Riepilogo Forex e Borsa 5 giugno 2013

Pubblicato da: MatteoT - il: 05-06-2013 21:22 Aggiornato il: 05-06-2013 21:23

E’ continuato anche nella giornata odierna il sali e scendi che sta caratterizzando le Borse durante questo primo scorcio della prima settimana del mese di giugno. La volatilità è tornata protagonista ed ha influenzato i mercati che hanno corretto al ribasso in scia alla debolezza di Tokyo e di Wall Street.

Forex 1

Toccati i nuovi massimi, soprattutto in America, Germania e Giappone, i listini si stanno prendendo una pausa ribassista dove non sono insoliti i crolli ed i rimbalzi quotidiani. Le Borse europee, in questo contesto, non hanno potuto far altro che essere appesantite ed influenzate da quanto avvenuto in Giappone ed in Usa.

Shinzo Abe, premier del giappone, è intervenuto promettendo che la ripresa passerà anche dal settore privato ed assicurando nuovi stimoli monetari – shock da 500 miliardi di euro – non prima di qualche mese. Il Nikkei è stato gettato nello sconforto da questa tempistica non propriamente immediata ed è sprofondato del 3,68%.

Negli Usa, invece, prosegue il dibattito sulla possibile exit strategy della Fed per il Quantitative Easing. Per i governatori locali, ieri sono intervenuti da Dallas e Kansas City, è il momento di ridurre la presa, perché “le condizioni economiche lo permettono”. Qualche indicazione maggiore arriverà dal ‘beige book’ con le linee guida sulla politica monetaria e l’analisi della situazione economica americana. Secondo gli analisti di Deutsche Bank, il primo taglio potrebbe arrivare dopo l’estate a settembre.

Alla chiusura degli scambi in Europa, l’America vede gli indici al ribasso con Dow Jones, Nasdaq e S&P 500 in negativo dello 0,8%. A preoccupare gli operatori finanziari anche le richieste di mutui che, nell’ultima settimana, sono calate dell’11,5%, mentre la creazione di posti di lavoro si è fermata a 135 mila unità contro le 170 mila previste.

In questo contesto anche l’Europa ha virato in negativo con Milano che, scontando le stime negative di Confindustria sul Pil – recessione dello 0,2% aggravata in Italia e Francia – , ha chiuso cedendo lo 0,96%.

Il differenziale tra Btp e Bund è salito infatti a 262 punti base, con i titoli italiani che rendono il 4,1%. Accelerano in territorio negativo le altre Borse europee: Londra cede il 2,1%, Parigi l’1,87% e Francoforte l’1,2%. L’euro chiude stabile a 1,3089 dollari.

Come detto, la Borsa di Tokyo è crollata chiudendo in picchiata del 3,83%: l’indice Nikkei, a stretto giro dalla diffusione del piano di riforme per ottenere la crescita sostenibile, voluto dal premier Shinzo Abe, perde 518,89 punti, attestandosi a quota 13.014,87. Il tonfo ha trascinato al ribasso tutta l’Asia con le Borse del continente che hanno chiuso in calo la quarta seduta delle ultime cinque.

Sul fronte delle materie prime, l’oro resta sopra quota 1.400 dollari: il metallo segna una crescita dello 0,6% a 1407 dollari, spinto dal calo delle quotazioni azionarie che lo rende di nuovo appetibile agli investitori. Il petrolio torna in rialzo con il Wti che passa sopra 94 dollari al barile alla chiusura dei mercati azionari europei.

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