Analisi Giornaliera Valute Forex 11 luglio 2013 e previsioni

Pubblicato da: MatteoT - il: 11-07-2013 9:16 Aggiornato il: 12-09-2013 12:32

Economia 3

Volete sapere cos’è successo ieri sera alle parole di Ben Bernanke? Semplice, basta prendere il grafico del Dollar Index. L’indice che riassume l’andamento dei quattro maggiori rapporti valutari, ossia eur/usd, gbp/usd, usd/jpy e aud/usd) è riuscito, in meno di tre ore, a portarsi da quota 10.945 a quota 10.760 punti. Praticamente 200 punti volati a fronte di un’escursione di prezzo che, generalmente, non supera i 70 punti.

L’evento clou? Il Chairman della Fed, Ben Bernanke, ha avuto l’abilità di non cambiare la sostanza dei contenuti trattati durante il tema del 19 giugno 2013, ma si è limitato a chiarirne le modalità e le tempistiche. L’istituto centrale, come ha precisato lui stesso, potrebbe anche non ridurre il piano di acquisto di asset per 85 miliardi di dollari al mese così velocemente e mantenere, così facendo, delle politiche monetarie accomodanti per il prossimo futuro.

Anche in caso di “tapering” infatti, la Fed non andrà a ritoccare al rialzo i tassi di interesse se non fino a quando il tasso di disoccupazione, al 7,6%,non scenderà sul valore del 6,5% il quale resta comunque un livello soglia e non un livello target e che comunque non assicurerebbe circa un rialzo dei tassi.

Ciò che è apparso in assoluto il più succulento dei piatti per il mercato di ciò che ha proferito ieri il banchiere centrale, è stato il riconoscimento di un’eccessiva volatilità che si è apprezzata in seguito al meeting del FOMC di metà giugno e che avrebbe potuto evitarsi se l’istituto avesse fornito un riferimento temporale in relazione al ritmo di riduzione dell’acquisto di asset. Una vera e propria retromarcia che ha trovato nelle aspettative degli operatori di mercato il suo propellente.

Una cosa è importante: bisogna cercare di capire se i movimenti vissuti ieri sera e questa notte siano stati provocati dalla delusione delle aspettative iniziali in seguito alle parole di Bernanke o se, invece, possano essere inglobati in una doverosa debolezza del dollaro americano. Tra le due è più probabile vedere vincere la prima delle due ipotesi, dal momento che il tapering avverrà comunque entro la fine del 2013.

Analisi Giornaliera Valute Forex 11 luglio 2013

EUR/USD: il cambio principale del Forex, nello spazio di poche ore, ha messo in mostra un movimento davvero importante andando a rompere ben 4 figure. La divergenza regolare rialzista con lo stocastico sul 4 ore ha aiutato ad intraprendere posizionamenti lunghi per target, però, che non andavano oltre l’1,2985. Il cambio si è portato fino a 1,32, ma poi ha ritracciato. Attenzione alla tenuta di 1,3075, potrebbe spingere nuovamente fino 1,3150.

USD/JPY: con un dollaro americano così debole, la major contro lo yen non poteva che vivere un grande ribasso. Molto rapidamente è stato rotto il supporto in area 100,00 e ci si è posizionati sul livello statico di 98,30. Il cedimento di quest’area sarebbe propedeutico ad ulteriori importanti discese fino a 97. I Fibonacci tracciati sul massimo e il minimo del canale ascesista suggeriscono come target invece possibili ritorni proprio in area 99,40.

EUR/JPY: decisamente meno ampio il movimento avuto dal cross euro yen giapponese. La salita a 130,40, però, è stata ottima ed ha portato poi ad una correzione decisa fino 129. Buono il riferimento del canale rialzista di ampio respiro che evidenzia in 128,40 il supporto decisivo mentre restano 129,90 e appunto 130,40 i riferimenti come resistenze.

GBP/USD: il cable, tecnicamente, mostra una situazione molto simile a quella dell’euro dollaro americano. Sentiment ribassista con 1,5080 come primo importante supporto che, qualora venisse violato, condurrebbe direttamente a 1,5050 prima e 1,4985 poi. Al rialzo, invece, sviluppi fino 1,5160.

AUD/USD: anche qui notiamo una precisione interessante a livello tecnico. Il canale rialzista formatosi dai minimi dell’8 luglio ha fornito l’ottica toro per approdi in area 0,93. Possibili i ritracciamenti perso 0,9250 su cui valutare rebound verso i massimi relativi o approfondimenti fino a 0,9180. Break al rialzo di 0,93 vedono invece in 0,9340 il naturale punto di approdo.

XAU/USD: molto buono anche il movimento dell’oro che ha rotto perfettamente 1.266 dollari l’oncia e ora lo si attende a 1.300 dollari. Il cedimento al ribasso di 1.289 condurrebbe sul bel livello di 1.270, mentre la sua tenuta potrebbe farci riapprezzare i massimi e possibili break rialzisti dell’ordine anche di 30-40 dollari.

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