Risparmiatori preferiscono investire in Bot piuttosto che in immobili

Pubblicato da: Luca M. - il: 09-11-2007 9:59 Aggiornato il: 12-09-2013 14:13

La crisi dei mutui subprime negli Usa spaventa le famiglie italiane: un contagio di natura psicologica che, tuttavia, influenza il comportamento dei risparmiatori, allontanandoli dal tradizionale investimento su immobili.

Quest’anno si va registrando una diminuzione del 15%, dal 70% al 55%, degli italiani che investono in immobili, a vantaggio di strumenti finanziari considerati più sicuri: dai Bot ai certificati di deposito, dalle obbligazioni ai libretti di risparmio, preferiti dal 25% dei risparmiatori contro il 13% del 2006.

E tutto questo avviene nonostante che il nostro Paese appaia, tutto sommato, relativamente al riparo dagli effetti della crisi americana.

L’indagine annuale Acri-Ipsos sul risparmio degli italiani nel 2007, presentata dal presidente dell’associazione Giuseppe Guzzetti alla vigilia della 83ª Giornata mondiale del risparmio, disegna un quadro di pessimismo diffuso e rassegnato sull’andamento dell’economia.

La debole svolta ottimista che era stata colta dall’indagine Acri-Ipsos 2006 è del tutto svanita, e sono in aumento le famiglie che si dichiarano in difficoltà, arrivando al 38% del totale. I pessimisti sull’andamento dell’economia italiana sono il 52%, contro un 17% che si attende un miglioramento e un 24% che non prevede sostanziali cambiamenti. L’Italia  non è sufficientemente attrezzata per affrontare un rallentamento dell’economia internazionale.

Rispetto al 2006 scende di quattro punti percentuali dal 37% al 33% il numero di chi riesce ancora a risparmiare. Quattro italiani su dieci consumano l’intero reddito, e aumenta in maniera preoccupante il numero delle famiglie che chiudono i conti in «rosso», ed è costretto a contrarre prestiti o ad attingere al risparmio accumulato in precedenza: erano il 13% nel 2001, sono arrivate al 27% nell’ottobre 2007, più di un quarto degli intervistati. Complessivamente, le famiglie in situazione di difficoltà rappresentano il 38% del campione totale, e si tratta per lo più di nuclei con il capofamiglia artigiano o commerciante.

È alta la concentrazione di operai nelle famiglie in «crisi moderata»; mentre le famiglie di imprenditori, dirigenti e professionisti mostrano una tendenza positiva, specialmente nelle grandi città. Per quanto riguarda gli investimenti, l’indagine dell’Acri conferma una costante propensione degli italiani alla liquidità.

Come si è visto, si va riducendo l’appeal del mattone, che pure resta ancora il preferito fra i risparmiatori. Resta diffusa una scarsissima fiducia nei confronti delle leggi, delle regole e dei controlli presenti nel nostro Paese (per il 69% sono del tutto inefficaci).

Questo, fra l’altro, può spiegare perché i lavoratori dipendenti si mostrino riluttanti a trasferire il Tfr dall’azienda a un fondo di previdenza complementare. Il 5% dei dipendenti del settore privato continua a ritenere che sia preferibile lasciare il Tfr al datore di lavoro.

Prova il trading online con un conto demo gratuito

Piattaforma di TradingVotoRecensioneSito Web
Markets
Markets OpinioniConto demo
24Option
24Option OpinioniConto demo
eToro
eToro OpinioniConto demo
IG MARKETS
IG MARKETS OpinioniConto demo
XTrade
XTrade OpinioniConto demo

Informazioni sull'autore

Luca M.

Appassionato di Investimenti nel trading Online, Borsa, Trading Forex e Opzioni Binarie

E-investimenti.com

E-investimenti.com