Riassetto in casa Fiat: Ifil incorporata in Ifi

Pubblicato da: Luca M. - il: 30-09-2008 11:04

I consigli di Ifi e di Ifil hanno approvato la semplificazione della catena che dalla Giovanni Agnelli sapaz arriva fino alla Fiat. L’operazione prevede la fusione per incorporazione di Ifil in Ifi: rapporto di concambio pari a 0,265 azioni Ifi ordinarie o risparmio per ogni azione ordinaria o risparmio di Ifil e di un’azione Ifil risparmio per 0,265 nuove azioni Ifi risparmio. La nuova grande Ifi – il nome non sarebbe stato ancora deciso – sarà presieduta da Johm Elkann e guidata Carlo Barel di Sant’Albano. L’operazione vedrà la luce agli inizi del 2009 dopo altri passaggi societari: entro settembre i due consigli dovranno approvare il progetto di fusione e convocare per novembre le assemblee. I titoli delle due società sono stati sospesi per l’intera giornata. Advisor Leonardo & co per Ifi, Goldman Sachs per Ifil.

L’operazione, da tempo attesa, rende più chiara la struttura di controllo del gruppo: nasce una sola società di investimenti al posto delle due holding. Mentre finora la Giovanni Agnelli deteneva il 100% dell’Ifi che, a sua volta controllava il 69,99% dell’Ifil, holding operativa del gruppo, al termine della fusione l’accomandita avrà il 59,2% della nuova società che avrà attivi pari a 6,5 miliardi di euro e sarà concentrata sull’attività di investimento. La modalità scelta non era l’unica, ma è la sola che permette di mantenere tutte le risorse in cassa a disposizione degli investimenti perché non richiede alcun acquisto di azioni. Vengono rispettati i diritti patrimoniali e amministrativi di tutti gli azionisti, grazie alla scelta di mantenere quotate tutte e tre le categorie di azioni e si creano le premesse per ridurre lo sconto che il mercato applica al valore degli attivi e che per l’Ifil vuol dire un mancato riconoscimento di valore pari al 35 per cento. Altro vantaggio è l’aumento della liquidità delle azioni, in quanto il capitale votante flottante sale al 55%, mentre finora quello Ifil era pari al 24,5% del totale e quello dell’Ifi al 38,9%.

Finiscono anche le speculazioni che il mercato regolarmente alimentava sul possibile taglio alla catena di controllo del Gruppo. Oggi a Piazza Affari i titoli di Ifi e Ifil sono stati sospesi, mentre gli occhi sono rimasti puntati su Fiat che ha chiuso a 10,69 euro, in crescita del 3,2% dopo avere toccato quota 11 euro tra scambi brillanti per oltre 53,6 milioni di pezzi, pari al 4,8% del capitale. Ad accelerare la definizione del nuovo assetto del gruppo è stato un evento inatteso, la decisione del fondo Amber di mettere sul mercato il pacchetto di Ifi privilegiate, che l’accomandita ha scelto di acquistare. Il 25 agosto la Giovanni Agnelli aveva annunciato, per la prima volta, di stare valutando la possibilità di accorciare la catena di controllo.

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Luca M.

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