Inflazione rallenta ad agosto e scende al 4%

Pubblicato da: Luca M. - il: 29-08-2008 12:05

L’inflazione ad agosto è scesa al 4% contro il 4,1% record raggiunto nel mese di luglio.

Lo ha comunicato  l’Istat nella stima provvisoria, aggiungendo che su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,1%.

Tuttavia, nonostante il lieve rallentamento dell’indice generale, alcuni prodotti e servizi hanno registrato ad agosto ancora impennate. È il caso, in particolare, dei prezzi dei trasporti aerei, aumentati rispetto ad agosto 2007 del 40,7%.

Non è andata molto meglio per i trasporti marittimi che hanno registrato un aumento di prezzo del 12,3%.

Nel comparto alimentari la pasta continua a registrare aumenti a due cifre con un incremento del 25,6% rispetto ad agosto dell’anno scorso, in accelerazione rispetto al +24,7% di luglio. In un mese i prezzi della pasta sono aumentati dell’1,1%.

Rallenta leggermente invece la crescita del prezzo del pane: dal +12,9% tendenziale di luglio si è infatti passati a +12,1% ad agosto. Buone notizie infine dai carburanti. Il prezzo della benzina verde è diminuito ad agosto del 4,2% rispetto a luglio, mentre quello del gasolio ha segnato un -4,8%. Su base tendenziale la verde è aumentata del 10,6% dal +13,1% di luglio mentre il gasolio ha segnato un +23,9% dal +31,4% di luglio.

In calo le vendite al dettaglio a giugno. Rispetto allo stesso mese del 2007 si registra una flessione del 3,4% mentre, rispetto a maggio, la contrazione è stata dello 0,5%. La variazione tendenziale negativa, spiega l’Istat, deriva da una diminuzione del 2,3 per cento delle vendite di prodotti alimentari e da un calo del 4,1 per cento di quelle di prodotti non alimentari.

Il valore delle vendite di prodotti alimentari a giugno, rispetto a maggio, è diminuito in termini congiunturali dello 0,2%; il valore delle vendite di prodotti non alimentari, il cui indice destagionalizzato ha registrato una flessione dello 0,7%.

Il calo delle vendite del mese di giugno 2008 è risultato più contenuto nella grande distribuzione rispetto alle imprese operanti su piccole superfici. Questo è vero sia per i prodotti alimentari (meno 1,6% rispetto a meno 5,5 %), sia per i prodotti non alimentari (meno 1,7% rispetto a meno 4,7%). Nel primo semestre del 2008, il valore del totale delle vendite ha registrato una variazione tendenziale negativa dello 0,5%. Le vendite della grande distribuzione sono cresciute dell’1,3% mentre quelle delle imprese operanti su piccole superfici hanno subito una flessione dell’1,8 per cento.

Con riferimento allo stesso periodo le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dello 0,7 per cento mentre le vendite di prodotti non alimentari sono diminuite dell’1,4 per cento. A giugno 2008 tutte le forme di vendita della grande distribuzione hanno registrato variazioni tendenziali negative del valore delle vendite. Le flessioni più marcate hanno riguardato gli hard discount (meno 2,3 per cento) e gli ipermercati (meno 1,7 per cento).

Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-giugno del 2008 si osserva un aumento del valore delle vendite per tutte le tipologie della grande distribuzione, con l’eccezione della componente non alimentare degli ipermercati che ha subito una flessione dello 0,3%. Gli aumenti di maggiore entità hanno riguardato, in particolare, i grandi magazzini (più 1,9 %), gli altri specializzati (più 1,6%) e gli hard discount (più 1,5%). Con riferimento alla dimensione delle imprese, nel mese di giugno 2008 il valore delle vendite ha registrato variazioni negative del 4,8% nelle piccole e nelle medie imprese e del 2,2% nelle grandi imprese.

Nel primo semestre del 2008 il valore delle vendite è diminuito, rispetto allo stesso periodo del 2007, del 2,2% nelle piccole imprese e dell’1,4% nelle medie imprese; è aumentato dello 0,7 per cento nelle grandi imprese. Per quanto riguarda il valore delle vendite di prodotti non alimentari, a giugno 2008 tutti i gruppi di prodotti hanno registrato variazioni tendenziali negative.

