Crisi mutui frena l’economia mondiale

Pubblicato da: Luca M. - il: 15-09-2007 10:27 Aggiornato il: 05-04-2016 15:38

L’economia mondiale crescerà meno dopo la crisi dei mutui ad alto rischio, i cosiddetti “subprime”, negli Stati Uniti. L’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce 30 paesi, ha tagliato le previsioni di sviluppo per quest’anno di Eurolandia al 2,6% (dal 2,7% precedente) e degli Usa (all’1,9% dal 2,1%). Secondo il capo economista Jean-Philippe Cotis le prospettive di crescita sono ora «meno promettenti». L’Ocse, in particolare, nelle sue previsioni ha nettamente rivisto al ribasso, rispetto a maggio scorso, le stime di crescita del pil di Italia (da 2% a 1,8%), Francia (da 2,2% a 1,8%) e Germania (da 2,9% a 2,6%) per il 2007.

«Per ora non abbiamo ragioni di correggere le nostre stime, seguiamo con grande attenzione ma molto dipenderà da come si evolverà la crisi negli Stati Uniti e da come si rifletterà sulla propensione al consumo», ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani.

La Bce pronta ad agire. «La volatilità del mercato monetario è aumentata e la Bce sta monitorando la situazione con attenzione». E’ quanto si legge in una nota diffusa oggi dalla Banca centrale europea, dove si precisa che se la volatilità «dovesse persistere domani», l’istituto «è pronto ad assicurare condizioni ordinate del mercato monetario» nell’area. Il comunicato della Bce, notano dalle sale operative, arriva dopo che in mattinata i tassi a breve erano saliti ai massimi degli ultimi sei anni, al 4,76-4,8%. L’annuncio dell’istituto centrale, che si è detto pronto a intervenire per assicurare condizioni ordinate al mercato monetario, ha avuto l’immediato effetto di riportare il riferimento overnight attorno al 4,13%, spingendo le banche a mettere sul mercato la liquidità che avevano accumulato fino a quel momento. Giovedì la Bce riunirà il consiglio direttivo e deciderà se intervenire sui tassi di interesse dell’eurozona. Il mercato si attende che l’istituto centrale mantenga il costo del denaro ivariato al 4%, rinviando l’attesa stretta nella politica monetaria.

L’Ocse: ancora difficile stimare impatto crisi. La crisi di insolvenza dei mutui subprime ha colpito l’economia mondiale «in un momento in cui era ancora forte», ha spiegato il capo economista dell’Ocse, precisando tuttavia che ancora non è facile stimare l’effetto delle crisi finanziarie di questi giorni sulla crescita anche se è «rivista al ribasso la crescita per il secondo semestre dell’anno». «In generale, le nostre stime di crescita possono errare in eccesso, dato che non è ancora stato possibile valutare interamente l’impatto negativo delle turbolenze del mercato del credito sulle attività economiche», ha osservato ancora il capo economista dell’Ocse. Se poi gli Stati Uniti rischino o meno una recessione economica «è difficile da valutare», ha detto ancora Cotis, spiegando che l’impatto della crisi dei mutui “subprime” dipenderà molto dal clima economico, e per il momento i consumi negli Usa stanno reggendo. L’Ocse prevede in ogni caso che il «contagio» della crisi dei mutui sarà scarso in Europa.

Cotis, nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto dell’Ocse ha suggerito poi di accendere un faro acceso sul mercato del credito immobiliare e di avviare una «una lotta attiva contro l’attività creditizia predatoria». Le insolvenze dei mutui cosiddetti subprime «hanno rilevato serie imperfezioni nel funzionamento del mercato immobiliare americanoe, in generale, del mercato del credito in tutto il mondo», ha osservato Cotis, ma i mercati «impareranno dai recenti errori secondo il solito processo “sbagliando si impara”».

Per quanto riguarda infine i tassi, secondo l’Ocse, la Federal reserve Usa dovrebbe tagliare di ulteriori 25 punti base il costo del denaro per contrastare gli effetti della crisi, mentre nel caso dell’area euro, anche se unastretta avrebbe senso, l’Ocse ritiene che la Bce dovrebbe evitare strette fino a quando i mercati non si saranno stabilizzati. E la stessa cosa vale per la giapponese BoJ, in attesa di un pieno rientro della deflazione. In Eurolandia, per Cotis, sembra comunque «garantita» una nuova stretta ai tassi quando «quando le condizioni dei mercati saranno calme».

Almunia: rischi ci sono ma economia solida. «Non c’è dubbio che c’è un rischio al ribasso, ma l’economia europea continua a essere un economia che si basa su fondamenta solide. Dunque si trova in condizioni favorevoli grazie alle quali non dovrebbe subire conseguenze particolari dalla crisi dei mutui statunitensi». Lo ha detto il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia , nella sua relazione al Parlamento europeo sulle recenti turbolenze nei mercati finanziari. «L’impatto della crisi – ha detto Almunia – potrebbe andare al di là di quanto visto finora, e per questo la vicenda merita tutta la nostra attenzione. Ma l’impatto sull’economia europea dovrebbe essere, in linea di principio, limitato, visto che la crescita resta elevata». Per Almunia, quindi, «il fattore più importante sarà l’impatto che la crisi avrà sulla fiducia, che è il motore fondamentale sia per gli investimenti che per i consumi».

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