Tassi d’interesse: attività finanziarie alternative

Pubblicato da: Massimiliano - il: 21-10-2013 14:26

I tassi di interesse, attraverso le loro oscillazioni, vanno a creare un impatto molto forte su quella che è la competitività delle varie attività finanziarie; tutto questo in relazione a quella che è la capacità di attirare capitali. E’ giusto pensare che esiste un legame tra quelle che sono le azioni e le attività di investimento alternative. Questo perchè vi è un principio di convenienza economica, che vede i vari rendimenti andare a livellarsi. In merito a questo rapporto, quello più evidente è sicuramente quello che si va a creare tra i titoli azionari e le obbligazioni. Qui l’investitore tende a dare il proprio giudizio su quella che è la convenienza in merito all’acquisto di azioni o di obbligazioni.

Come si orienta la scelta

tasso-variabileVediamo ora come è orientata la scelta. Se i tassi di interesse aumentano molto più velocemente di quelli che sono i livelli dei profitti dell’azienda; allora le obbligazioni risultano sicuramente più convenienti. In questo caso una liquidità lascerà il mercato azionario, per essere dirottata sul mercato dei titoli a reddito fisso. Dunque, le azioni andranno a diminuire i prezzi, fino a quando il loro livello non risulterà nuovamente interessante per gli operatori di mercato. La variazione di costo del denaro avrà un effetto su ogni settore azionario, e sarà diversa a seconda di quello che sarà il livello effettivo di profittabilità e di quelle che saranno le aspettative sulle proiezioni future. Come spesso avviene, le azioni di risparmio e privilegiate, saranno i titoli più penalizzati.

Le azioni delle utilities

Le aziende fornitrici di servizi pubblici, presentano azioni che possono essere sensibili al tasso d’interesse. Questo, sia per il loro alto grado di indebitamento, ma anche perchè presentano tassi di dividendo molto interessanti, rispetto a quelle che poi sono le prospettive di un loro aumento futuro. Contrariamente, le azioni di quelle aziende che invece stanno vivendo una fase importante di espansione, e che fanno leva solo sull’autofinanziamento per i loro bisogni finanziari; presentano un dividendo basso, e risultano poco influenzabili da quelli che sono i tassi d’interesse. Si opta per l’acquisto di queste azioni, con la sola idea di andare ad anticipare quello che sarà il loro futuro livello di profitto; piuttosto che per avere un rendimento a breve termine.

Lo yield to equity ratio

equityLo yield to equity ratio, è un indicatore importantissimo per poter andare a valutare quello che è l’andamento relativo ai rendimenti delle obbligazioni e delle azioni. La funzione di questo indicatore è quella di poter misurare il “risk premium”, ovvero il ritorno economico che l’investitore può ricevere andando ad investire sui mercati a forte rischio. Vediamo come viene costruito lo yield to equity ratio. Per ottenerlo, infatti, bisogna fare il rapporto tra il rendimento delle obbligazioni, andando ad utilizzare i titoli di stato; e il rendimento delle azioni che viene espresso da quello che è il rapporto tra Price/Earnings. Più viene fuori un rapporto alto, e più i segnali sono positivi per chi vuole investire in azioni; ovviamente a discapito di chi invece vuole investire in obbligazioni.

Il margin debt

Prima di entrare nello specifico, per spiegare cosa sia il margin debt, dobbiamo ricordare che in America molto spesso succede che l’investimento azionario viene finanziato attraverso l’indebitamento, e quindi la conseguente variazione di quello che è il costo del denaro, va ad alterare la convenienza a tenere queste posizioni. Dunque, per margin debt ci riferiamo proprio al denaro prestato dagli agenti di cambio statunitensi agli investitori, ricevendo in pegno dei titoli. Le conseguenze sono diverse e tra queste possiamo segnalare sicuramente il crescere dei tassi d’interesse, con il costo del debito che tende ad aumentare e quindi risulta sempre meno conveniente; andando quindi ad innescare una sorta di avversione da parte degli operatori verso nuovi debiti, che via via portano il costo ad aumentare, così che nel momento in cui l’onere è divenuto eccessivo, si tende a liquidare alcuni titoli per rimborsare il debito. Questa relazione, oltre il caso specifico del mercato americano, rimane valida nel mercato che si basa essenzialmente sulla speculazione, che ha bisogno spesso di fare ricorso al credito per effettuare operazioni che spesso risultano costose, soprattutto in periodi di restrizione monetaria.

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