Vita da Trader: REMINISCENCES OF A STOCK OPERATOR

Pubblicato da: TommasoP - il: 13-10-2016 15:57 Aggiornato il: 19-10-2016 14:27

In questa guida tratteremo del racconto della vita del leggendario speculatore Jesse Livermore, scritto da Edwin Lefevre, dove impareremo a comprendere che la vita da trader è tutt’altro che semplice, ma sopratutto che Jesse Livermore è riuscito, partendo da zero, a diventare uno dei più grandi speculatori della storia, nonostante abbia perso il suo capitale innumerevoli volte. Infine ci occuperemo della filosofia di trading di Livermore.

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Jesse Livermore: ragazzo delle quotazioni

Iniziai a lavorare finita la scuola elementare. Trovai un lavoro come “ragazzo delle quotazioni” in un ufficio di broker di azioni. Ero un ragazzo molto sveglio ed abile soprattutto con la matematica. Questo lavoro mi teneva molto occupato ma nonostante questo io continuai a pormi domande sulle oscillazioni del mercato. Per me le azioni non erano soldi, ma numeri. Ero ossessionato dai movimenti e dai cambi azionari. Perché si muovono? Cosa spinge il movimento? Il fascino verso le oscillazioni del mercato fu il motivo principale che mi spinse ad interessarmi ai movimenti di prezzo.

Modelli ripetitivi

Notai che i rialzi ed i ribassi delle azioni mostravano dei modelli ripetitivi. Ero bravo con la memoria, ed iniziai ad osservare centinaia di questi modelli cercando di ricordarli. L’ unica cosa che dovevo fare era comparare il grafico di oggi con quello del giorno prima. Un’ altra lezione che imparai è che non importa delle news di Wall Street, la speculazione è un’arte vecchia quanto le colline, ciò che è avvenuto nel mercato azionario oggi, è già avvenuto ieri e riaccadrà anche domani.

Ero così preso dal mio “gioco” che iniziai a scrivere un diario di quello che vedevo per capire dove sbagliavo e dove invece andavo a segno.

Trend

Prima di tutto associavo le fluttuazioni del mercato ad un trend, rialzista o ribassista. In questo modo riuscivo a prevedere bene o male l’andamento, ma non riuscii mai a capire il perché le azioni si muovevano in un modo piuttosto che in un altro. Non lo capii all’epoca che avevo 14 anni e non lo capisco oggi che ne ho 40. Ma chi se ne importa del motivo! L’importante è cogliere l’attimo e guadagnare.

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Quanto guadagnare?

Un giorno mi si avvicinò un ragazzo che lavorava con me e mi disse se avevo dei soldi:-”Ho una dritta su Burlington, ho intenzione di giocarmela se qualcuno mi accompagna”. Mi disse.-”Cosa intendi con giocare?”. Gli risposi io. Per me la speculazione in borsa non era un gioco.

”Quello che ho detto, puntare su Burlington tutti i soldi, raddoppieremo in un batter d’occhio”. Tirai fuori il mio diario e iniziai a controllare. Il mio diario confermò, ne ero sicuro. Burlington sarebbe salito. Non avevo mai comprato nessuna azione in borsa e credevo che fosse arrivato il momento di mettere in pratica i miei studi. Gli diedi tutto quello che avevo e due giorni dopo guadagnai $3.12.

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Guadagnare 1000 $

Dopo quel primo trade la speculazione divenne il mio hobby, ed iniziai a comprare e vendere azioni seguendo le regole del mio sistema. In breve tempo iniziai a guadagnare così tanti soldi che decisi di lasciare il mio lavoro come ragazzo delle quotazioni. Avevo 15 anni quando portai a casa i miei primi mille dollari. Quando li vide mia madre quasi impazzì, e voleva convincermi a mettere quei soldi al sicuro in qualche banca. Ma perché avrei dovuto mettere i soldi in banca se avevo trovato il modo di farli fruttare? Se prima compravo 10 azioni adesso ne avrei potute comprare 100.

Iniziando a guadagnare tanti soldi però i negozi di scommesse iniziarono a credermi un truffatore così non accettarono più le mie puntate. Passai da un negozio ad un altro, ma ogni volta finiva che mi cacciavano. Da lì a poco tempo mi ritrovai senza più un posto dove fare trading così mi rimase l’ultima possibilità: Cosmopolitan Stock Brokerage Company.

La Cosmopolitan

La Cosmolpolitan era una compagnia enorme con un giro di affari milionario, ed iniziò ad accettare le miei giocate. Non tanto per sportività, ma solo perché cacciandomi avrebbero avuto una brutta pubblicità. Iniziarono però a ridurmi il margine sulle posizioni rendendomi la vita molto difficile. Ma era l’unica società che accettava le mie puntate e dovevo stare ai loro termini. Ovviamente non guadagnavo sempre, ma il bilancio era comunque positivo. Evidentemente ciò non andava bene alla Cosmopolitan. I negozi di scommesse funzionavano tutti allo stesso modo. Si dovevano dare i soldi all’impiegato dicendogli il titolo scelto e la direzione. Dopodiché ti veniva rilasciato un foglietto con il prezzo, il titolo ed il tempo. Quando volevi riscuotere veniva calcolato l’ultimo prezzo disponibile e se avevi guadagnato ti veniva dato il tuo profitto.

Come andare Short sullo zucchero

Avevo appena venti anni quando arrivai ad avere i primi 10.000$. Mia madre insisteva col dirmi di dover essere soddisfatto così e di trovarmi un lavoro regolare. Ma lei non capiva che le mie non erano scommesse, ma agivo in base ai miei modelli di investimento. Quel giorno mi ricordo di essere andato short a 105-1/4 su 3509 azioni dello zucchero con un margine di 10.000$.

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Il prezzo si comportò esattamente come avevo previsto, scese di tre punti prima di risalire, il mercato generale era tranquillo e promettente, ma poi lo zucchero iniziò ad esitare. Mi sentii a disagio e pensai che sarebbe stato meglio chiudere la posizione prima, così decisi di chiudere appena possibile: a 103. Avrei potuto fare di meglio ma andava bene anche così.

Non ero abituato a comportarmi in questo modo, ad agire senza una ragione, ma mi sentivo a disagio e preferii chiudere la posizione. Quindi chiamai un mio amico, Dave Wyman e gli chiesi se poteva riscuotere il profitto al posto mio. Quando l’impiegato uscì per annunciare il prezzo dello zucchero capii che qualcosa non andava, così incitai Dave a sbrigarsi. Il prezzo chiamato era ancora 103.

Qualcosa non andava, il prezzo avrebbe dovuto già rompere i 103, così iniziai a preoccuparmi. Dissi all’impiegato di muoversi a chiudere la mia posizione, ma quando gli altri clienti mi sentirono iniziarono a sospettare anche loro un problema con lo zucchero. Si affrettarono tutti a chiudere le loro posizioni, intanto la mia era già stata processata, chiusa a 103.

Subito dopo Dave mi chiamò e disse: “Caspita! Zucchero a 108!”. Solo dopo capii cosa era successo. Il negozio di scommesse aveva una grande quantità di puntate al ribasso sullo zucchero, in queste occasioni loro puntano a far perdere i soldi ai loro clienti perché in caso di vincita da parte del cliente si trovano costretti a sborsare tanti soldi. Era una pratica comune alla Cosmopolitan che aveva chiesto al suo broker di New York di gonfiare il prezzo dello zucchero.

New York Fullerton

Iniziò così a balenare nella mia mente l’idea di andare a New York, dove il prezzo delle azioni non viene telegrafato come a Boston, ma a New York vi è la fonte originale. Andai a New York a 21 anni con 25.000$.

Il mio piano era di guadagnare almeno 7 trade su 10. Mi accorsi che le volte che guadagnavo erano quelle in cui ero convinto al 100% delle mie operazioni. A quell’epoca ancora non avevo capito che vi è un tempo per tutto, anche per il trading e che quando non sei sicuro di un’operazione, semplicemente non farla.

Infatti la causa più comune nella perdita nel trading è l’eccitazione che ti porta ad aprire posizioni anche quando non dovresti. In ogni caso la mia prima preoccupazione era trovare a New York una casa di trading che mi permettesse di investire senza limiti e dove non dovevo preoccuparmi di guadagnare troppo. Andai alla A. R. Fullerton & Co, qualcuno probabilmente gli doveva aver già parlato di me, infatti incominciarono a chiamarmi “Ragazzo Trader”.

Partenza al verde

Non passarono neanche 6 mesi ed io ero già al verde. Ti dico io il motivo: il mio successo nei negozi di trading a Boston. Questo perché negli uffici della Fullerton io potevo vedere davanti a me muoversi il prezzo in tempo reale. Era tutto molto più rapido ed io non avevo il tempo di razionalizzare ciò che stava accadendo. Non capivo neanche a quale prezzo compravo e vendevo. In poche parole il sistema che funzionava a Boston non funzionava a New York.

Eccomi lì, ero solo un ragazzo che non era mai stato lontano da casa, ed ero al verde. Ma nonostante tutto non persi il mio entusiasmo nel mercato azionario. Sapevo che il problema non ero io ma il mio sistema. Così andai dal vecchio Fullerton e gli chiesi di prestarmi 500 dollari. ”Cosa devi farci?, Ti faccio un credito per fare trading” Mi disse lui.”No!”Risposi.”Voglio tornare a scommettere nei negozi di trading, lì sono sicuro che il mio sistema funziona”Mi diede ciò che volevo. Dopo aver perso tutti i miei soldi ero pronto di nuovo a partire. Ma tornare a casa era impensabile, lì non avrebbero mai accettato le mie puntate, così decisi di andare a St. Louis.

St Luis: signor dolan

Conoscevo 2 importanti case di trading a St. Louis:la Dolan Company e la Teller & Co. Avevo deciso di investire in maniera conservativa e sapevo che non avrei perso. L’unica mia paura era che mi riconoscessero e che mi cacciassero. Iniziai dalla Dolan, quando entrai vidi un enorme stanza con un centinaio di persone prese dalle quotazioni.

Ottimo, sarebbe stato più facile rimanere nascosto. Comprai le mie prime 200 azioni con il nome di Horace Kent e in due giorni racimolai 2.800$. Mi stava andando bene e speravo che avrei potuto continuare a negoziare almeno per tutta la settimana. Il terzo giorno però mi si avvicino un impiegato e mi disse che il boss voleva parlarmi.

Entrai nell’ufficio del signor Dolan.-”Siediti Livingstone”. Mi disse. Mi aveva riconosciuto.-”Cosa vuole da me?”. Gli chiesi.-”Vedi quegli uomini che scommettono? Loro sfamano me e la mia famiglia perché sono degli stupidi. Tu in due giorni mi hai fatto perdere quanto tutti loro mi fanno guadagnare in una settimana. Questo non è il business che voglio perciò vattene!”

