Taglio tassi Bce ed effetti su EUR/USD

Pubblicato da: MatteoT - il: 24-04-2013 18:00 Aggiornato il: 24-04-2013 15:43

Sono molte le aspettative che gli operatori finanziari nutrono nei confronti del possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea; il tema potrebbe essere trattato nel prossimo meeting dell’istituto di Francoforte, giovedì 2 maggio 2013. Secondo le opinioni di molti analisti, però, il taglio dei tassi potrebbe non sortire alcun effetto, se non un forte disappunto.

Debito pubblico

La pubblicazione dell’IFO tedesco, seguito allo ZEW di settimana scorsa, mette in evidenza che il sentiment delle attività economiche è calato ad aprile 2013 e, questo, inizia a far pensare che anche la Germania stia iniziando a risentire in modo serio e gravoso della crisi internazionale e delle politiche di austerità che ella stessa ha voluto applicare e diffondere nell’Eurozona.

Ieri, poi, si è vista la pubblicazione degli indici PMI del settore manifatturiero e dei servizi in Francia, Germania ed Eurozona. L’economia, come emerge chiaramente da questi dati, è stagnante e non sembra poter crescere nemmeno nella seconda metà del 2013. Secondo gli analisti Barclays, questa congiuntura di dati negativi rende possibile il taglio ai tassi di interesse.

L’indice FTSEurofirst 300 prosegue al rialzo con un rally del 2.4%, spinto proprio dalle prospettive di un taglio da parte della Banca Centrale Europea. Per la stessa ragione, e per il segno positivo della formazione di un governo in Italia, i tassi sui titoli di Stato in Italia e Spagna stanno scendendo.

Secondo alcuni analisti, la prospettiva di un allentamento della politica monetaria della BCE sta innescando un appetito verso la propensione al rischio che darà il verdetto ufficiale soltanto al “giorno della verità”: il prossimo 2 maggio. Secondo gli economisti Daiwa, le aspettative attorno alla BCE sono molto alte e, di conseguenza, anche il rischio di delusione.

Da una parte, quindi, troviamo chi sostiene che la BCE tagliera i tassi di interesse durante la prossima settimana, mentre dall’altra troviamo chi, invece, sostiene che Mario Draghi non annuncerà misure straordinarie almeno fino a giugno. Tutto ciò suggerisce che, dato il limitato impatto di un taglio di 25 punti base, sia aumentata negli ultimi giorni la view della BCE di avere troppo poco spazio di manovra per allentare sull’Euro.

L’impatto di un un abbassamento dei tassi di interesse sarebbe limitato sull’attività economica. Il problema maggiore della zona euro è la mancanza di credito dalle banche alle PMI e non è un problema risolvibile con una politica dei tassi di interesse. Misure non standard…potrebbero funzionare, ma richiederebbero tempo”, secondo quanto affermano Reinhard Cluse, Amit Kara e Martin Lueck, Analisti UBS

Ma gli analisti aggiungono ache che la possibilità di cambiare le carte in tavola e lanciare un programma di quantitative easing non rientra nelle possibili aspettative attorno alla BCE. Ieri, Volker Wieland, uno degli uomini d’economia più influenti in Germania e soprattutto per la Cancelliera Merkel ha espresso un parere fermamente contrario al taglio ai tassi da parte della BCE.

Se mi state chiedendo se sia opportuno che la BCE tagli i tassi di interesse, io direi no. Perché la politica [della banca] è già allentata con un’ampia offerta di liquidità e assistenza per quella di emergenza”: sono queste le parole pronunciate da Volker Wieland su BCE, 23 Aprile 2013

Da Credit Agricole, nel frattempo, fanno sapere che la prossima settimana si potrebbe assistere al taglio di 25 punti base dei tassi di riferimento da parte della BCE; questa eventualità spingerebbe l’Euro al ribasso nei confronti delle altre valute. Più nel dettaglio, gli analisti UBS ritengono che il taglio possa spingere il cambio Euro/Dollaro al ribasso verso un range tra 1.28 e 1.30, avviando una fase di ribasso diretta alla zona 1.20

Ad ogni modo, proseguono gli analisti, se la BCE dovesse decidere di tagliare i tassi sui depositi (attualmente a 0%), ciò sarebbe un vero shock per investitori e banche e l’implicazione sul mercato forex sarebbe la caduta del cambio Euro/Dollaro al di sotto della soglia 1.20 entro la fine dell’anno.

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