Attenzione a fidarsi del trader prima di investire.

Pubblicato da: Luca M. - il: 02-04-2008 13:04

E’ successo che dei clienti avevano sottoscritto una gestione con il Credit Suisse e poi con il crollo di Borsa del 2000 hanno perduto un terzo del capitale in pochi mesi e hanno scoperto che i loro soldi erano investiti in modo arrischiato. Il gestore poi è stato rimosso, ma la banca dice che era tutto regolare.Ma come li selezionano, questi trader, al Credit Suisse? In questi giorni è emersa una voragine nei conti, ben 2,85 miliardi di dollari, causata, ha detto la banca, dagli errori di “un piccolo numero di trader”. Ma un’altra storia che ci hanno raccontato non è recente ed è molto simile, tranne che per un piccolo dettaglio: a rimetterci non è stata la banca, ma un cliente che le aveva affidato i suoi soldi in gestione.

Il signor V. P. fa un lavoro che lo porta continuamente in giro per il mondo, e quasi sempre in posti disagiati dove anche le comunicazioni sono problematiche. Per lunghi periodi non ha la possibilità di seguire i suoi investimenti, così decide di farli gestire da professionisti e sceglie una banca antica e blasonata: il Credit Suisse, appunto. Faranno senz’altro meglio di me, pensa, posso dormire fra quattro guanciali. E’ l’estate del 2000: V. P. firma un contratto per una gestione “bilanciata”, versa 300 milioni di lire e parte tranquillo per il suo lavoro.

Sta fuori sei mesi e al ritorno va a dare un’occhiata a come stanno andando i suoi risparmi. Brutta sorpresa: dei 300 milioni circa un terzo se n’è andato. Ora, è vero che nella seconda metà del 2000 le Borse sono andate malissimo, ma realizzare una perdita del 33% in sei mesi non sembra così normale. V. P. si mette a controllare come sono stati investiti i suoi soldi e resta di sasso: quasi la metà della quota azionaria, 70 milioni, è stata investita su un solo asset, e molto rischioso: il Fondo americano Henderson Horizon, specializzato in azioni della new economy, proprio il settore dove la bolla speculativa era più grossa e quindi più disastroso era stato il crollo.

Ora, la prima cosa che fanno gli amici più esperti quando li informi che hai cominciato a investire i tuoi soldi è di ripetere un vecchio adagio: “Non mettere le uova in un solo paniere”. Questo per dire che la diversificazione del portafoglio è un concetto basilare, vista l’imprevedibilità dei corsi azionari; e tanto più è rischioso l’investimento scelto tanto minore dev’essere la quota che vi si destina, per quanto possa essere promettente. Altrimenti il rischio aumenta in maniera esponenziale.

Ma come, dice V. P.: “Ho scelto una rassicurante ed antica banca svizzera, governata da solida esperienza e amministrata con cautela, insensibile alle bolle speculative e ai richiami pirotecnici della new economy… Credevo, almeno. Se avessi voluto gettarmi in speculazioni azzardate, sono sempre disponibili gli avventurieri delle Bahamas o del Caucaso, che promettono brividi e miracoli”. Protesta, scrive all’ufficio reclami: ancora non sa che sta per cominciare una via crucis di lettere, telefonate, appuntamenti, funzionari e dirigenti che si palesano una volta e poi non si fanno più trovare. Viene a sapere, intanto, che la persona che gestiva i suoi soldi è stata rimossa: indizio evidente che il suo non dev’essere un caso isolato. La banca dapprima risponde in modo possibilista, vedremo, controlleremo. Poi gli spedisce una lunga lettera in cui si dice in pratica che la gestione corrispondeva al profilo di rischio da lui scelto sottoscrivendo una gestione bilanciata, cioè “medio-alto” (“medio-alto”? ma una gestione bilanciata, 50-50, non dovrebbe essere a rischio “medio”?) e che comunque la componente azionaria era stata distribuita su cinque diversi strumenti (“già – osserva V. P. – ma metà era su uno solo, il più rischioso, e l’altra metà divisa fra gli altri quattro”). Insomma, che ci vuol fare: si sa che con le azioni si può perdere. La banca non ha colpe, andrà meglio un’altra volta.

V.P. continua a tempestarli, ma si scontra con un muro di gomma: il funzionario con cui ha parlato il giorno prima dal giorno dopo è irreperibile, viene sballotato da Cesare a Pilato. A un certo punto, la grande concessione: “In via del tutto eccezionale – annuncia una lettera della banca – la Direzione commerciale le ha accordato il rimborso delle commissioni di gestione” per l’anno 2005. “Si sono rovinati – commenta il nostro – a rimborsarmi l’1,25%! Ma io voglio almeno 15.000 euro che, al netto della caduta dei mercati, malcontata è la perdita che si può attribuire alla loro gestione spericolata”.

A quasi otto anni di distanza, V. P. continua testardamente la sua battaglia. Chissà, adesso che “alcuni trader” l’hanno fatta tanto grossa che si è saputo in tutto il mondo, forse i dirigenti saranno più disposti a dargli retta.

Prova il trading online con un conto demo gratuito

Piattaforma di TradingVotoRecensioneSito Web
IQ Option
IQ Option OpinioniConto demo
24Option
24Option OpinioniConto demo
Fxpro.it
Fxpro.it OpinioniConto demo
eToro
eToro OpinioniConto demo
AvaTrade
AvaTrade OpinioniConto demo

Informazioni sull'autore

Luca M.

Appassionato di Investimenti nel trading Online, Borsa, Trading Forex e Opzioni Binarie

Trading CFDs and/or Binary Options involves significant risk of capital loss.

E-investimenti.com

E-investimenti.com