Riscuotere i soldi

Lasciai Dolan e mi diressi alla Teller’s. Il posto era più piccolo ma le persone erano di una classe più elevata. Mi avvicinai per comprare le mie azioni e scoprendo che non vi erano limiti ne comprai 15.000 della B. R. T. Ma quando l’impiegato stava per darmi il ticket arrivò un uomo che mi riconobbe. ”Vattene Livingstone, qui non vogliamo il tuo business!”Mi disse. Non aveva senso ribattere, così me ne andai senza aver eseguito neanche un trade.

soldi

Tornai a New York, pagai i 500$ a Fullerton e decisi di capire il motivo per il quale non riuscivo a guadagnare. Qualche giorno dopo mi venne presentato un vecchio amico di Fullerton: McDevitt. Parlando di St. Louis egli mi parlò di Teller e mi disse che Teller possedeva ad Hoboken un’altra sala di trading dove non vi era limite alle puntate e che mi avrebbe accompagnato.

Arrivato al locale di Teller iniziai a parlare con il manager il quale mi parlò di quanti soldi riusciva a guadagnare e che maggiori erano le puntate e meglio sarebbe stato per lui. Iniziai a piazzare diversi ordini di vendita sul mercato iniziando con 2.000$.

Come avevo previsto verso la fine della seduta le azioni stavano iniziando a risalire così chiusi la mia posizione con un profitto di 5100$.Porsi il mo ticket al manager per riscuotere i soldi.-”Vedi”Disse lui. “Non ho abbastanza soldi in cassa per pagarti, torna Lunedì mattina”-”Va bene”Dissi io. “Ma almeno dammi tutti i soldi che sono rimasti”Dopo aver pagato gli altri vincitori mi diede i miei 2.000$ più circa 800$ sopra.

Tornai ad Hoboken verso le 12 di Lunedì e vidi il manager che parlava con un uomo che avevo già visto da Teller a St. Louis. -”Sono qui per saldare il mio conto”Dissi.-”Vedi Livingstone, noi qui non vogliamo il tuo business”. Mi disse l’uomo di St. Louis”-”Prima dammi i miei soldi” Dissi al manager, e lui mi diede più di 2.000$-”Non ti vogliamo in questo negozio” Mi ribadì l’uomo.-”Ascoltami”Dissi. “Qui non siamo a St. Louis e se non posso fare trading io allora non lo farà nessuno, non puoi fare così qua”-”Sii ragionevole Livingstone, non vogliamo problemi siamo nuovi di questo posto” Mi disse lui colpito da ciò che gli avevo detto.-”Non voglio rivedere queste cose quando tornerò” Dissi e me ne andai.

La parte di MAC

Tornai nell’ufficio di Fullerton e raccontai a McDevitt cosa era successo. Gli dissi che se era d’accordo sarei tornato con lui da Teller e che gli avrei insegnato a fare trading. Gli avrei prestato dei soldi e fatto comprare dei piccoli lotti azionari. In questo modo lui sarebbe divenuto un cliente abituale e quando avrei avuto una buona chance gli avrei fatto puntare più soldi e sbancare. Gli diedi 2.000$ e fece come avevamo detto. Quando fiutai una buona opportunità gli dissi di puntare più soldi. Quel giorno guadagnai 2.800$ dopo aver pagato le spese e dato a Mac la sua parte. Meno di un mese dopo Teller chiuse il suo negozio ad Hoboken. In realtà la causa della chiusura fu un lungo trend rialzista che fece guadagnare una fortuna a tutti i clienti e fece chiudere tutti i negozi di trading del paese.

Qual’è la strada giusta?

C’è solo una strada nel mercato azionario: non è né quella rialzista né quella ribassista ma quella giusta. Avevo sentito di persone che si divertono nel condurre operazioni immaginarie di trading, è molto semplice fare soldi in questo modo. È come la vecchia storia di quell’uomo che avrebbe dovuto duellare il giorno seguente. Un suo amico gli disse:”Sei un buon pistolero?”“Beh”. Disse il duellante. “Posso colpire una fila di bicchieri da venti passi”“Questo è vero”. Disse l’amico. “Ma sai colpire una fila di bicchieri da venti passi anche se questi ti stanno puntando una pistola alla testa?”Le mie perdite sono sempre state propedeutiche al miglioramento. Ho fatto errori in tutta la mia vita, ma ho sempre saputo trarre dei benefici da questi. Sono andato in banca rotta diverse volte ma non ho mai perso totalmente. L’importante è non commettere gli stessi errori.

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Un uomo deve credere in se stesso. Non basarti mai sui suggerimenti altrui poiché soltanto basandoti sul tuo giudizio guadagnerai molti soldi. Dopo la perdita al Fullerton’s io non mi arresi, ma iniziai a guardare il trading da una nuova prospettiva.

Un buon inizio

Il primo giorno che arrivai a New York e che feci la mia prima operazione, stavo operando esattamente nello stesso modo che avrei fatto Boston. E se qualcuno mi avesse avvisato prima, che fare trading con un broker ufficiale è differente che farlo con un negozio di scommesse, non ci avrei creduto. Ho dovuto prima sbagliare per poi imparare. Ho dovuto perdere i miei soldi per migliorare. Questa è speculazione. In quel tempo il mercato era molto attivo ed io incominciai a sentirmi come se fossi a casa.

Iniziai ad individuare nel grafico gli stessi modelli che avevo imparato quando avevo 15 anni. Riconobbi un pattern che mi sembrava buono, così comprai a 84 e dopo mezz’ora chiusi a 85. Un buon inizio non credi?

Gli stessi errori

In realtà nel mio primo giorno di trading in un broker ufficiale, tradai 1.100 azioni e persi esattamente 1.100$. Dopo alcuni giorno iniziai a chiedermi: ”Non posso fare trading qui come lo facevo a Boston”. Ma poi lasciai perdere e continuai nella stessa maniera, fino a che persi tutti i miei soldi e fui costretto a farmi prestare 500$ da Fullerton. Andai a St. Louis e tornai con i miei soldi. Avevo quasi 23 anni e decisi di riprovare a fare trading a New York, ma questa volta in maniera più conservativa. Ma continuavo a commettere esattamente gli stessi errori, non avevo ancora capito quale era il problema del mio sistema.

Il grande boom

Entrammo quindi nel grande boom del 1901 e io iniziai a guadagnare molti soldi. Era l’epoca del consolidamento industriale e della prosperità, la gente comprava azioni. Tutti volevano fare soldi. Arrivarono in città i grandi milionari che non volevano nient’altro che comprare e vendere milioni di azioni. I broker vendevano migliaia di azioni al minuto e noi guadagnavamo. Un momento fantastico! Ma io sapevo che il rialzo azionario non sarebbe durato per sempre, così iniziai ad andare short.

Ma ogni volta che lo facevo perdevo soldi. I break down non venivano mai confermati ed il grafico sembrava volesse continuare a salire.

Norther Pacific

C’era un solo titolo che non avevo ancora negoziato: Northern Pacific. I miei studi dicevano di andarci piano, ma il titolo sembrava potesse salire ancora. Beh, io comprai un migliaio di azioni della Northern Pacific, nonostante i miei amici mi sconsigliassero. Aspettai fino a che le azioni arrivarono al prezzo di 110, avevo generato un profitto di 30 punti, pari a $15.000.

Era il 9 Maggio ed ero senza azioni ma con $15.000 in tasca. Il mercato ribassista era già cominciato ed io pensai di avere l’ultima possibilità di andare short. Sapevo che un’inversione rialzista mi avrebbe fatto perdere molti soldi, ma riconobbi una importante formazione e sapevo che avrei guadagnato un sacco di soldi. Ma i casi inusuali esistono, e sono anche queste le cose che rendono il mondo ed il mercato azionario così affascinante.

Il grafico

Persi tutti i miei soldi, fino all’ultimo centesimo. Successe che ordinai un lotto di azioni al ribasso, purtroppo per la frenesia delle negoziazioni, vi era un volume così alto di scambi che i prezzi al mio broker arrivavano in ritardo. Così quando scoprii che le azioni che avevo venduto quando il prezzo segnava 100 erano in realtà state vendute a 80, ebbi uno shock. Decisi istantaneamente di coprire il mio short andando lungo.

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Vi era unadifferenza tra il prezzo riportato e quello attuale di all’incirca 15 punti. Ciò che fino questo momento era stato il mio miglior amico, il grafico, mi stava ora tradendo riportandomi informazioni sbagliate. Era chiaro che non potevo più basare la mia operatività soltanto sulla lettura del grafico.

Cotton Exchange

Bene, tornai a casa. Ma sapevo che il mio unico obiettivo sarebbe stato quello di rimettere insieme un po’ di soldi e tornare a Wall Street. Quello era l’unico posto in cui potevo tradare pesantemente. Ovviamente cercai di farmi riammettere nei vecchi negozi di trading. Nonostante raccontai loro di aver perso tutti i miei soldi a Wall Street non me lo permisero.

Provai anche a far negoziare un mio amico al mio posto, ma ci videro parlare insieme e non riuscimmo neanche a fare una puntata. Un giorno mi ritrovai a parlare nella sala di un hotel con alcuni trader affermati.-”Nessuno sarebbe in grado di tradare se il suo broker riporta un prezzo sbagliato e se non presta attenzione all’esecuzione degli ordini”Dissi io. ”In quale mercato hai negoziato?”Mi chiese amichevolmente un signore di nome Robert”Al NYSE” Dissi io. “E con i migliori broker di Wall Strett”Egli mi disse che conosceva dei broker membri del Cotton Exchange e del ProduceExchange i quali prestano molta attenzione a processare gli ordini al prezzo richiesto.-”Non fanno differenza se acquisti 10 azioni o 1.000, sono molto competenti e onesti”Aggiunse Robert.

Avevo capito che questi broker non erano completamente legali, ma ero curioso di vedere quali vantaggi avrei potuto avere.

Esecuzione degli ordini

Così giunsi in questo posto ed iniziai a parlare con il manager. Quando scoprì che avevo perso tutti i miei soldi a New York iniziò a credere che ero uno scommettitore come tanti e che avrei perso i miei soldi anche qui. Dissi al manager che la mia unica preoccupazione erano i tempi di esecuzione degli ordini. Lui mi assicurò che i prezzi riportati corrispondevano esattamente ai prezzi di mercato.

Non volli insistere e chiesi di crearmi un conto per la negoziazione. Iniziai con pochi soldi per non destare sospetto. Poco dopo loro mi fecero sapere che si aspettavano un giro d’affari maggiore da me. Credo perché loro credessero che in questo modo avrei perso tutti i miei soldi più rapidamente.

