Guida alla scelta dei Btp

Pubblicato da: MatteoT - il: 09-08-2011 1:36

Corinna De Cesare, tra le colonne di corriere.it, pubblica oggi un’interessantissima analisi e guida su come scegliere, scadenza per scadenza, i propri Btp.

I commenti e i consigli degli esperti sono un coro unanime. La parola d’ordine di questi giorni è diversificare. E in qualche caso, oltre alle raccomandazioni, c’è chi pensa che per mani caute e ben orientate, quest’estate «nera » possa diventare anche un’opportunità.

L’ALTALENA DELLE BORSE – Sono state settimane ad alta tensione, con l’Italia nel mirino degli speculatori e i timori della crisi che hanno fatto crollare tutte le Borse. Basti pensare che nella sola giornata di ieri, in Europa sono stati bruciati 197 miliardi di euro. Dal 17 febbraio, seduta in cui le Borse europee hanno toccato il loro massimo dell’anno, il listino che ha perso di più è quello di Atene, che ha lasciato sul terreno 46 punti percentuali. Ma subito dopo c’è Piazza Affari, con perdite per quasi il 32%. Persino l’America, in una sola nottata — quella del declassamento (downgrade) di Standard & Poor’s — si è svegliata vulnerabile. E le ripercussioni si sono sentite in qualsiasi angolo del pianeta. Anche il mercato obbligazionario, un porto considerato «sicuro» dai più, si è mostrato tutto a un tratto sensibile.

RISPARMI 15% PER NON PERDERE – Se state pensando di ritirare tutti i vostri risparmi, ovunque essi siano, pensateci bene. La prima regola è: niente panico. A chi ha già un portafoglio titoli, gli esperti consigliano appunto di diversificare. «Se si è deciso di investire in titoli di stato—spiega Angelo Drusiani, gestore obbligazionario di Banca Albertini Syz—bisogna avere per ogni singolo emittente al massimo il 15%. Per suddividere in maniera equa il rischio che si assume». Ciò significa che non si può investire il 50% del proprio portafoglio solo in Bot o Btp. E nemmeno in Bund tedeschi, per quanto possano essere considerati sicuri in questo momento. «Il decennale tedesco oggi rende il 2,37% — aggiunge Drusiani—ma è frutto del fatto che è diventato una sorta di bene rifugio come l’oro o il franco svizzero». Tant’è che lo spread, cioè il differenziale tra i decennali italiani e quelli tedeschi, la scorsa settimana ha sfondato il muro dei quattrocento punti base. Il secondo consiglio è vendere solo se strettamente indispensabile. «Chi vende adesso si assume perdite non trascurabili — spiegano gli esperti—quindi se non c’è una necessità impellente, è meglio rimandare».

INVESTIMENTI, LA SOGLIA DEL 5,31 – E per chi volesse comprare ora? «È evidente che la volatilità in termine di valore e prezzo è aumentata moltissimo in quest’ultimo mese —precisa Jacopo Ceccatelli, partner di JC associati Sim —. Si va da rendimenti da 2,57% per i Bot annuali fino addirittura al 5,31% per i Btp decennali. Sono rendimenti molto superiori rispetto a quelli tedeschi. Può essere un’opportunità, ma bisogna fare molta molta attenzione». Nell’eventualità di acquisto di un titolo che rende tanto, bisogna considerare che può oscillare allo stesso modo (e farlo sia nel bene che nel male). «Purtroppo dipende da fattori non direttamente controllabili dall’Italia — precisa Ceccatelli —. Se la Banca centrale europea confermasse il programma di sostegno, i rendimenti potrebbero diventare anche molto interessanti. Ma se si interrompono, si torna a una fase di possibili nuovi crolli».

DIECIMILA EURO – Facciamo degli esempi: per chi investe oggi diecimila euro in un Bot trimestrale? «Il guadagno è di 111 euro netti—risponde Drusiani— mentre per un Bot annuale è di circa duecento euro. Rendimento che può arrivare a 990 euro per un triennale comprese le cedole ». L’asticella del rendimento si alza con l’allontanarsi della scadenza del titolo, ma insieme, e bisogna ribadirlo, aumenta la propensione alla volatilità. Per i risparmiatori più audaci, comprare un decennale italiano oggi, con un rendimento del 5,31%, può avere i suoi vantaggi. Ma per chi vuole dormire sonni tranquilli, basta fermarsi al 18-24 mesi. Un banco di prova per i nostri titoli saranno le prossime aste. «Il rischio è che non vadano bene— dice Ceccatelli—e se non vengono sottoscritte possono innescare nuovi problemi e nuove perdite di valore. Vedremo effettivamente a settembre qual è il vero appetito degli investitori su di noi».

Fonte: corriere.it

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