Credito - Nozioni e presupposti

La piú evoluta forma di scambio, ultima in ordine di tempo, è rappresentata dal credito, scambio di un bene presente contro la promessa di un bene futuro. Sorto prima dell’introduzione della moneta, il credito ha tuttavia ricevuto da quest’ultima un notevole impulso; esso si basa sulla fiducia (« credere » in latino significa appunto « aver fiducia ») del creditore nella solvibilità del debitore ed anche nelle leggi dello a protezione del credito.

Poiché il credito consiste, sostanzialmente, in uno scambio, sia pure dilazionato nel tempo, è naturale che il suo presupposto sia lo stesso che già vedemmo parlando dello scambio e cioè una differenza nell’utilità marginale comparata dei due beni da scambiare, nel senso che ciascuno scambista attribuisca al bene che riceve un’utilità marginale superiore a quella del bene che cede.

Poiché nel credito lo scambio avviene fra una ricchezza presente ed una futura, si potrebbe obiettare che nessuno attribuisce alla ricchezza futura un’utilità maggiore di una ricchezza presente; il che è vero, ma è anche vero che il grado di preferenza per le ricchezze presenti rispetto a quelle future è diverso da soggetto a soggetto. Nessuno, certo, sarà disposto (a meno che non sia mosso da motivi extraeconomici) a scambiare 100 lire attuali contro 100 future, ma può ben accadere che 100 lire oggi appaiano a Tizio piú utili di 105 lire fra un anno, mentre, viceversa, per Caio le 105 lire future appaiano piú utili delle 100 attuali. In questo caso l’atto di credito sarà possibile e, come qualsiasi altro atto di scambio, risulterà conveniente per ambedue i soggetti.