Azioni poco liquide e circolo vizioso

Era come tradare in un negozio di trading solo che era un po’ più lento poiché io dovevo mettermi in contatto con altri broker che a loro volta avrebbero processato i miei ordini. Iniziai a guadagnare una buona cifra ma decisi di continuare ad operare in maniera conservativa. Stando in questo ufficio imparai una tecnica nuova: operare sulle azioni poco liquide.

Capii che inviare un ordine di vendita su titoli poco conosciuti avrebbe generato un panico generale tra i possessori di quelle azioni, il che li avrebbe portati a vendere a loro volta in preda al panico. Ovviamente questo circolo vizioso mi faceva guadagnare molti soldi. Dopo qualche tempo il manager dell’ufficio mi disse: ”Non ti pagheremo più un centesimo per queste tue operazioni, sono titoli che sono quotati in mercati fittizi” ”Non sono mercati fittizi quando accettate i miei ordini”Risposi io.-”Io non ti pagherò, sono transazioni truccate”Mi ribadì lui. ”Tu invece mi pagherai i miei soldi,qui e adesso”Dissi io un po’ arrabbiato. Lui continuò ad accusarmi di imbrogliare ma tirò fuori i miei soldi e mi pagò.

Il manageriniziò a studiarsi questi titoli illiquidi e quando io gli passavo i miei ordini, anche lui faceva le miei stesse operazioni guadagnando qualche soldo. Tornai dopo qualche tempo al mio trading usuale.

Di nuovo a wall Street

Ero stato qui per più di un anno, vivendo benissimo. Mi comprai anche un’automobile e riuscii a mettere da parte un buon mucchio nonostante spendessi molti soldi. Stavo bene qui, ma sapevo che la mia strada era tornare a New York. Così insieme ad alcuni amici e con la mia macchina partii per New York. Così eccomi di nuovo a Wall Street.

Avevo ovviamente cercato di studiare e di capire perché le altre volte avevo perso. La prima volta a vent’anni persi i miei primi 10.000$ perché non avevo capito che dovevo operare solo quando il mercato era favorevole e non scommettere e sperare. La seconda volta a 22 anni persi 15.000$ e adesso sapevo esattamente come e perché. C’era stato un numero elevato di contrattazioni e questo aveva fatto arrivare le quotazioni in ritardo. Non c’è niente di meglio che perdere tutti i proprio soldi per capire cosa non si deve fare. Ed è quando si sa cosa non fare che si inizia ad imparare come si vince!

Diagnosi

Dopotutto la speculazione non è solo matematica o regole, tuttavia richiede delle direttive da seguire. Persino nelle mia lettura dei grafici non vi è solo matematica ma quello che io chiamo comportamento del grafico. È questo che ti permette di capire se è veramente conveniente aprire una posizione. Se il grafico non si muove correttamente restane fuori poiché non potrai prevederne la direzione. Quindi niente diagnosi, niente prognosi. E niente prognosi, niente profitto.

Scommessa a speculazione

Dopo la terza volta che tornai a New York ricominciai a tradare in una broker house. Non mi aspettavano di guadagnare quanto nei negozi di scommesse, ma credevo che avrei potuto fare meglio di prima. Io capii che il mio grande errore era non distinguere tra scommessa e speculazione.

In ogni momento della mia vita ho sempre vinto e perso ma l’importante era che la differenza fosse stata positiva. Invece io più guadagnavo e più spendevo. Non fraintendermi, non ho mai mischiato il piacere con il business. Quando ho perso lo ho fatto perché avevo sbagliato e non perché fossi instabile mentalmente o fisicamente. Tuttavia avevo sempre creduto che non ci fosse stato bisogno di privarmi dei piaceri della vita.

Report: utili e statistiche

Il primo cambiamento che feci fu che iniziai a studiare cosa succedeva veramente sul mercato senza basarmi solamente sul prezzo. Perciò iniziai a studiare i report, gli utili e le statistiche commerciali. L’unico modo per provare se il sistema funzionasse era testarlo con i miei soldi.

Nonostante studiassi il più possibile i miei progressi erano lenti. Ma gli errori mi spronavano ad andare avanti. Gli stupidi pensano che gli errori non sono loro a commetterli ma che la colpa è del mercato. Io invece sapevo che avrei dovuto modificare il mio sistema e risolvere i miei problemi.

I miei errori

Nell’ufficio di Fullerton c’era un uomo che si distingueva dagli altri, il suo nome era Patridge, ma tutti lo chiamavano il Turco. Egli non si vantava mai delle sue vincite né parlava del suo sistema, ma se qualcuno si avvicinava per dargli un consiglio era sempre ben contento di riceverne.

Un giorno un uomo di nome Elemer entrò correndo nell’ufficio di Fullerton e chiuse velocemente la sua posizione al rialzo, poi si avvicinò al Turco e disse:”Singor Patridge le consiglio di vendere le azioni della Climax Motors che le avevo consigliato di comprare, poiché ci hanno fatto guadagnare già 7 punti percentuali, ma sono sicuro che adesso inizieranno a ritracciare, quindi potremo ricomprarle in seguito ad un prezzo più basso””Non posso”Disse il Turco”Come non puoi?”Chiese Elmer. ”Il mercato è ancora rialzista e preferisco non chiudere le mie posizioni quando il mercato è al rialzo ”Rispose il Turco.”Lo so che il mercato è al rialzo, infatti ricompreremo le azioni dopo che saranno scese di qualche punto”Ribadì Elmer.”Io sono un uomo anziano, ed ho molta esperienza.

È proprio dalle mie esperienze passate che ho imparato a non chiudere mai una posizione rialzista quando il mercato è al rialzo”Finì il Turco.

Ciò che il vecchio Patridge diceva mi ricordava le mie vecchie esperienze e i miei fallimenti. Egli infatti aveva imparato dai suoi errori e resisteva alla tentazione di vendere per poi ricomprare le azioni perché aveva imparato la lezione. Inoltre solo più tardi io capii il vero senso delle sue parole. Egli aveva capito che il mercato era rialzista e non voleva chiudere la posizione perché sapeva che i veri guadagni in borsa si fanno cavalcando i trend principali e non seguendo i piccoli movimenti. Ed il turco aveva fottutamente ragione, mostrando non solo coraggio nelle sue decisioni, ma anche pazienza. Ho imparato queste cose molto lentamente perché le ho imparate sulla mia pelle, dai miei errori.

Gli impulsi interiori

A volta mi capitava di sentire degli impulsi interiori spingermi all’azione nel mercato. Così capitava che sentivo di dover vendere le mie azioni senza una reale motivazione.Nella primavera del 1906 mi trovavo in vacanza ad Atlantic City con un mio amico.

All’epoca negoziavo con la Harding Brothers brokers. Mi ricordo che il mercato era in un trend rialzista e tutte le previsioni erano positive. Non possedevo azioni e guardando il mercato mi imbattei in Union Pacific. Il mio istinto mi diceva che avrei dovuto shortare quelle azioni. Non sapevo il perché, era solo una sensazione. Così chiamai il mio manager e gli consegnai un ordine di vendita allo scoperto di 2.000 azioni della UP.

Il mio amico mi iniziò a chiedere se avessi avuto qualche dritta, ma io gli risposi che non c’era una reale motivazione per la quale stavo effettuando questo short. Non so il motivo per il quale avevo deciso di andare al ribasso quando il mercato era al rialzo, ma so per certo che ogni volta che avevo ignorato queste sensazioni avevo sempre avuto qualche motivo per pentirmene.

Nei giorni seguenti il mercato iniziò a crollare in una maniera così violenta che era addirittura di più di quello che sperassi. Così mi spinsi a vendere fino a 10.000 azioni, il massimo che potevo. Il giorno dopo chiusi le mie posizioni con un profitto di 250.000$ il profitto maggiore che abbia mai fatto. Non so spiegarti cosa mi portò a guadagnare un quarto di milione, semplicemente il mio istinto.

La voce della mia esperienza

Nell’estate andai in vacanza a Saratoga Sprigns, dove tra l’altro vi era un ufficio della Harding Brothers. Avevo poca voglia di rilassarmi così ci feci un salto. Il manager dell’ufficio mi consigliò di andare short poiché il mercato, rialzista da molto tempo, era ormai cotto e pronto a scendere. Guardai così i grafici e mi feci invece l’idea opposta: il mercato sarebbe continuato a salire. Comprai 500 azioni della mia amica Union Pacific. Poco dopo mi arrivò una telefonata dal signor Harding in persona.-”Cosa fai?”Mi disse.”Sei pazzo? Il mercato sta per crollare e tu compri le azioni?”-”Il mercato continuerà a salire”Dissi io.-”Sei pazzo, non andrai lontano se continuerai così”Mi ribadì.-”Il grafico dice che il prezzo continuerà a salire”Insistetti io. Ed Harding era una persona onesta e non aveva una seconda motivazione nel consigliarmi a non effettuare quell’operazione.

Era un amico. Così accettai il suo consiglio. Ovviamente se non avessi dovuto stare lungo avrei dovuto andare short. Andai short su 4.000 azioni della UP. Il giorno dopo il direttivo della Union Pacific annunciò dividendi record del 10%. Il suo prezzo schizzò alle stelle e molte persone diventarono ricche grazie a questo. Mentre io non avevo seguito il mio giudizio solo perché avevo preferito fidarmi della parola di un amico onesto.

Avevo preferito ascoltare la voce di un anticonformista piuttosto che ascoltare la voce della mia esperienza. Appena potei coprii la mia posizione ribassista comprando 4.000 azioni della UP. Non solo persi 40.000$ dal rialzo ma ne persi anche altri 15.000$. Questo mi servì da lezione e fu un ottimo insegnamento per migliorare come trader.

Analizzare l’intero mercato: comprare ai minimi e vendere ai massimi

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Non avevo mai esitato di dire alle persone se ero al rialzo o al ribasso. Ma non avevo neanche mai consigliato di acquistare una determinata azione piuttosto che un’altra.

Trovavo che era più semplice per me lavorare sui singoli titoli piuttosto che analizzare l’intero mercato. Ma dovevo cambiare e lo feci. Avevo sempre pensato che bastasse andare lungo in un mercato rialzista e andare corto in un mercato ribassista per fare soldi. Ma adesso il punto era comprare al prezzo più basso e vendere sui massimi.

Supponiamo che ho intenzione di comprare delle azioni. Comprerò prima un lotto da 2.000 azioni, in seguito se il mercato sale ne comprerò altre 2.000. Se il mercato continua a salire, visto che ho ragione, ne comprerò altre 2.000 fino ad averne 6.000. Supponiamo inseguito che mi accorga che il grafico sta iniziando a dare segnali di inversione.

Venderò 2.000 azioni quando il prezzo tornerà al livello in cui ho comprato l’ultimo lotto. In seguito se il prezzo riprenderà a salire allora non solo ricomprerò quelle 2.000 azioni che avevo venduto ma anche altre 2.000.

