Come si stabilisce il prezzo delle opzioni?

Pubblicato da: Massimiliano - il: 04-10-2013 15:46

Quando parliamo di opzione, bisogna capire che il suo valore può essere determinato da più fattori. Quindi, andiamo a vedere come si stabilisce il prezzo delle opzioni, e come si calcolano i fattori che ne determinano questo valore. Per poter far rendere al massimo le occasioni, c’è bisogno di sapere come muoversi, e quindi questo articolo vi aiuterà a fare chiarezza su tutto questo. In primis dobbiamo dire che il prezzo dell’opzione, rappresenta il premio che viene pagato per poter comprare; e questo dipende da alcuni fattori. Il primo è il valore intrinseco, il secondo quello temporale, e il terzo la volatilità.

Il prezzo delle Opzioni: Il valore intrinseco

Partiamo con il primo, il valore intrinseco, che rappresenta il valore appunto, che l’opzione ha nel caso va a scadere in quel preciso istante. Questo è dato, per le opzioni Call, dal valore del sottostante, sottratto il prezzo d’esercizio; mentre per quelle Put, il contrario, ovvero dal prezzo d’esercizio, sottratto il valore del sottostante. Per sottostante, intendiamo il titolo sul quale viene esercitato il diritto di opzione, e per quel che concerne il suo valore, questo subisce variazioni nel tempo; mentre quando parliamo di prezzo di esercizio, intendiamo quello fissato nel momento in cui si sta stipulando un’opzione di acquisto o di vendita del sottostante, nel caso l’opzione è esercitata. Ovviamente il prezzo di esercizio rimane comunque fisso. Quando parliamo di valore intrinseco, c’è da ricordare che questo non può mai essere negativo, quindi in caso di opzione Call, nel caso il prezzo di esercizio risulti superiore al valore del sottostante, o nelle opzioni Put, nel caso il valore del sottostante risulti superiore al prezzo di esercizio; allora il valore intrinseco risulterebbe zero. Essendo, quindi, negativo, l’opzione ha un valore positivo, oppure non vale nulla.

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Il valore temporale

Quando ci riferiamo al valore temporale, è importante subito sottolineare che, ogni opzione ha una sua durata prestabilita, legata ad una certa data di scadenza. Tradotto, questo che abbiamo appena detto vuole significare che, via via che l’opzione si avvicina alla data di scadenza, il suo valore muta. Ovviamente, più la data di scadenza è lontana, e più alto è il premio che bisogna pagare per poterla acquistare. Con il passare del tempo il valore del premio si riduce seguendo una logica proporzionale. E’ importante sapere che le opzioni che hanno durata molto breve, hanno un deprezzamento più veloce; inoltre mentre inizialmente il valore temporale di una opzione diminuisce sensibilmente pian piano, in un secondo momento quando si arriva sotto la data di scadenza, questa opzione presenta un’intensità maggiore per quel che concerne la riduzione del valore temporale. Per calcolare il valore temporale, ci sono diversi strumenti e programmi ad hoc, che vanno a misurare la perdita di valore temporale di una opzione. Nel caso non siamo in possesso di questi strumenti, possiamo calcolare la perdita media giornaliera a causa del tempo, usando questa formula:
valore temporale iniziale, diviso il numero dei giorni di scadenza.

La volatilità

Chiudiamo spiegando cosa si intende per volatilità. Con questo termine vogliamo indicare quella che è la variabilità del sottostante. Facciamo un esempio per capire meglio. Se il prezzo del sottostante, subisce normalmente poche oscillazioni; allora di conseguenza quello sottostante presenta poca volatilità. In senso contrario, invece, se il titolo sottostante subisce molti cambiamenti di prezzo, salendo e scendendo, come spesso accade nelle azioni; il sottostante presenta molta volatilità.

Altri fattori influenzanti

Ci sono, poi, altri fattori che influenza il prezzo delle opzioni, e questi sono tutti differenti tra loro. Andiamo ora a vedere quelli meno importanti, dopo che abbiamo avuto modo di trattare già quelli più significatici (prezzo del sottostante, data di scadenza e volatilità), che vanno ad influenzare il prezzo dell’opzione del 90% circa. Questi fattori meno importanti, che invece incidono del 5 – 10%, sono i seguenti:

– Movimenti repentini
– Domanda e offerta
– Liquidità
– Dividendi del sottostante e dichiarazione degli utili trimestrali (earnings)
– Interessi

Movimenti repentini

Iniziamo col prendere in considerazione i movimenti repentini del prezzo delle opzioni, che si verificano quando il mercato del sottostante, per motivi specifici, subisce rialzi o ribassi del prezzo molto evidenti. Facciamo un esempio veloce per capire bene, e prendiamo in considerazione un’azienda che naviga in buone condizioni. Una possibile notizia negativa, malgrado la buona posizione dell’azienda, farà calare il prezzo delle sue azioni sensibilmente. Se questo lo rapportiamo all’intera Borsa, con un calo generale, allora si verificherà un caos generale, con gli investitori che presi dal panico inizieranno a vendere mossi dalla paura di poter perdere tutto. Ovviamente, più c’è la corsa a vendere, e più i titoli scenderanno di prezzo; e anche chi fino a quel momento ha aspettato venderà i propri titoli. In quel momento scenderanno in campo gli speculatori che inizieranno a comprare, così che il titolo subirà uno stop, per poi iniziare a risalire.

Opzioni-binarieDomanda e offerta, liquidità

Il prezzo delle opzioni, poi, è influenzato anche dalla domanda e dall’offerta del mercato, un pò come avviene in tutte le cose. E’ chiaro che se la richiesta di opzioni Call è crescente, sarà crescente anche il prezzo; mentre in caso di domanda in diminuzione, allora anche il prezzo scenderà automaticamente. La liquidità di un mercato, invece, rappresenta la quantità di denaro che c’è in circolazione su quel mercato. E’ presumibile che quando le opzioni sono ancora all’inizio della loro scadenza, anche la liquidità sarà bassa, perchè la stessa domanda sarà bassa. Più si avvicina il giorno della scadenza, più aumentano le negoziazioni, e più sale il prezzo delle opzioni.

Dividendi e interessi

Dividendi del sottostante e dichiarazione degli ultimi trimestrali riguardo agli utili, vanno ad influenzare il prezzo dell’opzione. Quando la società va a distribuire gli utili, le azioni della stessa diminuiscono, e conseguentemente anche il valore di opzioni Call, con titolo sottostante in azioni diminuiscono; contrariamente alle Put che invece crescono. Gli earnings, ovvero gli utili trimestrali, sono i guadagni di un’azienda, e vanno ad influenzare il prezzo dell’opzione. Durante ogni trimestre, in una data prestabilita, le società comunicano gli utili, ed è in quel momento, visto e considerato che il prezzo dell’azione è formato dal livello di utile futuro della società; è chiaro come in caso di risultati non positivi, il prezzo dell’azione si ridurrà. Il prezzo dell’opzione cambia di riflesso, in virtù di forti scossoni al prezzo delle azioni, dovuto a utili importanti. Anche i tassi di interesse fanno il loro gioco, in tutto questo, e se questi aumentano, vanno ad aumentare anche le Call, mentre diminuiscono le Put.

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