Borse guardinghe: la Bce taglia le stime sulla crescita

Pubblicato da: MatteoT - il: 09-05-2013 21:22

Dopo i massimi, si sa, sono in agguato le prese di profitto. E’ ciò che è accaduto oggi alle Borse; Francoforte, Tokyo e Wall Street, dopo aver aggiornato i recenti massimi, tirano un pò il fiato e portano al ribasso i listini. L’attività di supporta all’economia da parte dei banchieri centrali, però, continua a testimonianza del fatto che la ripresa senza ulteriori stimoli non è fattibile.

Borsa Valori

Dopo la sorpresa della Banca centrale australiana, che martedì ha deciso di tagliare i tassi di riferimento al minimo storico del 2,75%, nella notte è stata la volta dell’istituto coreano. A Seul, infatti, il costo del denaro è stato tagliato al 2,5%, ai minimi di inizio 2011.

Anche la Corea, con questa mossa, testimonia di risentire dell’influenza della vicina Cina. Stessa strategia, invece, non è stata attuata dalla Banca d’Inghilterra, che ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0,5% confermando le attese.

La Bce, preoccupata dalla disoccupazione galoppante (in Portogallo ha segnato il record del 17,7% nel primo trimestre, in Grecia è arrivata al 27% e supera il 64% per i giovani), ha poi confermato che la politica monetaria “resterà accomodante” in futuro, anche perché il Pil dell’Eurozona è ora visto in calo dello 0,4% nel 2013 mentre prima si stimava una tenuta.

Sulla scia della debolezza delle borse asiatiche, con Tokyo e Seul in testa, anche il Vecchio Continente ha virato al ribasso. Piazza Affari ha chiudo cedendo lo 0,96%, soffrendo soprattutto per Bpm e Snam. Contrastate le altre Borse Ue: Parigi ha ceduto lo 0,7%, mentre Francoforte e Londra hanno chiuso intorno alla parità.

Ad alimentare le incertezze dei mercati ha contribuito Wall Street: alla chiusura delle Piazze europee, il Dow Jones, il Nasdaq e l’S&P 500 sono sostanzialmente invariati, nonostante il calo dei sussidi di disoccupazione Usa scesi oltre le attese a quota 323mila unità, ai minimi dal novembre 2007.

Sul versante obbligazionario ritorna un pò di tensione, soprattutto dopo la Bce che ha aggiornato in negativo le stime della ripresa. Lo spread tra Btp e Bund decennali è salita a 260 punti base; il rendimento del decennale italiano, sul mercato secondario, arriva ora al 3,9%. Buona comunque l’asta spagnola in agenda oggi: si è conclusa con 4,5 miliardi di titoli venduti, oltre le previsioni, e un netto calo dei tassi su tutte le scadenze.

Tra le valute, mentre si rafforzano il dollaro australiano e neozelandese dopo una crescita oltre le attese dell’occupazione, l’euro passa di mano a 1,31 dollari. Il cambio tra la moneta unica e lo yen si porta a 129,8 e quello dollaro/yen a 99,3.

Per quanto riguarda le materie prime, l’oro dopo la corsa di ieri ha ritracciato fermandosi a 1.464 dollari per l’oncia e lo stesso vale per il petrolio, che fa segnare una pausa calando a 96 dollari al barile.

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