La vecchia volpe di Deacon

Mi ricordo di una storia riguardo a Deacon S. V. White quando egli era uno dei maggiori trader di Wall Street.

Un giorno un uomo che conosceva Deacon entrò nell’ufficio e disse:

  • ”Deacon ho una dritta per te, Havemeyer sta comprando le azioni dello zucchero e ne sta comprando il più possibile”. Havemeyer era presidente di una grande compagnia ed era a conoscenza di molte notizie da insider.
  • ”Bene, grazie, questa è un’ottima informazione”. Disse Deacon.

Poi si rivolse a Frank l’impiegato dell’ufficio e disse:

  • ”Vendimi 10.000 azioni dello Zucchero”-”Come vendi? Ti ho detto che Havemeyer le sta comprando le azioni dello zucchero.”Ribadì l’informatore.
  • ”Si, ho capito, Havemeyer sta comprando le azioni dello zucchero, tranquillo amico mio”. Rispose Deacon.-”Ordine processato”. Disse l’impiegato.-”Bene, ora vendine altre 10.000”. Rispose Deacon.
  • ”Altre 10.000? Tu sei pazzo Deacon! Gli disse l’informatore.-”Ok, anche quest’ordine è stato processato”. Ribadì nuovamente l’impiegato.
  • ”Ora comprane 30.000”. Disse improvvisamente Deacon.
  • ”Come? Prima ne vendi 20.000 ed ora ne compri 30.000?”Chiese l’informatore.-”Certo amico”. Rispose Deacon. ”

La tua dritta era giusta. Ma vedi la mia esperienza mi ha insegnato ad agire così. Vendo prima 20.000 azioni, il fatto che siano state vendute velocemente mi ha indicato che qualcuno è disposto a comprare molte azioni, il che ha confermato la tua informazione. Capito questo, mi sono coperto delle 20.000 azioni short e sono andato lungo di altre 10.000”. Concluse la vecchia volpe di Deacon.

Più indipendente

L’incidente di Saratoga con la Union Pacific mi rese più indipendente dai suggerimenti esterni, sia che essi provenissero da persone oneste ed intelligenti. Quando sono lungo sul mercato, lo sono perché la mia analisi me lo ha indicato, non faccio come molte persone che dicono che il mercato salirà soltanto perché possiedono delle azioni. Arrabbiarsi con il mercato quando va nella direzione opposta alla nostra è come arrabbiarsi con i polmoni perché abbiamo la polmonite.

L’intero indice

Iniziai ad approcciarmi all’idea di cosa vi fosse al di là della sola lettura del grafico. La lezione del vecchio Patridge mi aveva insegnato che nel mercato l’importante sono i trend principali, e non importa quanto gli ci si opponga, alla fine il mercato seguirà sempre la sua direzione di fondo. Avevo anche scoperto un modo di investire nel mercato del tutto nuovo: invece di investire su uno o due titoli avrei potuto andare lungo o corto sull’intero indice.

Smisi di analizzare il grafico giornaliero ed iniziai ad osservare i grafici settimanali per avere una visione migliore del trend in atto. Ma ero così preso dalla frenesia di testare questo nuovo sistema che mi dimenticai del periodo in cui mi trovavo.

Era un periodo di dura crisi portata dalla conseguenza della Guerra Boera. A causa di questa erano stati spesi molti milioni di dollari in soldati e i vecchi investitori inglesi non aiutavano più l’America. Di conseguenza l’unico pensiero delle masse era vendere le proprie azioni per racimolare qualche soldo.

Ero convinto che fosse il momento di andare short sul mercato, così lo feci. I primi giorni il mercato calò per poi riprendere a salire continuando il suo trend rialzista.

Persi così tanti soldi che mi sarebbe rimasto difficile versare il margine per altre operazioni. Era la prima volta che avevo investito basandomi su una visione globale, ma evidentemente la mia osservazione non era stata completa.

Non capivo se il mio errore era nell’essermi posizionato al ribasso o se nell’averlo fatto troppo presto. Concordai nel pensare che avevo shortato troppo presto, così quando il mercato riprese a scendere vendetti tutte le azioni che potevo.

Presto il mercato risalì e mi spazzò via. È così che imparai che nel mercato non basta posizionarsi dal lato giusto, ma si deve anche farlo con il tempo giusto. Avevo sempre avuto ottimi rapporti con la Harding così non ebbi problemi a farmi prestare un po’ di soldi.

Mi accorsi di alcuni problemi che si sarebbero potuti verificare con due aziende che stavano per mettere sul mercato delle nuove azioni preferenziali.

Questa volta aspettai il momento giusto e shortai le azioni preferenziali della Great Northern. Da lì a poco le mie supposizioni furono confermate e le azioni iniziarono a crollare.

Era la prima volta che ero riuscito a guadagnare basandomi su un’analisi completa della situazione e non solo sulla lettura dei grafici.

Quando andare short

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Andai in vacanza in Florida e decisi di stare lontano dal mercato per un po’. Mi vennero però a trovare un paio di amici, uno dei quali con in mano un giornale finanziario. Venni attratto dal fatto che il mercato era salito in pochi giorni del 10%, così raggiunsi la filiale del mio broker a Palm Beach per interessarmi meglio alla faccenda. Arrivato negli uffici iniziai ad analizzare i grafici e mi feci l’idea che in realtà il mercato era ribassista e che questo era un ottimo momento per andare short.

Detto questo però mi colpì un titolo in particolare: Anaconda. Questo titolo aveva da poco perforato al rialzo quota 300 e stava formando dei massimi storici. Secondo la mia teoria quando un grafico perfora per la prima volta 100, 200 o 300 punti esso continuerà a salire. Così andai short su tutto il mercato e lungo solo su Anaconda. Il giorno dopo arrivò il primo telegramma che riportava per Anaconda un prezzo di 292. Stavo perdendo quasi 100.000$, ma pensai che sarebbe andata meglio domani. Il giorno dopo infatti Anaconda aprì a 298 per poi proseguire fino 302.5. Io pensavo che per avere una conferma del rialzo, Anaconda sarebbe dovuta arrivare a 310 senza rallentamenti. Poco dopo però tornò a 301 così decisi di chiudere la mia posizione.

Shortare smelters

Tornai poi a New York per essere di nuovo al centro del mercato. Andai short per quattro mesi, ma questa volta in maniera molto conservativa. Fino a che il mercato iniziò una fase di lateralizzazione così decisi di fare una nuova vacanza, questa volta in Europa, era il 1907. A Parigi fui attratto da un dispaccio collegato con New York nel quale veniva battuta la notizia che Smelters stava rilasciando dei dividendi extra.

Mi accorsi che il mercato tentò, sull’onda di questa notizia, di far ripartire il rialzo. Ma non si può manipolare il mercato in questo modo, e secondo me i rialzisti non avrebbero potuto vincere contro il buon senso che in quel periodo indicava per il ribasso. C’era quindi solo una cosa da fare: shortare Smelters.

I miei piani erano inizialmente di restare un altro mese a Parigi, ma mi imbarcai per New York il giorno dopo perché lì mi sentivo più a mio agio nel fare trading. Quando arrivai a New York capii che i miei sospetti erano corretti e che il mercato aveva ripreso la sua direzione ribassista. Ovviamente shortai altre azioni. Avevo guadagnato ben più di mezzo milione di dollari.

Ero orgoglioso di me stesso, poiché avevo finalmente capito che anche se la lettura del grafico era una parte fondamentale del mio trading, essa da sola non bastava. E che per guadagnare avrei dovuto lavorare più duramente.

L’errore da un milione di dollari: le comodities

Lo studio e l’analisi dei propri errori è valida quanto l’analisi dei propri successi, ma è nell’indole umana soffermarsi di più sulle perdite. Molti speculatori commettono errori sapendo di commetterli e una volta commesso l’errore stanno per giorni a cercare di capire il perché lo hanno fatto.

Vi parlerò ora dell’errore da un milione di dollari che feci dopo che ero diventato milionario subito dopo il crack del 1907. Il problema di perdere nel trading non è tanto una questione di soldi, ma di anima. A quel tempo avevo deciso di iniziare ad investire anche sulle commodities.

La caratteristica che mi affascinava era che queste non erano condizionate da diversi fattori come le azioni, ma i professionisti di questo settore analizzavano soltanto due cose: la domanda e l’offerta di quel determinato bene. Ovviamente la speculazione è sempre la stessa ed un uomo con un po’ di esperienza saprà cogliere sia movimenti del mercato azionario che quelli delle commodities.

Facciamo l’esempio di un grafico in lateralizzazione tra i 130 e 120 punti. Il grafico può anche sembrare più forte sul rialzo che sul ribasso, ma non si dovrà mai aprire una posizione prima della perforazione di una delle due rette.

Inoltre le news, quando arrivano, sono quasi sempre già state scontate dal mercato. Infatti io avrei potuto prevedere dei dividendi soltanto guardando il grafico e capendo che il grafico stava per accelerare al rialzo. Sembra facile dire che basta guardare il grafico per stabilire punti di resistenza, individuare le resistenze più deboli e tradare nella loro direzione. Ma nella realtà le persone devono lottare contro molte altre cose, e principalmente queste cose sono frutto della natura umana.

Non anticipare il grafico

Il cotone si trovava a muoversi in un range molto ristretto dal quale non riusciva ad uscire. Sapevo che avrei dovuto aspettare, ma decisi di comprare 50.000 contratti credendo che in questo modo gli avrei dato la spinta rialzista.

In realtà appena finivo di comprare il prezzo riscendeva al punto di partenza, così vendevo le azioni e ne compravo altre per riprovarci. Questo giochetto mi costò ben 200.000$.

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La lezione tratta da questa esperienza è che è inutile cercare di anticipare i movimenti del grafico, l’unica cosa che si deve fare è aspettare che il prezzo prenda una delle due direzioni, e solo dopo entrare nel mercato. Tutto sta nell’individuare la linea di minore resistenza ed aspettare che il grafico la perfori. Avevo avuto molto successo con il cotone poiché riuscivo ad individuare la linea di minore resistenza molto facilmente ed agivo in questo modo: una volta che la linea era stata perforata compravo 10.000$ di azioni, se il grafico continuava nella direzione per altri 10 punti compravo atri 10.000$ di azioni.

Nemici di uno speculatore

I principali nemici di uno speculatore provengono proprio da se stesso. Sono proprie della natura umana due importanti emozioni: la speranza e la paura.

Quando il mercato va nella direzione opposta alla sua, lo speculatore inizia a sperare che ilgiorno dopo il prezzo possa invertire direzione finendo così per perdere più soldi di quanti non avrebbe dovuto. Quando invece il mercato va nella sua direzione, lo speculatore inizia ad avere paura di non riuscire ad incassare i profitti, così finisce per chiudere la posizione troppo presto.

Lui in realtà dovrebbe comportarsi esattamente al contrario, e dovrebbe avere paura quando sta perdendo soldi e avere speranza quando li sta guadagnando.

