| d) la materialità ; deve trattarsi, cioè, di beni percepibili dai nostri sensi.Quest’ultimo requisito, per la verità , ha dato origine a molte divergenze di opinione da parte degli studiosi.
Ci si è chiesto, infatti, se potevano essere considerati beni la lezione del professore, la visita del medico, il consiglio dell’avvocato, attività che indubbiamente soddisfano, rispettivamente, il bisogno di cultura, di cure, di assistenza giuridica e che vengono denominate servizi personali.
Manca, tuttavia, a tali servizi la concretezza propria della materialità , a meno di non considerare anche l’uomo che li esplica un bene economico; il che può essere stato in passato, e l’istituto della schiavitú ne è una dimostrazione, ma urta con le moderne concezioni che fanno dell’uomo il soggetto, e non l’oggetto, dell’attività economica.
Manca, anche, ai servizi un’esistenza autonoma, come hanno, invece, i beni materiali.
È vero, infatti, che il libro può sostituire la lezione dell’insegnante, ma mentre il primo ha una sua esistenza autonoma, indipendente dalla persona dell’autore, la seconda non è separabile dalla persona dell’insegnante.
Possiamo, dunque, concludere che, per quanto riguarda la loro natura, sembra opportuno tenere distinti beni e servizi, ma dobbiamo tuttavia riconoscere che tanto gli uni come gli altri appaiono mezzi idonei per la soddisfazione dei bisogni.
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