Da milanofinanza.it: i titoli inglesi da comprare

Pubblicato da: MatteoT - il: 02-10-2010 6:58

Identifichiamo una rosa di azioni inglesi molto ben impostate sotto il profilo tecnico-quantitativo.
Imi è un titolo industriale ad altissima volatilità, 50% circa su base annua, con una forte correlazione rispetto al mercato. A differenza degli indici però i corsi azionari di Imi si stanno preparando a toccare nuovi massimi storici, e il segnale di entrata potrebbe scattare a brevissimo.
Attenzione dunque al test a ridosso di 780 pence, oltre cui il trend di medio termine dovrebbe ulteriormente rafforzarsi. Su eventuale debolezza, la situazione ideale è rappresentata da un veloce movimento verso 730 pence. Un target ipotizzabile per fine anno si colloca in area 850-870 pence, considerando il canale di regressione in cui i prezzi si muovono da un anno e mezzo. All’interno del paniere segnalato ci sono stranamente due azioni del comparto finanziario, per la precisione un assicurativo e un bancario. Admiral mantiene comunque una solida dinamica di medio termine, marcatamente disallineata da molti competitors. L’inerzia rialzista del titolo è molto forte, e il beta basso sottolinea come nonostante il mercato incerto il titolo può muoversi in modo relativamente indipendente. In questo caso non è possibile identificare un chiaro livello di breakout, poiché le azioni sono in allungo su nuovi massimi storici; le correzioni vengono però ancora interpretate come opportunità per accumulare al rialzo.

L’esposizione del titolo bancario Standard Chartered verso le aree emergenti (in primis India e Africa) ha portato a un delta di rendimento consistente rispetto agli istituti occidentali, che hanno sofferto in modo particolare durante la crisi del 2008 e successivamente faticato a recuperare. Standard Chartered invece si è mossa esattamente in linea alla dinamica dei mercati emergenti, riuscendo a recuperare tutto il terreno perso e ritestando i massimi storici proprio in queste settimane. L’azione è quindi una buona proxy per puntare su questa area geografica (anche la volatilità prossima al 50% lo conferma), senza il relativo rischio di cambio ma ovviamente incassando la volatilità della sterlina inglese. Attenzione quindi al test in area 1.950-2.000 pence, oltre cui l’azione potrebbe tentare per fine anno un allungo anche verso 2.150-2.200 pence circa.

Il comparto alimentare è invece ben rappresentato da Ass. Brit. Foods e Sab-Miller. Entrambe le azioni confermano un eccezionale trend di medio periodo, e anche qui potremmo aspettarci un eventuale nuovo tentativo di rottura verso l’alto non appena il mercato si rasserena. Sul breve termine sembra avere una marcia in più Sab-Miller, che deve affrontare la barriera collocata a 2.100 pence. La volatilità è peraltro relativamente bassa, soprattutto per Ass. Brit. Foods, mentre l’altro competitors appare più legato al mercato. Il comparto tecnologico è invece rappresentato da due azioni, Amec e Autonomy Corp.. Amec in particolare evidenzia un momentum molto forte, che può preludere all’apertura di nuovi massimi prima di fine anno; l’ideale per accumulare al rialzo sarebbe rappresentato da un pullback verso la precedente resistenza (950 pence circa), per rientrare a livelli meno tirati di prezzi ma anche di indicatori sul breve termine. Un target con orizzonte di qualche mese si colloca in questo caso a ridosso di 1.100 pence, che rappresenta un allettante 10% di utile rispetto alle attuali quotazioni. Molto più nervoso il movimento delle ultime settimane di Autonomy Corp., ma sul medio termine il trend rimane anche i questo caso molto ben impostato. Il canale di regressione evidenzia un potenziale massimo per fine anno a ridosso di 2.050 pence, che rappresenta comunque una buona progressione rispetto agli attuali 1.850 circa. Su debolezza, ottima opportunità di entrata in caso di test verso 1.650-1.700 pence, da cui si è originata l’ultima accelerazione rialzista.

Tra le azioni del comparto materiali di base si segnala invece solo Antofagasta, che come momentum di breve e medio termine batte i competitors più conosciuti come Billiton e Rio Tinto. La motivazione di questo differenziale a favore di Antofagasta è legata al business, che è concentrato sul rame, poichè questa commodity si sta infatti riportando sui massimi storici. Si suggerisce di cavalcare l’azione solo in ottica molto speculativa, poiché il rischio è molto elevato anche se il trend chiaro. La volatilità vicina al 50% e il beta ben superiore a 1 confermano l’attitudine aggressiva di questo titolo azionario. Un altro titolo molto interessante, in questo caso con una volatilità decisamente accettabile, è BAT (British American Tobacco). Sebbene il business sia criticabile poiché nuoce alla salute, bisogna oggettivamente segnalare che gli azionisti continuano tuttora ad arricchirsi poiché il trend di medio termine rimane assolutamente intatto. Solamente nel 2008 i corsi hanno traballato violentemente, ma sempre in netta sovra performance rispetto al mercato, e nelle ultime settimane i corsi sono già a nuovi massimi storici. La migliore opportunità di trading verrebbe offerta da un veloce test verso 2.300 pence circa; per fine anno il range di prezzo ipotizzabile si colloca invece nella fascia 2.500-2.600 pence, considerata la spinta rialzista dei mesi precedenti. Il rischio è particolarmente accettabile, con una volatilità annua vicina al 20% e un beta abbastanza contenuto che fornisce stabilità quando i mercati si girano al ribasso.

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