La Opel sull’orlo del baratro, e ora si rimpiange Marchionne

Pubblicato da: MatteoT - il: 18-02-2012 10:45

Declinare l’offerta di acquisto di Fiat anni fa non è bastato. Ora va addirittura peggio di allora. Parliamo di Opel, l’antico e glorioso marchio tedesco, controllato da General Motors. Le vendite sono in drastico calo, le perdite immense, i fondi per lo sviluppo di auto elettriche o ibride non ci sono.

La casa madre GM, che grazie agli aiuti dell’amministrazione Obama si è salvata dal baratro e con utili di 8,3 miliardi di dollari vanta il miglior bilancio della sua storia, ha perso la pazienza.

Come titolano molti media tedeschi, Opel può andare a sbattere contro il muro. Stracke ha detto chiaro e tondo “dobbiamo tornare a fare profitti, e questo processo durerà tempo”. Negli ambienti economici, come tra gli operai e ai vertici del sindacato metalmeccanico IgMetall (che a suo tempo fu nel partito del no alla scalata Fiat e alle offerte di Marchionne) la preoccupazione è fortissima.

La situazione di Opel appare più disperata che mai. Sullo sfondo di un mercato dell’auto che in Europa ha visto le vendite calare del 7 per cento a gennaio rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, il calo di vendite di Opel è stato del 23 per cento, quasi un quarto del totale della produzione. Gli impianti in Germania, Spagna, Regno Unito, Polonia, Austria, Ungheria lavorano appena al 75 per cento della capacità.

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