Italiani con passione per azioni, borsa e obbligazioni

Pubblicato da: Luca M. - il: 10-09-2007 6:12

Gli italiani sono sempre più indebitati e con una passione sfrenata per investimenti in azioni e obbligazioni. I titoli di Stato, come Bot e Cct, invece, riscuotono sempre meno successo, arrivando a rappresentare, nel 2006, solo il 4,8% delle attività finanziarie delle famiglie, contro il 7,2% del 2004 e l’8,4% del 2002.

Lo rivela la Banca d’Italia in un indagine nelle Questioni di economia e finanzia dedicate all’economia delle regioni italiane nel 2006 delle abitudini finanziarie delle famiglie.

In base ai dati diffusi da Bankitalia, lo scorso anno la ricchezza finanziaria netta delle famiglie era pari a 2,7 volte il reddito disponibile, “valore invariato rispetto al 2005 e superiore a quello della media dell’area euro”, sottolinea Palazzo Koch, precisando come alla fine del 2006 il 28% delle disponibilità finanziarie era costituito da liquidità circolante e depositi, il 20% da obbligazioni, il 34% da azioni e quote di fondi comuni e il 18% da fondi pensione e prodotti assicurativi. “In particolare, la quota di ricchezza finanziaria investita in azioni, obbligazioni e quote di fondi comuni era decisamente superiore al Centro nord rispetto alle regioni meridionali rispettivamente 48,2% e 28,9%. La crescente quota di ricchezza finanziaria investita in azioni risente dell’andamento dei corsi azionari: dopo aver toccato il massimo nel 2000, è scesa fino al 2003 per poi tornare a risalire”.

“La scarsa propensione delle famiglie meridionali a investire in strumenti rischiosi riflette molteplici fattori: un livello di ricchezza complessiva inferiore alla media, la percezione di un’elevata incertezza nei flussi futuri di reddito, un più basso livello di istruzione, di capitale sociale e di fiducia reciproca fra gli agenti economici”, spiega Via nazionale, osservando come alla fine del 2006 la ricchezza finanziaria lorda pro capite in Italia ammontava a 57,3 migliaia di euro e risultava nettamente superiore al nord 80, rispetto al centro 56,2 e al mezzogiorno 28,9.

Le famiglie italiane, prosegue lo studio, risultano sempre più indebitate infatti il rapporto fra passività delle famiglie e reddito disponibile è salito al 47% nel 2006, anche se meno della media europea. Lo scorso anno i debiti finanziari pro capite ammontavano a 9,8 migliaia di euro, anche se l’importo relativo alle regioni meridionali risultava quasi la metà di quello delle regioni del Centro nord. I mutui sono risultati essere la quota più consistente dei debiti delle famiglie, anche se il credito al consumo continua a crescere : il suo peso sul totale delle passività è salito al 14,2%.

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Luca M.

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