Andamento del costo unitario medio e del costo marginale

Mentre nel costo unitario medio si trovano le due componenti, spese fisse e spese variabili, abili, il costo marginale è costituito dalle sole spese variabili necessarie per produrre l’ultima quantità di bene.

Come il costo unitario medio, anche il costo marginale tende a decrescere con l’aumento della produzione per varie cause: migliore utilizzazione degli impianti, istituzione di turni di lavoro, ecc.

Tuttavia, tale processo non dura all’infinito: ad un certo momento, raggiunto l’« optimum» dal punto di vista produttivo, anche il costo marginale avrà tendenza ad aumentare per diverse cause, quali, ad es., il logorio delle macchine, la penosità del lavoro con conseguente minore produttività, ecc.

Si può perciò affermare che tanto il costo unitario medio quanto il costo marginale si muovono nella stessa direzione: tuttavia, i loro andamenti non coincidono.

Infatti, all’inizio, il costo marginale è necessariamente inferiore al costo unitario medio perché su di esso non incidono le spese fisse, che incidono invece sul secondo; inoltre, quando il costo marginale comincia a crescere, il costo unitario medio può ancora diminuire perché, nonostante l’aumento delle spese variabili, quelle fisse, ripartendosi su di una maggiore quantità prodotta, tendono ad abbassare ulteriormente il costo medio.

Vi sarà un solo punto in cui i due costi si eguagliano; tale punto rappresenta il costo medio minimo ed è detto punto di fuga, in quanto rappresenta ovviamente anche il prezzo minimo al quale si può vendere il prodotto. Se il prezzo di mercato dovesse scendere al di sotto di questo punto, l’impresa, non potendo abbassare il costo, dovrebbe fuggire dal mercato; cioè abbandonare la produzione.

Nella figura seguente esponiamo graficamente quanto abbiamo detto sopra.