La proposta di Thomas

Poco dopo la chiusura della posizione sul cotone mi arrivò una lettere da Percy Thomas il quale mi chiedeva un colloquio. Ovviamente accettai ed il giorno dopo venne nel mio ufficio. Thomas era una leggenda per me, egli era un vero speculatore che conosceva la teoria come la pratica. Aveva la visione di un sognatore e il coraggio di un combattente.

Dopo il fallimento della sua azienda riuscì a rimettersi in piedi da solo e a risarcire tutti i suoi vecchi creditori. Guadagnò e perse milioni diverse volte, fino alla bancarotta con il contratto del cotone di Marzo. Non perse tempo ed appena mi vide mi propose di cooperare con lui nel trading. Egli mi avrebbe passato le informazioni ed io avrei fatto trading.

Questa idea non mi piaceva per diverse ragioni prima fra tutte il fatto che avrei dovuto fare trading ascoltando il giudizio e le opinioni di un’altra persona, cosa che non avevo mai fatto né avevo intenzione di fare. Gli spiegai le mie perplessità e lui provò a convincermi, ma io rimasi della mia idea. Questo è ciò che ti ho detto prima, il trader è un lavoro che si deve fare da solo, solo in questo modo si può imparare dai propri errori.

Il venditore di libri

Un giorno mi venne a trovare in ufficio un venditore che iniziò il suo monologo raccontandomi i libri che vendeva. Erano libri di Walter Scott. Finito il suo monologo mi diede la penna ed io firmai il contratto in cui acquistavo 500 dollari di libri. Non potevo credere di averlo fatto eppure era così avevo speso 500$ in qualcosa di cui non avevo bisogno. Allora fermai il venditore e dissi:

  • ”Quanto è la tua commissione sui 500$?”
  • ”Un terzo”. Mi rispose lui.
  • “Un terzo di 500$ è 166,66$, ti do 200$ se strappi il contratto”.Gli dissi io.
  • ”Non posso”.Ribadì il venditore.
  • ”Come non puoi? Ti pago più di quanto guadagni, non lavori solo per incassare la commissione?”. Insistetti io.
  • ”No”Disse lui.”Io lavoro anche per i record”Mi rispose, ed aggiunse: ”Lei lavora soltanto per i soldi, Mr. Livingstone?”
  • ”Certo che si”. Gli risposi io.
  • ”Non è così, lei lavora anche per la vanità”Mi disse.
  • ”Non sono abbastanza 200$ in cambio del suo orgoglio?”.Gli dissi.
  • ”Beh vede, nessuno della nostra azienda era riuscito a vendere i libri qui a Wal Street, così ho accettato di farlo io in cambio non del 25% di commisione, che è la commissione standard, ma in cambio del 33%. E sono riuscito a venderlo anche a J.P. Morgan”-”Cosa? Veramente ha venduto i libri a J.P. Morgan”. Esclamai io.
  • ”Esatto”Affermò egli e continuò:”Vorrebbe fare una cosa per me?” Mi chiese.
  • ”Dipende da cosa si tratta”Gli risposi io.
  • ”Mi presenti al signor Harding”.Inizialmente fui un po’ titubante, ma poi accettai.Una settimana dopo rincontrai il venditore che passeggiava per strada e lo salutai.
  • ”Come va Mr. Livingstone, e come sta il signor Harding?”Mi rispose lui.
  • ”Perché mi chiede di Harding?”Gli chiesi io.
  • ”Gli ho venduto 2000$ di libri. Sapevo che li avrebbe comprati”. Mi disse. Poi se ne andò.

Stato di incertezza

Ti ho raccontato questa storia nel dettaglio per spiegarti di come un uomo era riuscito a farmi fare ciò che non volevo fare. Mi ero ripromesso che non sarebbe più successa una cosa del genere, ma accadde di nuovo.

Ti ho raccontato questa storia nel dettaglio per spiegarti di come un uomo era riuscito a farmi fare ciò che non volevo fare. Mi ero ripromesso che non sarebbe più successa una cosa del genere, ma accadde di nuovo. Dopo aver rifiutato la proposta di Percy Thomas, egli mi invitò nella sua casa.

Iniziammo a parlare di varie cose e fui subito molto attratto dalla sua personalità. Alla fine parlammo del mercato. Egli era al rialzo sul cotone, io no. Così prese un numero infinito di documenti e fogli in cui dimostrava la correttezza della sua posizione rialzista. Io ero convinto della mia analisi, ma poco dopo entrai in uno stato di incertezza e confusione finendo per pensarla esattamente come lui.

L’operazione più sbagliata della mia vita

In quel periodo io ero al ribasso sul cotone, ma dopo aver parlato con Thomas mi sentivo confuso, così non solo chiusi le mie posizioni al ribasso, ma comprai 60.000 balle di cotone e altrettante di grano. Fu l’operazione più sbagliata della mia carriera. Stavo operando seguendo gli schemi di un’altra persona e questo andava contro tutte le mie credenze. Sembra incredibile ma continuai a sbagliare. La posizione sul cotone, che mi stava facendo perdere soldi, la lasciai aperta, mentre quella sul grano, che mi stava generando profitto, la chiusi. Se avessi mantenuto aperta la posizione sul grano avrei guadagnato più di otto milioni, invece io la chiusi e comprai altro cotone.

Perché lo compravo? Per non farlo scendere. Arrivai ad accumulare 440.000 balle di cotone prima di rendermi conto che stavo sbagliando tutto. Ma ormai era troppo tardi e quando vendei il cotone persi centinaia di milioni di dollari, tutto quello che avevo. Mi è costato milioni di dollari imparare che un altro pericoloso nemico di un trader è la sua suscettibilità alle sollecitazioni di una persona dalla personalità magnetica e dalla mente geniale. Avrei preferito imparare questa lezione perdendo meno soldi, ma il destino non permette di fissare una quota di iscrizione.

Ero lì, ancora in bancarotta, e cosa anche peggiore avevo tradito il mio sistema di trading. Mi sentivo stupido, nervoso e frustrato. Dopo anni di successi, temprato dagli errori passati avevo imparato grandi cose sul mondo della speculazione, ma poco sullo spirito umano. Mi era bastato una singola operazione sbagliata per perdere tutti i soldi accumulati e guadagnati dalle precedenti operazioni. Perdere soldi non era mai stato un grande problema per me, ma commettere degli errori da principiante lo era eccome.Analizzai la situazione e capii esattamente dove e come avevo sbagliato e mi accorsi degli errori che un uomo può commettere in preda alla follia. Non ero in vena di fare trading così lasciai New York per Chicago, sperando di ritrovare me stesso. Lì riuscii a racimolare qualche soldo e ripresi a tradare.

Una buona ragione

Un giorno a Chicago mi arrivò un telegramma da parte di un tale Lucius Tucker:“Torna a New York. L. TUCKER.”Lucius era un amico di New York e sapeva che avevo perso tutto, perciò se mi aveva scritto doveva avere una buona ragione. Ma il viaggio in treno era costoso, così volli accertarmi esattamente di cosa voleva.

“Ho letto il telegramma, cosa intendi?”Gli scrissi.“Un grande banchiere di New York vuole vederti”. Rispose lui.Così dopo essermi rassicurato presi e partii per New York. Lucius mi venne a prendere alla stazione e senza esitare mi disse che avevo un appuntamento con il signor Daniel Williamson, proprietario della casa di broker Williamson & Brown, una delle più famose di New York.

Arrivati nella sua residenza, fui presentato a Williamson da Lucius, e rimasi in silenzio in attesa di sentire la proposta. -“Signor Livingstone, ci piacerebbe che lei facesse trading con noi”. Esordì.”Mi piacerebbe, ma non posso perché non ho soldi”. Gli feci notare io.-”Questo non è un problema, te li daremo noi”. Così mi diede un assegno da 25.000$ intestato a me, e aggiunse:”Se li perderai te ne daremo altri”Questo era molto strano poiché non mi stavano facendo credito verso la loro società, ma mi stavano dando soldi cash da mettere in banca.”Che idea avete in mente?”Chiesi io.”È semplice, ci piacerebbe un trader famoso e conosciuto come lei come nostro cliente”.Mi disse Williamson.-”Continuo a non capire”.Risposi.

”Sarò franco con lei. Abbiamo un paio di grandi clienti che operano con la nostra società, e non vorremo far sapere alla gente quando essi comprano o vendono le azioni. Se lei sarà un nostro cliente, la gente non potrà sapere chi è ad effettuare le operazioni”Mi spiegò lui. Adesso avevo capito. Volevano coprire le loro operazioni in borsa con la mia reputazione da speculatore. Infatti,dopo le ultime operazioni che avevo fatto, la gente mi incolpava di ogni trend ribassista sul mercato. Avevo poca scelta, mi stavano offrendo l’opportunità di tornare sul mercato ed anche rapidamente. Accettai.

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Una decisione sbagliata

In tre settimane guadagni 120.000$, così tornai da Williamson per restituirgli i suoi 25.000$.

  • ”Sono venuto a restituirle i soldi”Gli dissi.
  • ”No, non ti preoccupare ragazzo, me li restituirai quando avrai guadagnato abbastanza soldi, per il momento hai ancora solo mangime per polli”. Rispose.

Quella fu la decisione più sbagliata che presi nella mia intera carriera a Wall Street. Avrei dovuto insistere, invece me ne andai. Continuai a guadagnare al ritmo del 150% a settimana, ma ero ancora legato a Williamson per i soldi che mi aveva prestato. Non ci pensai e continuai a guadagnare. Ero felice soprattutto perché stavo perdendo l’abitudine di sbagliare. Dopo mesi di caos stavo tornando me stesso, avevo imparato la lezione. In quel periodo ero leggermente short sul mercato e avevo deciso di shortare 8.000 azioni della Chesapeake & Atlantic.

Trading per te cognato

Una mattina Dan Williamson mi convocò nel suo ufficio e mi disse:

  • ”Larry, non fare niente con Chesapeake & Atlantic, so delle cose che tu non puoi sapere, perciò ti ho chiuso la posizione short e te ne ho aperta una al rialzo”.
  • Non sapevo cosa dire né cosa pensare, alla fine Williamson era un uomo informato e mi aveva aiutato nel momento del bisogno, inoltre la Chesapeake & Atlantic era una società del cognato, Alvin Marquand, così accettai la cosa. Però la mia gratitudine nei suoi confronti mi avrebbe potuto rovinare. Venni a sapere che con quella posizione andai in perdita di 500.000$, ma Dan mi disse di non preoccuparmene.
  • ”Lascia che ti aiuti” mi disse Dan. ”Ma per aiutarti ho bisogno che tu smetta di fare trading alla tua maniera e che lasci a me il compito di guadagnare i soldi per te, ti va Larry?” Pensai alla sua benevolenza e interpretai il suo invito in maniera positiva. Dopotutto era sempre stato gentile ed amichevole con me. In seguito mi disse anche che aveva acquistato a mio nome 10.000 azioni della Southern Atlantic, che era un’altra società controllata dal cognato.

