Analisi tecnica Euro/Dollaro 29 aprile – 4 maggio 2013

Pubblicato da: MatteoT - il: 29-04-2013 15:41

Nella scorsa settimana, come abbiamo visto nel riepilogo delle valute di ieri pomeriggio, la major EUR/USD ha continuato a perdere terreno; in parte questo andamento è stato dovuto all’idea che la Bce possa, giovedì 2 maggio 2013, tagliare i tassi di riferimento ed in parte viene spiegato dalla sterilità e dall’incerta economia dell’Eurozona.

Economia 3

Una domanda, comunque, apre la settimana di trading: la Bce taglierà i tassi? La risposta sarà veramente importante per capire come l’euro potrà muoversi nel breve e nel medio-lungo periodo: continuerà a muoversi in range o romperà al ribasso chiudendo l’anno, come molti prevedono, in area 1,20-1,22?

Iniziamo la nostra analisi settimanale sull’euro/dollaro partendo da quelli che, durante questa settimana, saranno i market mover principali. C’è sicuramente il Gkf sentiment dei consumatori tedeschi: è da considerare dopo che sia lo ZEW che l’IFO hanno mostrato un rallentamento del sentiment dei consumatori verso il Paese.

Da guardare con attenzione anche il dato, nella sua versione flash, del Pil spagnolo; l’economia iberica, come ben sappiamo, è ormai nel profondo di una crisi che dura da diversi mesi; la disoccupazione ha raggiunto livelli record e nell’ultimo trimestre del 2012 l’economia si è contratta dello 0,7%. Per questa lettura ci si attende un – 0,5%.

Un’altra stima flash da seguire sarà l’inflazione nella zona Euro; l’indice dei prezzi al consumo, durante il mese di marzo, è sceso ad un tasso annuo dell’1,7%, a seguito dell’1,8% del mese precedente e superando le aspettative di una lettura che si fossilizzava sul + 1,6%. Per questa lettura è previsto un nuovo calo al 1.6% e, poiché l’inflazione è ben al di sotto del target per la BCE, si suppone ci sia “spazio di manovra” sufficiente per la banca ad intervenire sui tassi di interesse.

Oltre all’inflazione, troviamo poi anche il tasso di disoccupazione per l’Eurozona. A febbraio è rimasta stabile al 12%, ma in rialzo rispetto al 10,9% di un anno prima. Al proprio interno la situazione va dal 4,8% dell’Austria e dal 5,4% della Germania al 26,3 e 26,4% di Spagna e Grecia.

Non dimentichiamo, sul fronte americano, la giornata di venerdì. Se mercoledì ci sarà una riunione della FED, nell’ultimo giorno della settimana finanziaria sarà emesso il dato sui Non Farm Payrolls e sul tasso di disoccupazione Usa. Il giorno prima, invece, il meeting della Bce con l’atteso focus sulla decisione dei tassi di interesse.

Nella scorsa settimana il cambio euro/dollaro si è mantenuto all’interno di un range che vede la base inferiore posta a 1,2960 e la base superiore a 1,3050. Il primo di equilibrio, posto a 1,3000, sembra essere ciò che meglio descrive, ad ora, la situazione. Nelle ultime settimane il cambio Euro/Dollaro potrebbe aver avviato la formazione di un canale ribassista che sarà bene monitorare.

Sul fronte dell’analisi grafica sono da monitorare le resistenze poste a 1,3170 (protetta da 1,3140 prima e 1,3050 poi), ma anche 1,32 che risale al top di aprile 2013. Più in su troviamo 1,3290: resistenza prima del crollo di maggio 2012 e supporto a gennaio 2013. Tra i supporti, invece, importante la zona 1,2960 che ha fatto rimbalzare i prezzi in più occasioni nelle ultime settimane ed anche 1,2880.

Chiudiamo con le previsioni. Il sentiment generale per la settimana è sempre ribassista visto che dall’Eurozona continuano ad arrivare segnali preoccupanti che, per la prima volta durante questa recessione economica, interessano anche la Germania, definita da tutti come la locomotiva europea. La Bce potrebbe anche decidere di non dar seguito ad un ulteriore ribasso dei tassi di interesse, ma comunque dovrà affrontare il valore del cambio elevato ed una situazione economica che stenta a migliorare.

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