Commercio estero: l'Italia torna in positivo

Pubblicato da: Luca M. - il: 13-09-2007 13:27

Il saldo commerciale italiano con i paesi dell’Ue a giugno, è risultato positivo per 547 milioni di euro, rispetto ad un deficit di 578 milioni di euro registrato nello stesso mese del 2006.

Lo rende noto l’Istat, precisando che, sempre a livello tendenziale, le esportazioni verso i paesi Ue sono aumentate dell’8,6%, mentre le importazioni sono aumentate del 2,2%. Rispetto a maggio 2007, rileva l’Istat, i dati destagionalizzati registrano a giugno una diminuzione dell’1,6% per le esportazioni e un aumento dell’1% per le importazioni. Nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2006, le esportazioni sono cresciute del 12%, mentre le importazioni del 7,6%. Nello stesso periodo il saldo è stato positivo per 2.149 milioni di euro, a fronte di un disavanzo di 1.949 milioni di euro nello stesso periodo del 2006.

Anche negli scambi con i paesi Ue, a giugno, sottolinea l’Istat, è proseguita la crescita tendenziale di entrambi i flussi commerciali, con la dinamica delle esportazioni che si mantiene superiore, per l’undicesimo mese, a quella delle importazioni. Nell’analisi per paese, a giugno si registrano, tra i principali partner commerciali, aumenti tendenziali delle esportazioni verso la Spagna (+9,1%), la Germania (+8,6%), il Regno Unito (+6,4%) e la Francia (+5,9%). Nel complesso dei paesi, i più alti incrementi tendenziali delle esportazioni si sono registrati nei confronti della Polonia (+32,4%), Grecia (+24,5%), Svezia (+21,6%), Slovenia (+21,3%) e Belgio (+19,9%); riduzioni si sono registrate per Malta (-28,1%), Cipro (-17,6%), Romania (-10%), Portogallo (-9%), e Irlanda (-7%).

Le importazioni dai maggiori partner commerciali sono aumentate in particolare dalla Germania (+8,8%) e dalla Francia (+8,2%), mentre sono diminuite dal Belgio (-20,1%) e dai Paesi Bassi (-0,6%).

Per quanto riguarda l’analisi per settore di attività economica, a giugno gli incrementi tendenziali più elevati delle esportazioni si registrano per i prodotti petroliferi raffinati (+34%), per i metalli e prodotti in metallo (+16,7%), per i mezzi di trasporto (+14,4%) e per i prodotti chimici e fibre sintetiche ed artificiali (+12,4%). In flessione risultano i prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-6,7%), i prodotti dell’industria tessile e abbigliamento (-3,3%) e i mobili (-2,6%). I più ampi aumenti delle importazioni si sono registrate per i mobili (+20,5%), per le macchine e apparecchi meccanici (+16,9%), per i metalli e prodotti in metallo (+15,3%) e per i mezzi di trasporto (+13,5%); le flessioni maggiori hanno riguardato l’energia elettrica, gas ed acqua (-51,8%), i minerali energetici (-45,9%), il cuoio e prodotti in cuoio (-17%) e i minerali non energetici (-15,2%).

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Luca M.

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