Quando un uomo fa questo per te, l’unica cosa che puoi dirgli è grazie!Beh, Southern Atlantic scese ed io persi. Poco tempo dopo il mio debito era stato spazzato via. E dopo diverse volte iniziai a capire: Dan Williamson mi stava usando! Appena razionalizzato il tutto mi diressi da Wiliiamson e mi licenziai dalla società. Ero arrabbiato e deluso di me stesso per non essermene accorto prima. Perdere soldi per me non era un problema, ogni volta che ne avevo persi ne avevo sempre tratto degli insegnamenti.

Anni di magra

Qui il problema era che avevo perso una grande opportunità e quelle non capitano tutti i giorni. Adesso non solo ero al verde, ma avevo più debiti di prima. Ancora una volta avevo basato il mio trading sul giudizio di un’altra persona, ed ancora una volta l’avevo pagata cara. Cosa ancora peggiore fu che il 1911, 1912, 1913 e 1914 furono anni di magra, in cui il mercato azionario non concedeva molte possibilità di guadagno. Provo a spiegarti cosa successe secondo me.

Alvin Marquand era il più grande trader della società perciò ogni volta che venivano vendute ingenti quantità di azioni, si sapeva che dietro quell’operazione c’era lui. Quindi Dan iniziò ad usarmi come artefice di queste operazioni. Inoltre Marquand era affetto da una malattia incurabile, perciò stava vendendo tutte le azioni della sua holding per lasciare i soldi in eredità, e per non far scoprire ciò, incolpavano me di quelle vendite.

Non mi arresi: io ero il problema

Era un periodo molto difficile per i trader perché il mercato era piatto e non dava opportunità di guadagno. Riuscii facilmente a farmi fare credito dai broker per tradare, ma l’unica cosa che facevo era perdere soldi. Arrivai ad avere un debito da un milione di dollari. Per la prima volta mi sentivo scoraggiato ma non mi arresi e cercai di capire quale fosse il problema. Io, ero io il problema e non il mercato. Non avevo la mente libera perché mi sentivo sotto pressione per i debiti che avevo accumulato. Non che avere debiti fosse un problema per me, ma due dei miei creditori mi tormentavano e questo non faceva che peggiorare le cose.

Bancarotta o riscatto?

Sapevo che il problema non era il mio sistema ma io, così presi una decisione drastica: dichiarare bancarotta e dire ai creditori che non avrei mai potuto ripagare il mio debito. Era una cosa difficile da fare, ma era la cosa migliore. Parlai con i miei creditori e in sostanza ciò che la maggior parte di loro mi disse è che non vi erano problemi e che capivano la mia situazione.

Lo apprezzai molto. Ma due creditori minori non furono altrettanto comprensivi, così rimasi con un piccolo debito da 1.000$. Ma almeno adesso avevo la mente libera ed il prossimo passo era racimolare altro capitale. Mi diressi da Dan Williamson che non molto gentilmente mi diede la possibilità di acquistare 500 azioni gratuitamente sul mercato.

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Speravo in qualcosa di più, ma almeno era un inizio. Studiai attentamente il mercato perché non potevo assolutamente sbagliare, avevo solo una possibilità. Studiai grafici su grafici in attesa del momento perfetto, fino a che mi imbattei in Bethlehem Steel. Ti ho già parlato del fatto che quando un titolo perfora un prezzo “tondo” come 100, 200 o 300 per la prima volta, poi accelera la salita. Bethlehem era al rialzo e continuava a salire, sapevo che avrei dovuto aspettare la perforazione dei 100 punti per entrare, ma la voglia di riscatto era tanta, così decisi di entrare sui 98 punti. Chiusi la posizione la stessa notte quando il prezzo era a 115. Comprai quindi altre 500 azioni, 1.000 in totale sempre di Bethlehem, il giorno dopo il titolo prezzava 145, ora avevo il mio capitale, ero tornato. Sei settimane di duro lavoro e di enorme stress avevano dato i suoi frutti.

Seguire il trend vincente

Nel rialzo del 1916 ero rialzista, ma sapevo di dover tenere gli occhi bene aperti perché nessun trend dura per sempre. Iniziai infatti a vedere che alcuni titoli, che avevano trainato l’intero mercato al rialzo, avevano ora iniziato a scendere.

Non aveva senso chiudere tutte le posizioni al rialzo perché il ribasso era limitato a quei titoli. Così andai short 500 azioni su ognuno di essi e rimasi lungo sugli altri che continuavano a salire. Quando smisero di salire anche questi chiusi le posizioni al rialzo e mi posizionai al ribasso. Ma la situazione era ancora incerta, infatti la mia esposizione al mercato era ancora debole, ma quando fu chiaro l’inizio del trend ribassista raddoppiai le mie posizioni al ribasso. Qualche tempo dopo il presidente Wilson annunciò la fine della Prima Guerra Mondiale. Il mercato entrò in euforia ed io chiusi al ribasso e comprai al rialzo. Durante il 1916 avevo guadagnato quasi tre milioni di dollari. Il segreto era che non mi ero affezionato al mercato toro o a quello orso, ma avevo semplicemente seguito il trend vincente.

Mi rifiuto di perdere… quando ho ragione

La speculazione è un mestiere rischioso come lo è la vita intera. Rischiare i propri soldi nel trading dopo aver analizzato attentamente il mercato non ti mette al riparo da possibili imprevisti. Il trading è una lotta contro il mercato, ogni trader che si rispetti dovrebbe analizzare le condizioni del mercato e capire se è conveniente o meno investire. Se aveva ragione egli guadagnerà, se aveva torto perderà soldi. Non mi sono mai lamentato del fatto di perdere soldi quando ero in torto.

Ma mi rifiuto di perdere quando ho ragione. Molto persone credono che il trading sia una lotta tra persone e non ci pensano due volte a imbrogliare pur di guadagnare.

Inflazione e domanda in aumento

Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, come era prevedibile, l’inflazione aumentò e con essa il prezzo delle commodities. Tutte le commodities raddoppiarono il prezzo tranne il caffè. La spiegazione era che essendo l’Europa il più grande consumatore di caffè, con la guerra si erano ammucchiate un enorme quantità di merci non vendute.

Queste scorte di caffè inoltre erano anche difficili da trasportare a causa dell’alto numero di navi merci affondate dai sottomarini tedeschi durante la guerra. Quindi con la domanda in aumento grazie alla fine della guerra e con l’impossibilità di soddisfarla a causa dell’esiguo numero di navi merci, era facile prevedere il rialzo del prezzo del caffè.

Iniziai ad accumulare una grande quantità di contratti di caffè convinto della correttezza della mia analisi, sapevo che quella non era la classica operazione speculativa ma un investimento di lungo periodo. I venditori dei contratti erano per lo più tedeschi i quali avevano comprato caffè dal Brasile, ma non essendoci navi per trasportarlo rimasero a mani vuote ed iniziarono a vendere i loro contratti a prezzi bassi.

Class action

Sapevo che i profitti sarebbero stati milionari, ma successe l’inaspettato. Le stesse persone che precedentemente avevano venduto a me i contratti sul caffè, le persone che erano short sul caffè, capendo di aver sbagliato chiesero aiuto al governo americano, e lo ottennero. Inscenarono una sorta di class action per tentare di tenere basso il prezzo del caffè usando come scusa il fatto che avrebbero voluto proteggere “la colazione americana.”

Dissero che un tale Lawrence Livingstone stava facendo di tutto per gonfiare il prezzo del caffè nel tentativo di guadagnare soldi. Essi fecero appello alla Commissione Fissaggio Prezzi, istituita dal governo americano per evitare eccessive speculazioni su beni di prima necessità. Essi decisero di limitare il prezzo del caffè sotto una certa soglia, questo rovinò completamente i miei piani, così fui costretto a vendere tutti i contratti di caffè che detenevo.

Fu una situazione ingiusta e scorretta in quanto nonostante avessi ragione, non potei guadagnare per un intervento esterno al mercato.

Suggerimenti di BORNEO TIN

Quante persone sognano i suggerimenti e quante persone perdono perché si sono fidate di un suggerimento? Chi dà suggerimenti non si preoccupa della loro bontà, e chi li riceve non si sofferma a confermare la validità del suggerimento ricevuto.

Ti racconterò la storia della Borneo Tin. Era il periodo del boom del mercato azionario e un team di promotori ricevette il consiglio di lanciare la nuova compagnia nel mercato. Il consiglio era esatto, peccato la loro inesperienza. Essi quotarono le azione della società ad un prezzo troppo alto e fuori dalla portata di ogni possibile acquirente.Così quotarono l’azienda a 150 e dopo pochi giorni scese a 120. Fu un completo disastro!

Un grande affare per lei

Ero in vacanza a Palm Beach con mia moglie, la quale una sera per casualità incontrò proprio il presidente della Borneo Tin, il signor Wisenstein. Egli si avvicinò alla signora Livingstone e disse:-“Singora Livingstone ho un grande affare per lei e per suo marito. Ho appena avuto delle notizie importanti riguardo la Borneo Tin e vi consiglio vivamente di acquistare domani le azioni della Borneo perché so con certezza che saliranno”La signora Livingstone che non si intendeva di speculazione si fece spiegare meglio la situazione.

La signora aveva appena ricevuto 500$ dal marito come regalo e decise che non c’era un investimento migliore di questo. Così andò agli uffici della Harding e parlò con il manager Haley:-”Voglio investire questi soldi nella Borneo Tin, non voglio che mio marito sappia nulla”Il manager accettò e comprò le azioni della Borneo a circa 108 punti. Il giorno dopo la Borneo fece un rialzo del 3% e la signora Livingstone ne fu molto contenta.In quel periodo il mercato era al ribasso ed io ero già ampiamente short, mi ero accorto dell’insolito movimento rialzista di Borneo che non mi aveva convinto, così andai short di 10.000 azioni su Borneo. Il giorno dopo vendei altre 4.000 azioni della Borneo ed il prezzo scese a 102.

La signora Livingstone si recò alla Harding ed Haley gli disse:

  • ”Signora Livingstone, il suo margine per la posizione su Borneo non è più sufficiente, ha già perso più di 500$”
  • ”Cosa è successo e che mi consiglia di fare?”.Rispose lei.
  • ”Non saprei cosa è successo, ma le consiglio di chiedere a suo marito”. Esclamò Haley che sapeva che l’artefice del ribasso ero stato proprio io.
  • ”No, mio marito non deve sapere che ho comprato delle azioni senza averglielo detto.”La signora lasciò la Harding.

