Mediobanca: i conti brillano, arriva il buy back

Pubblicato da: Luca M. - il: 18-10-2007 15:57

Non c’è ancora nessuna conferma ma neanche una smentita. Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, si svincola con mestiere dalle domande su un possibile interesse da parte di Piazzetta Cuccia per Italease e dice “Il nostro impegno intorno alla banca è relativo all’aumento di capitale. Il nostro interesse è esclusivamente quello di portare a buon fine l’operazione, mentre per la banca è importante il nuovo piano industriale per capire qua l è la posizione di mercato della società in base al nuovo modello di business”. Una mezza risposta che lascia porte aperte alle interpretazioni, anche alla luce dei programmi annunciati oggi dal management, tra cui un buy back fino al 2% del capitale di Mediobanca, “che oggi – dice Nagel – rappresenta un buona opportunità di investimento”. Nagel ha illustrato oggi i conti dell’esercizio 2006-2007, chiuso il 30 giugno scorso.

Le azioni del buy back, per cui Mediobanca impiegherà circa 250 milioni di euro, potrebbero essere usate “per un eventuale scambio azionario nel caso in cui ci capitasse l’occasione di un’acquisizione”, anche se non è da escludere la possibilità “di cancellare le azioni riducendo così il capitale”. Dopo il riacquisto di azioni proprie e la distribuzione della cedola, quest’anno incrementata del 12% a 0,65 euro, la banca potrà contare ancora su un capitale in eccesso “compreso fra i 2 e i 2,2 miliardi di euro”.

Numeri di tutto rispetto che vanno a coronare un bilancio positivo, il primo dopo l’adozione della governance duale nonostante l’atteso calo dell’attività di trading. E per il 2008 è atteso un utile in calo rispetto al 2007, ma ampiamente al di sopra del business plan, il cui aggiornamento sarà presentato a marzo.

L’utile netto dell’intero esercizio è cresciuto dell’11% a 953 milioni di euro, mentre il margine di interesse è stato pari a 667 milioni, in crescita del 12% sullo stesso periodo precedente. Le commissioni sono, invece, cresciute del 23% a quota 371 milioni, mentre i ricavi del portafoglio azionario (dividendi di Generali, Rcs, eccetera) sono aumentati del 24,9% a 387,7 milioni di euro, di cui 359,2 milioni riconducibili alle Generali e 28,4 milioni a Rcs.

“La plusvalenza potenziale sulle nostre partecipazioni – ha spiegato Nagel – è cresciuta a 3,9 miliardi di euro rispetto ai 3,6 miliardi dello stesso periodo precedente”. Una vera gallina dalle uova d’oro per Mediobanca, il cui Nav, per 6,3 miliardi di euro, è riconducibile esclusivamente a Generali e a Rcs. Risultati “straordinari” anche per Banca Esperia, joint venture con Mediolanum nel private banking, “un’attività – ha detto Nagel – che diventerà sempre più importante all’interno di Mediobanca”.

Risultati positivi per Piazzetta Cuccia, conseguiti ancora sotto la presidenza di Gabriele Galateri di Genola, che lasciano soddisfatti gli azioni di Mediobanca, pronti a imbarcarsi nella nuova avventura Telecom.

“Una volta che è stato chiaro che gli attuali azionisti della compagnia volevano vendere Telecom Italia, abbiamo promosso il consorzio che ha portato a un accordo con Pirelli, avendo già in mente che si sarebbe trattato di una soluzione ponte per portare Telecom ad avere la corporate governance di una pub lic company indipendente”.

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Luca M.

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