Warren Buffet e la visione del sistema bancario

Pubblicato da: MatteoT - il: 22-01-2013 18:37

16 mila miliardi e quattrocento milioni di dollari (cent più, cent meno) sono lo stratosferico debito che gli Usa hanno accumulato e che, con la riforma fiscale, i tagli alla spesa pubblica e soprattutto il raggiungimento della soglia massima di spesa prevista, rischiano di essere un impegno molto gravoso e, ancora peggio, difficilmente onorabile.

Il rischio, analisti in coro affermano, il default di quella che da tutti è considerata come la prima economia al mondo. Un dramma che però non tutti considerano tali. Sebbene non si possa considerare contrarian, ultimamente Warren Buffett ha giocato a fare il nonno rassicuratore di mercati/nipotini spaventati. E adesso torna di nuovo in quelle vesti.

A proposito del debito Usa, ha prontamente affermato che di per sè non costituisce un problema. Infatti grazie alla crescita economica che arriverà prestissimo (e di cui è assolutamente sicuro, beato lui), tutti i fattori scatenanti dovrebbero stabilizzarsi a breve, primo fra tutti il Pil. E’ quanto ha dichiarato in una sua intervista alla CBS e riportata da Market Watch

“535 persone non possono rovinarne 315.000.000” ha dichiarato. e ha aggiunto “Il debito della nazione è più basso del PIL di un punto percentuale rispetto a quanto non fosse quando siamo usciti della seconda guerra mondiale. Eppure anche in quell’occasione ce l’abbiamo fatta. Direi che in un paese con 50.000 dollari di PIL pro capite, nessuno dovrebbe avere fame, a nessuno dovrebbe mancare una buona educazione, nessuno dovrebbe essere preoccupato per le cure mediche, come anche per la vecchiaia.”

Recentemente aveva anche parlato, in un’intervista al Telegraph del sistema di credito. “Le banche sono in gran forma, o almeno quelle americane, e di certo non sono loro che rappresentano più una minaccia per l’economia. “I coefficienti patrimoniali sono enormi, i problemi derivati dai gravi scandali sono stati riassorbiti, i titoli sono ancora a buon mercato rispetto ai valori storici, (non per niente lui stesso ha partecipazioni in quattro delle banche maggiori tra cui Bank of America, Goldman Sachs e US Bancorp).

Una visione che lo accomuna a Crispin Odey, un guru degli hedge fund, che ha fatto una fortuna scommettendo contro le banche durante la crisi finanziaria “Le azioni bancarie, (nel suo caso quelle britanniche N.d.R) sono aumentate molto da quando ho comprato”, ha detto. “Nel 2011 ci sono stati errori di politica e di cattiva gestione, adesso sono stati corretti e gli istituti sono tornati ad essere produttivi e ottime occasioni d’investimento

Questo però non significa che sia tutto a posto, non per niente pur essendo la prima economia al mondo, gli Usa hanno visto grandi elementi come Steve Jobs lavorare in un garage perchè non avevano mezzi per affermarsi eppure proprio quello stimolo all’auto realizzazione dovrebbe essere la molla che Buffett vede come un ottimo coadiuvante nella ripresa.

Cosa scoraggia infatti non è la situazione economica in sè, tantomeno le prospettive future, ha detto l‘82enne di Omaha, bensì il battibecco politico e la continua cattiva organizzazione del lavoro a Capitol Hill. Il Congresso non solo è diviso ma gioca al ricatto tra le parti.

Fonte: trend-online.com

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