Quando la vidi capii che doveva parlarmi, e quando mi spiegò cosa era successo gli dissi che era stata sciocca a fidarsi di un suggerimento del genere, gli ridiedi i 500$ e fu molto felice.La tattica di Wisenstein era stata molto astuta. Egli credeva che parlando con mia moglie di un possibile affare in borsa, ella sarebbe venuta a raccontarmelo ed io avrei così comprato 10 o 20.000 azioni della Borneo spingendo in alto il prezzo.

In realtà Wisenstein non mi conosceva a fondo, poiché io non avrei mai comprato azioni della Borneo soltanto perché mi era stato suggerito da lui, inoltre il mercato era in ribasso. Infatti il piccolo rialzo della Borneo scatenò in me l’effetto contrario facendomi andare short. Inoltre da quel giorno continuai per tutto il mercato ribassista a shortare le azioni della Borneo guadagnando anche un buon profitto.

Agire d’impulso

Uno dei miei migliori amici si divertiva spesso a raccontare che io quando operavo sul mercato seguivo la voce dei miei impulsi, come un incantesimo, e che questa mi portava spesso a guadagnare. In realtà questa storia ha un fondo di verità in quanto a volte ero come portato a fare trading seguendo un mio impulso interiore.

Molto probabilmente questo è ciò che succede con anni ed anni di esperienza nel settore. In quel periodo inoltre ero impegnato a cercare di convincere il Congresso a non approvare una legge che avrebbe aumentato le tasse sulle transazioni di borsa. Cercai di convincere il Congresso parlando proprio di questo mio impulso nell’aprire le posizioni, ma non funzionò.

Investire sull’acciaio e sul rame

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All’inizio del mercato toro io vedevo bene le azioni dell’acciaio e del rame, acquistai così 5.000 azioni di Utah Copper e 72.000 di United States Steel con lo stesso principio che ti ho detto prima. Dovevo parlare al Congresso, ma le condizioni del mercato erano ancora favorevoli e il grafico mi diceva che era ancora presto per chiudere le posizioni, per questo non avevo tempo per impiegare tutta la mia giornata al tavolo della riunione.

Ma l’inizio del ribasso stava per arrivare e fortunatamente chiusi le posizioni prima. Io non immaginavo che fosse giunto il momento ideale per vendere, semplicemente mi svegliai la mattina e vedendo il profitto generato decisi di vendere. In fin dei conti un trader deve saper riconoscere il momento in cui trasformare il profitto in cash. Così vendei 72.000 azioni di United States Steel e poco dopo il prezzo iniziò a scendere. Ma quando andai a vendere allo stesso momento Utah Copper, il prezzo ruppe al rialzo di cinque punti.

Allenamento? Esperienza passata

L’allenamento del trader è simili a quello di un dottore. I dottori infatti spendono anni e anni nello studio della teoria per poi passare la loro intera vita facendo pratica. Loro imparano a fare la diagnosi e poi la prognosi. Anni di esperienza hanno permesso a questi dottori di saper riconoscere immediatamente una patologia e ad agire nello stesso istante per curarla. Allo stesso modo matematica, esperienza e memoria rendono un trader vincente.

Anni di pratica e studio costante gli permettono di adeguarsi ad ogni avvenimento inaspettato, l’esperienza non è qualcosa che si può imparare, la si deve conquistare sul campo. Con questo intendo dire che in realtà non sono le sensazioni a spingere un trader ad agire, ma semplicemente le esperienze passate che lo portano a sapere come agire nello stesso istante in cui leggono un grafico.

Short sul grano

Studiavo le commodities da anni ed ero abile nell’analisi. Le previsioni indicavano un produzione di grano in inverno simile all’anno precedente ed una di primavera leggermente in anticipo.

Inoltre vi era un grande sciopero dei trasportatori che stava paralizzando il paese. Questo avrebbe significato un ritardo nel trasporto del grano invernale, perciò si sarebbe alla fine sommato il grano invernale con quello primaverile,arrivato in anticipo. Ciò avrebbe inondato il mercato con una grande quantità di grano che avrebbe fatto scendere il prezzo.

C’era un solo modo per sapere se la mia previsione era esatta: andare short sul grano. Vendei in totale 4 milioni di bushel di grano ed il prezzo iniziò a scendere. Adesso io non avevo seguito l’impulso, ma solo la mia analisi. La propria esperienza è l’unico suggerimento che un trader dovrebbe sempre seguire. Ad esempio l’esperienza mi ha portato a vedere che titoli appartenenti allo stesso settore si muovono sempre insieme, perciò quando vedo un titolo rimanere indietro rispetto al settore di appartenenza vado ad investire in quel titolo. Io non compro mai titoli che si muovono nella direzione opposta al mercato.

Wall street: la storia si ripete

Wall Street

A Wall Street la storia tende a ripetersi. Ti ricordi della tecnica che avevo utilizzato al tempo di Stratton? Beh, avevo riutilizzato la stessa strategia con un altro titolo: Tropical Trading. TT era un titolo la cui stessa dirigenza sembrava incentivare la speculazione piuttosto che l’investimento. Io stavo facendo la mia consueta vacanza invernale in Florida e leggendo i gionali finanziari mi balzò all’occhio Tropical Trading. Il prezzo era 155, mentre l’ultima volta che lo avevo visto si aggirava sui 140.

La mia opinione, considerando il mercato ribassista che c’era, è che gli insider trader stavano cercando di manipolare il prezzo cercando di farlo salire. Secondo me però era un’azione sbagliata in quanto il mercato generale era al ribasso, inviai quindi un telegramma in cui ordinai al mio broker di andare short su 2.000 azioni di TT. Il prezzo iniziò a scendere sulle mie vendite, così continuai ad andare short per oppormi alla forza rialzista degli insider, e vendetti altre 8.000 azioni.

Quando arrivai a New York iniziai ad analizzare meglio la società e confermai la mia ipotesi secondo la quale gli insider stavano cercando di gonfiare il prezzo in quanto un rialzo di TT in quel momento non era giustificato né dal rialzo del mercato né dagli utili in aumento.

Continuai a vendere le azioni fino a che i dirigenti cessarono la loro folle attività. Ero short di 30.000 azioni ed il prezzo era arrivato a toccare i 133. A 133 TT era però diventato un titolo allettante da comprare così spinto anche dalla ripresa degli insider il prezzo tornò sui 150. Essi speravano che a questo punto io avrei ricomprato le azioni short ma non ne vedevo il motivo.

Un trader deve mostrare coraggio e fiducia nelle proprie scelte e non deve farsi prendere dalla paura di sbagliare. Dickson Watts diceva che: “il coraggio nella speculazione è soltanto la confidenza di agire seguendo le proprie decisioni”.

La vecchia mossa

Non c’era niente in quel rialzo che mi faceva pensare ad una forza rialzista credibile, ma iniziarono a circolare notizie su probabili utili elevati che l’azienda aveva ottenuto e furono proprio queste voci a sorreggere il prezzo. Così quando il prezzo toccò i 149 punti pensai che fosse arrivato il momento di fare qualcosa. Ovviamente la gente non avrebbe creduto alle parole di una persona che aveva shortato 30.000 azioni, perciò decisi di replicare la vecchia mossa che fece Stratton e che avevo già usato quando avevo venduto l’avena per spingere al ribasso il grano. A Wall Street la storia tende a ripetersi.

In questo caso infatti shortare ancora su TT, dove erano puntati i riflettori dei tori, non mi sembrava la mossa migliore, decisi di vendere 10.000 azioni della Equatoral Commercial Corp la società che possiede una buona fetta della Tropical Trading. Equatoral Commercial iniziò a scendere dopo la mia operazione, questo portò i traders ed i fondi di investimento a pensare che il rialzo di TT fosse solo fittizio quindi iniziarono a vendere anche TT.

L’operazione su Equatoral Commercial mi fruttò un discreto profitto, ma il vero obiettivo di quella mossa era controllare il rialzo di TT. In poco tempo infatti Tropical Trading scese fino a 125 ed io incassai un ottimo profitto.

Io non so precisamente quando venne utilizzato per la prima volta il termine “manipolazione” indicando qualcosa che non è un regolare scambio di azioni nel mercato borsistico. Ma cosa si intende veramente con il termine “manipolazione?” Sono profondamente interessato a conoscere ogni fase del mio business. Come ho detto, ho imparato molte cose dalla mia esperienza e dalle esperienze di altre persone.

Ma imparare a manipolare il mercato oggi è molto differente da 50 anni fa, poiché le regole, le condizioni ed i controlli di oggi sono molto diversi. D’altro canto però le persone sono sempre le stesse, con la solita paura e la solita speranza, Thomas F. Woodlock diceva: “Il successo in borsa è basato sulla supposizione che le persone continueranno a commettere in futuro gli stessi errori che hanno commesso in passato”.

Nei boom di mercato non ha senso parlare di manipolazione poiché le persone sono spinte dal desiderio della prosperità è si buttano a capofitto nel mercato sognando grandi guadagni incappando invece in una truffa tale e quale allo schema Ponzi.

Cosa sono le manipolazioni

Nel dizionario la parola manipolazione include anche la monopolizzazione, ma monopolizzare un titolo non è cosa semplice ed a volte è solo il risultato di uno scontro tra acquirenti. Molte persone infatti che hanno tentato di monopolizzare un titolo a volte hanno perso dei soldi.

Questa pratica era molto in voga il secolo scorso quando le persone tentavano le scalate solo per vanità o prestigio o per potere. A volte però le scalate non riescono perché ci si scontra con altre persone altrettanto interessate alla monopolizzazione di quel titolo ed allora succede che chi perde viene schiacciato da chi vince. Come nel caso di Addison G. Jerome, grande e famoso trader, che venne schiacciato da Henry Keep durante la sua scalata alla Old Southern.

Infatti nelle vecchie scalate la manipolazione consisteva proprio nel non far saper agli altri il nostro piano, altrimenti essi avrebbero iniziato a shortare le azioni di quel titolo rendendoci la vita molto complicata. Una volta parlai con un amico di Jay Gould, egli mi disse che Gould era il miglior manipolatore della storia e che il suo tocco era mortale. Gould infatti sapeva adattarsi alle diverse situazioni del mercato e sapeva attaccare e difendersi.

Ovviamente la manipolazione del mercato non è confinata solo alle grandi persone, mi ricordo una storia che un vecchio broker mi aveva raccontato, egli disse:

”La prima cosa che ricordo di Wall Street sono due uomini che camminavano in strada seguiti da una folla di persone, non ricordo bene i loro nomi ma ricordo che mio padre mi spiegò che avevano perso molti soldi in borsa. Essi agivano facendosi prestare denaro dalle banche per poter comprare o vendere più azioni.

