Varie voci concorrono a formare il costo di produzione; esse si raggruppano in due importanti categorie, e cioè: costi fissi; costi variabili. Per amore di verità, è bene tuttavia premettere che, in pratica, è tutt’altro che facile tale distinzione, specialmente per alcuni tipi di costi. I costi fissi sono rappresentati dalle spese per magazzini, macchine ed ogni tipo di capitale durevole; dagli interessi per l’investimento di tali capitali, nonché da un premio per il rischio del capitale investito, quote di ammortamento, spese di direzione e di amministrazione dell’impresa.
Tali costi si dicono fissi perché debbono essere sostenuti per l’organizzazione produttiva e, entro certi limiti, sono indipendenti dal variare della quantità prodotta. I costi variabili comprendono le spese sostenute per l’acquisto delle materie prime, per la retribuzione della mano d’opera e per il pagamento dei contributi assicurativi, dall’interesse per il capitale investito e da un premio per il rischio dello stesso. Si dicono variabili perché debbono, entro certi limiti, essere sostenuti in dipendenza della quantità prodotta dall’impresa.
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