Le flessione di maggiore entità hanno riguardato i gruppi prodotti di profumeria e cura della persona (meno 6,0%), giochi, giocattoli, sport e campeggio (meno 5,3%), elettrodomestici, radio, tv e registratori (meno 5,1 %) e dotazioni per l’informatica, per le telecomunicazioni e la telefonia (meno 5 %). Nel confronto tendenziale con il primo semestre dell’anno precedente tutti i gruppi di prodotti non alimentari hanno registrato un calo del valore delle vendite. Le flessioni più marcate hanno riguardato i gruppi elettrodomestici, radio, tv e registratori (meno 2,1%) e giochi, giocattoli, sport e campeggio (meno 1,8%).

Nel mese di giugno 2008 il valore del totale delle vendite al dettaglio ha registrato variazione tendenziali negative in tutte le ripartizioni. Le flessioni maggiori hanno riguardato il Sud e isole (meno 4,2%) e il Centro (meno 4 %). Le vendite di prodotti alimentari hanno registrato la diminuzione più significativa nel Centro e nel Sud e isole (meno 2,5% per entrambe le ripartizioni) e quella più contenuta nel Nord-ovest (meno 1,9 %). Anche le vendite di prodotti non alimentari hanno segnato le variazioni tendenziali negative di maggiore entità nel Sud e isole e nel Centro (rispettivamente meno 5,4 e meno 4,9 %).

Nel primo semestre del 2008 il valore del totale delle vendite al dettaglio è aumentato nel Nord-est e nel Nord-ovest (rispettivamente più 0,4 e più 0,3 %) ed è diminuito nel Centro e nel Sud e isole (rispettivamente meno 1,4 e meno 1,2 %). Nello stesso periodo le vendite di prodotti alimentari sono aumentate in tutte le ripartizioni, con l’incremento più ampio nel Nord-est (più 2,3 %). Le vendite di prodotti non alimentari, invece, hanno registrato variazioni tendenziali negative in tutte le ripartizioni, con le diminuzioni più marcate nel Centro e nel Sud e isole (rispettivamente meno 2,3 e meno 2,2 %).

Secondo il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola “L’andamento di agosto è coerente con la recente indagine Isae, che sottolinea come si stiano affievolendo le aspettative inflazionistiche per i prossimi mesi. Si tratta di un primo incoraggiante risultato che si deve al calo dei prezzi delle materie prime, affiancato dalla costante azione di sorveglianza sui prezzi effettuata nei mesi scorsi”.

Sul raffreddamento della dinamica dei prezzi di agosto, prosegue Scajola, «ha inciso prevalentemente la diminuzione del prezzo dei carburanti, dovuto al calo delle quotazioni del petrolio, anche se ci sono ancora margini per ulteriori riduzioni del gasolio, che presenta tuttora un divario sensibile rispetto alla media europea». Per quel che riguarda i prodotti alimentari, interessati da un primo timido stop, il ministro sottolinea che «i forti ribassi delle quotazioni del grano degli ultimi mesi si dovranno riflettere sui prezzi al consumo del prossimo periodo». Scajola confida inoltre che gli aumenti delle tariffe di energia elettrica e gas, di cui sono circolate nelle settimane scorse previsioni di aumento rispettivamente del 4 e 6% dal prossimo ottobre, «saranno significativamente inferiori, alla luce dell’andamento dei prezzi del petrolio». «Non bisogna ovviamente abbassare la guardia, – continua – perché settembre è un mese a rischio per l’inflazione. Il Ministero, attraverso il garante dei prezzi, aumenterà ancora la sorveglianza, in particolare per seguire la fase di rientro dei prezzi della filiera cerealicola: è già programmato un incontro per il 10 settembre con l’industria molitoria – ricorda Scajola -. Con la Guardia di Finanza verrà poi definito nei prossimi giorni il programma di ispezioni di settembre e ottobre, anche per seguire il processo di formazione dei prezzi del settore cerealicolo». Un’occasione per fare il punto sull’andamento dei prezzi e su eventuali altre iniziative da assumere sarà la riunione del Consiglio Nazionale dei Consumatori e Utenti convocata per il 24 settembre. Scajola rivolge infine un appello a «non creare confusione e allarme nell’opinione pubblica sul tema dei prezzi, per esempio pubblicando più volte gli stessi dati come se fossero dati diversi, commentando dati vecchi come se fossero dati nuovi, spacciando per dati effettivi quelle che sono solo stime o previsioni più o meno accurate».

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Luca M.

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