In questo modo erano finiti con l’indebitare le banche e tutti i loro correntisti. Anche questa è una forma di manipolazione.”La parola “manipolazione” ha ormai raggiunto una connotazione negativa. Non credo ci sia niente di brutto nella compra/vendita di un numero elevato di azioni, se questa operazione non è accompagnata da false dichiarazioni. Quando Jay Gould decise di volere scalare la Western Union decidendo di comprare un grande numero di azioni, Connor, che erano anni che non frequentava la borsa, si presentò al NYSE. Iniziò a comprare azioni della Western in modo da far salire il prezzo e bloccare la scalata di Gould. Questa è manipolazione? La risposta è: si e no!

Nella maggior parte dei casi, la manipolazione ha come obiettivo quello di rivendere al maggior prezzo possibile le azioni comprate. Ma se il prezzo è troppo alto non si riesce a rivendere le azioni, e il nostro tentativo di manipolare il mercato svanisce e ci si rimettono anche tanti soldi.

Questo è un errore commesso da molte persone inesperte. Supponiamo per esempio che ci sia qualcuno che desideri monopolizzare un titolo poiché vorrebbe vendere quelle azioni al miglior prezzo possibile. Il miglior mezzo per raggiungere tale scopo è quello di vendere le azioni al mercato aperto e quindi al pubblico, questo però è anche molto rischioso. Supponiamo inoltre che questa persona non sia esperta di mercato e che decida quindi di rivolgersi ad un esperto di borsa come me.

Attività intorno al titolo

Quando vengo contattato per questo genere di lavori mi faccio spedire tutte le informazioni sul caso, studio il mercato, propongo le miei idee ed il mio compenso, se viene tutto accettato allora procedo con l’operazione. Generalmente inizio comprando poche azioni a diversi livelli di prezzo fino a raggiungere la quantità giusta.

Quando il prezzo sarà salito e se la domanda per quel titolo sarà adeguata allora venderò leazioni. È tuttavia fondamentale per il buon esito dell’operazione creare attività intorno al titolo, poiché l’attività genera domanda. Per creare attività si può pubblicizzare la società sui media o contattare i floor traders. Essi sono i primi manipolatori del mercato in quanto spingono a comprare le azioni più liquide del momento. In questo modo si attira l’attenzione degli speculatori che richiedendo il titolo ne fanno aumentare il prezzo.

Inoltre una forte domanda mi permette di smaltire l’enorme quantità di azioni che avevo accumulato. Mentre opero come manipolatore però non mi dimentico di essere prima di tutto uno speculatore, perciò applico la stessa filosofia e non cerco di forzare troppo la mano, ma piuttosto tendo ad adeguarmi alla situazione del mercato. Ti spiegherò come ho fatto alzare il prezzo di un titolo di 30 punti, accumulando soltanto 7.000 azioni.

Il titolo era Imperial Steel. Era stato quotato in borsa da persone competenti ed era considerato un titolo di valore. I proprietari avevano inoltre deciso di vendere al pubblico il 30% delle azioni continuando a detenerne il 70%. Era un titolo buono ma non eccitante per uno speculatore e per questo faticava a decollare. Il prezzo né scendeva né saliva semplicemente perché era tropo poco liquido e non faceva gola a nessuno.

Un giorno i più importanti membri dell’Imperial Steel vennero a parlarmi. Mi dissero che volevano distribuire sul mercato il restante 70% della società e che volevano farlo al miglior prezzo. Gli dissi che li avrei ricontattati e incaricai alcuni miei uomini di redigere un dossier imparziale sulla situazione della compagnia.

Favorevoli alla manipolazione

Dai dati che mi erano giunti potevo dedurre che l’azienda era in salute e che se qualche investitore avesse comprato le azioni e aspettato qualche tempo, avrebbe sicuramentefatto un buon affare.

Pensai che avrei potuto tranquillamente manipolare questo titolo al rialzo, così richiamai i clienti. Non chiesi soldi, ma 100.000 azioni della società. Sapevo che il titolo aveva valore e che le condizioni generali del mercato erano rialziste e quindi favorevoli ad una manipolazione.

Innanzitutto vietai ai proprietari di vendere le loro azioni così ora avrei dovuto occuparmi solo del restante 30% di azioni. Iniziai quindi la mia campagna, l’obiettivo era di far aumentare il prezzo delle azioni di Imperial Steel.

La prima cosa che feci fu di incaricare i miei broker di vedere quante azioni di questa società erano attualmente in vendita sul mercato. Ce ne erano molte ma non si riuscivano a vendere perché c’era poca richiesta, così le comprai io. Non consigliavo alla gente di comprare Imperial, non sarebbe stato giusto, ma puntavo su una propaganda mediatica per attirare l’attenzione degli speculatori e dei giornali.

Infatti i giornali finanziari scrivevano di tutto sulle società e una pubblicazione favorevole avrebbe portato grandi benefici. Ma sapevo che la miglior pubblicità l’avrebbe fatta il grafico dei prezzi. Quando finii di comprare le azioni in vendita a 70 il prezzo iniziò a salire rompendo la resistenza, questo spinse gli operatori e gli speculatori a comprare le azioni che iniziarono a salire.

A questi io vendei le azioni che avevo comprato precedentemente, ma appena avevo smesso di comprare il prezzo iniziò a riscendere. Così ricomprai le azioni qualche punto sopra a quanto le avevo vendute e fermai il ribasso. Quello che dovevo fare era continuare il processo di acquisto e vendita spingendo il prezzo sempre più in alto. Comprando sulla discesa e vendendo sul rialzo stavo piano piano creando mercato all’Imperial.

A questo punto la gente iniziò a fidarsi di Imperial ed a considerarlo un titolo affidabile, così il prezzo arrivò a 100 e durante questa salita io avevo dovuto comprare solo 7.000 azioni ad un prezzo medio di 85 che rivendei a 100. Ma il profitto che mi aspettava era molto maggiore perché avevo ancora da vendere le mie 100.000 azioni che avevo ricevuto al prezzo di 70. Fu un ottima manipolazione, fatta in maniera rigorosa. Il successo era stato meritato.

Pratiche immorali

La speculazione non finirà mai, e non è auspicabile che succeda! Uno speculatore avrà sempre dei rischi e dei pericoli dal quale dovrà tenersi in guardia, non importa quanto sia esperto.

Ma a parte i rischi classici della borsa, uno speculatore deve anche fare i conti con alcune pratiche immorali. Guardando al passato ai vecchi negozi di scommesse devo dire però che le cose sono migliorate e stanno continuando a farlo. Fare il trader è diventato un lavoro eccellente nonostante le restrizioni siano aumentate, ma è diventato sicuramente anche un lavoro molto più complicato. Nel 1901 infatti le azioni quotate al NYSE erano solo 275 e 100 di queste avevano una capitalizzazione insignificante.

Quindi ogni trader conosceva esattamente tutte le aziende quotate, ora invece ci sono 900 titoli provenienti da tutto il mondo e appartenenti ad ogni settore. Questo rende molto difficile oggi tenere sotto controllo tutti i titoli quotati.

Ci sono migliaia di persone che comprano e vendono azioni ma solo una piccola parte di questi lo fa con profitto. La maggior parte dei traders opera sui rumors fregandosene della loro veridicità. Molte volte le persone fanno dichiarazioni importanti su alcuni titoli piuttosto che su altri senza pensare ai danni che fanno. Una parte importante del lavoro di un trader consiste nel verificare la connessione tra le dichiarazioni fatte ed il mercato, poiché anche se l’obiettivo principale di un trader è guadagnare, è altrettanto importante per lui non perdere.

I danni maggiori vengono arrecati dalle dichiarazioni anonime stampate sui giornali sui quali il pubblico fa affidamento finendo per perdere ogni anno molti milioni di dollari. Se l’azione di un titolo è scontata, qualcuno penserebbe bene di comprarla facendone alzare il prezzo, viceversa se troppo cara verrebbe venduta ed il prezzo scenderebbe, nessuno si metterebbe a consigliare di comprarla o di venderla, ma il mercato agirebbe da solo. A nessun giornalista viene in mente di chiedere alle persone che fanno dichiarazioni, se dietro ai loro commenti ci sia un doppio interesse.

Infatti quello che succede è che le persone “sveglie” individuano i titoli sottovalutati e li comprano, dopodiché quando il prezzo inizia a salire questi iniziano a fare dichiarazioni sui giornali spiegando la forza di quel titolo e il forte rialzo a cui è destinato.

Così il pubblico, attirato dai rumors, corre a comprare il titolo consigliato continuando a farlo salire. Quando il prezzo è abbastanza alto i primi che avevano acquistato vendono le loro azioni in silenzio innescano il movimento ribassista su cui la maggior parte delle persone viene presa in contropiede.

Il pubblico è sempre alla ricerca di consigli su come tradare. È compito del broker consigliare i propri clienti elencandogli gli utili che le società stanno facendo. Ma poiché il mercato si muove sempre prima di circa sei mesi rispetto all’economia reale, il broker dovrebbe prima valutare che le condizioni siano effettivamente esatte. Ma i broker campano sulle commissioni e vogliono che i loro clienti investano adesso, perciò danno consigli molte volte sbagliati. Molte volte infatti i broker sono incaricati di vendere migliaia e migliaia di azioni al miglior prezzo, questo evidentemente va a costituire un conflitto di interessi in quanto il broker andrà a cercare di vendere ai suoi clienti quelle stesse azioni che precedentemente gli aveva consigliato.

Queste ed altre comuni pratiche sono completamente legali nonostante il pubblico ogni anno vi perda milioni e milioni di dollari.la legge punisce solo coloro che suggeriscono di vendere le azioni poiché prevedono un trend orso. Questo per tutelare la solidità delle aziende in quanto una falsa dichiarazione ribassista potrebbe portare al panico ed al crollo delle quotazioni. Ma allora perché non punire allo stesso modo chi annuncia falsi trend rialzisti per gonfiare le azioni? Se fosse approvata una legge che punisse i bugiardi rialzisti come i bugiardi ribassisti le persone perderebbero molti meno soldi.

Il pubblico non dovrebbe chiedersi del perché un titolo sale o scende, dovrebbe semplicemente cavalcare il trend senza troppe domande. Quando un titolo sale compiendo di tanto in tanto qualche ritracciamento significa che è in un trend rialzista e che è quindi da acquistare. Se ad un certo punto il titolo inizia a scendere e ogni tanto avvengono i rally significa che il trend si è invertito al ribasso. Non ci si dovrebbe chiedere il motivo, poiché il motivo molto probabilmente c’è, ma è conosciuto solo da poche persone.Ho già detto molte volte che l’esperienza accumulata come trader mi ha fatto capire che nessuno può battere sempre il mercato, nessuno guadagnerà il 100% delle volte nella speculazione. Perciò non cercate la strada più facile per il successo perché semplicemente questa non esiste.

Traduzione del libro: https://www.amazon.com/Reminiscences-Stock-Operator-Edwin-Lef%C3%A8vre/dp/0471770884

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TommasoP

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