, chiediamo:

PROROGA DI 6 MESI FINO AL 31 DICEMBRE 2007 DEL TERMINE PER IL SILENZIO-ASSENSO

La legge approvata nel 2005 prevedeva il 30 giugno 2008 come termine per il silenzio-assenso, ma la Finanziaria 2007 lo ha anticipato di 1 anno, con una fretta sospetta e che non va nell’interesse dei lavoratori, vista la svolta epocale e il numero di persone coinvolte.

Chiediamo quindi che sia prorogato di 6 mesi, al 31 dicembre 2007, il termine dopo il quale scatta il silenzio-assenso.

Nel paese delle continue proroghe, condoni e indulti vari, dovrebbe essere per voi un gioco da ragazzi, quasi un passatempo!

La nostra è una proposta ragionevole e di buon senso; su un orizzonte temporale di 20 o 30 anni, 6 mesi sono irrilevanti; ma per i lavoratori 6 mesi in più per informarsi adeguatamente sono importantissimi.

Ciò comporta che al ritorno dalla vacanze estive ci saranno 4 mesi per informarsi, fare dibattiti seri in televisione per consentire ai lavoratori una scelta consapevole, come dice lo spot del Governo.

Se invece contate sul silenzio-assenso per fare aderire automaticamente milioni di nuovi iscritti ai fondi pensione, siete dei vigliacchi e vi dovete solo che vergognare, sia

– davanti alla vostra coscienza,

– che di fronte agli elettori che vi hanno votato (e con che faccia vi presenterete al prossimo comizio e/o manifestazione?).

Se non farete la proroga, allora viste le premesse, milioni di persone saranno vittime del silenzio-assenso, il che é:

– ingiusto

– immorale

– forse anche anticostituzionale.

Come sempre, i più svantaggiati sono i più deboli, cioè le persone meno informate e meno istruite, quelle che a parole dite di voler tutelare e difendere.

La politica deve essere al servizio dei cittadini, non delle lobby!

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Luca M.

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