Analisi settimanale Euro/Dollaro 13-17 maggio 2013

Pubblicato da: MatteoT - il: 13-05-2013 15:13 Aggiornato il: 13-05-2013 15:14

L’andamento che l’euro/dollaro ha avuto nella scorsa settimana lo si può suddividere in due fasi ben distinte. La prima, durata lunedì martedì e mercoledì ha visto lateralità e consolidamento sui livelli tecnici, mentre giovedì e venerdì si è assistito ad un brusco strappo ribassista che ha portato il dollaro a fungere nuovamente da valuta rifugio e da porto sicuro degli investitori.

Economia 3

Anche questa settimana continuerà il ribasso iniziato nelle ultime due sedute della scorsa? Vediamo, come ogni lunedì, i principali appuntamenti e market mover per l’EUR/USD e precisiamo, ancora una volta, gli aspetti tecnici ed i livelli chiave di prezzo da tenere d’occhio per impostare la nostra operatività giornaliera.

Nella scorsa settimana abbiamo assistito alla pubblicazione dei dati della produzione industriale in Germania, con lettura all’1,2% a marzo 2013 e nuovo massimo degli ultimi dieci mesi, che però non sono riusciti a contrastare l’euforico andamento del dollaro, balzato al rialzo dopo il taglio dei tassi di interesse dell’Australia e dopo i nuovi dati positivi sul fronte del lavoro Usa.

Per quanto riguarda questa settimana, invece, oltre al meeting dell’Eurogruppo di oggi e dell’Ecofin domani, avremo un calendario piuttosto intenso.

Si inizia martedì con i prezzi al consumo in Germania, dove ci si attende un calo ulteriore dello 0,5% su base mensile ed 1,4% su base annuale. Sempre lo stesso giorno i tedeschi conosceranno l’indice ZEW che nel mese scorso ha rivelato una caduta del sentiment economico: 36,3 contro i 42 attesi. Per questa fiducia ci si attende un valore di 39,5, ben lontano comunque dal 50 considerato come “parità” economica.

Passando all’Eurozona vediamo che martedì ci sarà il dato della produzione industriale (aumento atteso dello 0,6% contro la precedente lettura di 0,4%), mentre mercoledì saranno resi noti i dati sul Prodotto Interno Lordo sull’andamento di questo secondo trimestre del 2013. Giovedì, invece, sarà la volta dell’inflazione: il tasso a marzo è calato per il secondo mese consecutivo raggiungendo l’1,7% rispetto l’1,8% di febbraio. L’indice, per questa lettura, dovrebbe arrivare all’1,2%.

Veniamo ora agli aspetti tecnici. La scorsa settimana è iniziata con un calo a 1,3050 prima che l’euro avviasse un recupero durato fino alla resistenza psicologica in area 1,32. Fallito il tentativo di violazione al rialzo si è innescato un pesante down-trend che ha portato la valuta unica europea su 1,30 prima e 1,2950 poi.

Quali aree di prezzo prendere in considerazione per l’operatività settimanale? Sicuramente 1,32 che ha interrotto più di una volta, l’ultima la scorsa settimana, il tentativo di ripresa dell’euro nei confronti del dollaro. Ma anche 1,30 rimane cruciale visto che nel recente passato si è comportata sia da supporto che da resistenza.

Al di sotto troviamo 1,2960 che rappresenta il supporto dei primi giorni del 2013 caratterizzato da un triplo minimo; più in basso possiamo trovare 1,2880, 1,2805 e 1,2750 che è stato un importante separatore di range ed ha interrotto la caduta del cambio nel mese di marzo. E’ qui, secondo gli analisti di Credit Agricole, che il cambio potrà arrivare nelle prossime settimane.

Cosa attenderci nelle prossime cinque sedute sul fronte euro/dollaro americano? Dalla Bce si continua a vociferare che ci possa essere la possibilità di un nuovo taglio dei tassi di interesse per svalutare l’euro, ma se la moneta unica manterrà questa sua debolezza il cambio potrebbe deprezzarsi senza la necessità di un nuovo intervento. Il dollaro è forte ed i dati sul mercato del lavoro americano lo testimoniano. La view, pertanto, rimane ribassista.

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