Imporre un’imposta sulle operazioni finanziarie

Pubblicato da: Luca M. - il: 01-11-2010 4:48

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L’Italia dovrebbe aggregarsi alla posizione di Spagna e Francia in merito all’argomento tassazione delle operazioni finanziarie. Questo è ciò che ha evidenziato Banca Etica. Da qui parte l’idea di introdurre un’imposta sulle operazioni finanziarie. Il denaro recuperato andrà investito in opere di pubblica utilità (ambiente, politiche sociali e via dicendo). Il principale obiettivo resta comunque quello di colpire le speculazioni. Ecco cosa dichiara a proposito il presidente di Banca Etica Ugo Biggeri: “è pari a 13mila 600 miliardi di dollari, questa è una stima del Fondo Monetario Internazionale, la cifra messa in campo da tutti i governi per salvare la finanza, da settembre 2008 a settembre 2009. C’è da sottolineare che la cifra è da 20 a 30 volte superiore di quella che gli stati ONU si erano impegnati a spendere per gli otto obbiettivi del millennio. Vi comunico un dato: 655 miliardi di dollari l’anno. E’ questo il gettito che potrebbe generare su scala mondiale una micro tassa sulle transazioni finanziarie, pari per esempio allo 0,05% del valore di ogni transazione. La cifra è molto importante sopratutto per rilanciare le politiche sociali degli stati duramente colpiti dalla crisi economica e per rivitalizzare le politiche di cooperazione allo sviluppo e il raggiungimento degli obiettivi del millennio, che poi è stato oggetto di discussione al summit ONU che si è appena chiuso a New York”.

“Per quel che riguarda il Governo Italiano, la risposta è arrivata dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, dal Ministro degli Esteri Franco Frattini e per voce del Premier Silvio Berlusconi. Tutti hanno ribadito che il Governo ha assunto una posizione attendista, ribadendo in più occasioni che una tassa sulle transazioni finanziarie sarebbe una sorta di utopia eticamente valida, ma realizzabile su scala mondiale.
Smentiscono queste dichiarazioni gli studi autorevoli. Essi hanno infatti dimostrato che la tassa è perfettamente in grado di produrre non solo un gettito significativo, ma può svolgere anche una funzione di regolamentazione dei mercati finanziari franando gli eccessi speculativi senza scoraggiare gli investimenti di medio-lungo periodo, anche se applicata soltanto nell’area euro”.

“La posizione del governo (che per voce dei ministri sopra citati nonchè del premier stesso, dichiarano che una tassa sulle transazioni finanziarie, applicata inizialmente in un’area ristretta del globo, finirebbe con il dirottare i capitali verso altri mercati) viene smentita anche da un altro fattore: la Gran Bretagna già applica una forma simile di tassazione, ma Londra non ha perso la sua capacità di attrarre investitori. La tassa potrebbe essere applicata, in prima fase, alle sole operazioni più altamente speculative, come hedge funds o quelle su titoli derivati che sono state all’origine della crisi finanziaria del biennio 2008-2009. Alla campagna “zerozerocinque”1, che ha prodotto studi interessanti e posizioni da noi condivise, ha aderito Banca Etica, e auspichiamo che il Governo Italiano approfondisca la questione e possa sostenere la proposta avanzata da Francia e Spagna”.

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Luca M.

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