Piazza Affari poco mossa in attesa del G20

Pubblicato da: MatteoT - il: 15-02-2013 18:27

Solamente nella giornata di oggi è entrata nel vivo, a Mosca, la riunione dei ministri delle Finanze e dei governatore delle Banche centrali del G20; Mario Draghi, declassando a chiacchiera la guerra valutaria, è entrato nel vivo della riunione che, per la prima volta, vede la Russia nel ruolo di “presidente”.

Borsa

Il governatore ha ammesso che i dati diffusi ieri da Eurostat sull’andamento economico sono stati peggiori delle attese, ma ha incoraggiato richiamando i segnali di miglioramento e stabilizzazione.

I timori legati al protrarsi della crisi economica hanno zavorrato i listini europei anche nella giornata odierna, con gli investitori che si sono dimostrati molto poco fiduciosi. A Piazza Affari il Ftse-Mib si è mosso in territorio negativo per gran parte della giornata ed ha chiuso cedendo lo 0,33% sotto 16.500 punti.

Monte dei Paschi e Finmeccanica sono state sotto la lente di ingrandimento dopo gli scandali giudiziari che le hanno travolte e lo stesso è avvenuto per Saipem: Eni ha annunciato utili in crescita e un dividendo di 1,08 euro.

Sul fronte obbligazionario lo spread è sceso nuovamente in area 270 punti base e, ad eccezione di qualche oscillazione, si dimostra stabile ed ancorato su quest’area da diversi giorni. Sul mercato secondario i Btp decennali rendono il 4,36%. Giornata non brillante anche per il resto d’Europa: Francoforte ha ceduto lo 0,49%, Parigi lo 0,25%, Londra è rimasta di fatto invariata. Pesante Madrid, che ha perso l’1,18%.

Gli Stati Uniti, invece, hanno visto l’indice Empire sull’attività manifatturiera dello Stato di New York protagonista di un balzo importante; è passato, oltre le previsioni, da – 7,8 punti ai 10 punti, registrando la prima espansione degli ultimi sei mesi. News negative, invece, arrivano dalla Fed, dove la produzione industriale a gennaio è calata dello 0,1%, più delle attese.

Il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha detto che “l’economia Usa è in ripresa ma è lontana dall’essere florida e stimolante” e ha spiegato che il “rafforzamento dell’economia Usa rafforzerà l’economia globale”. Allo stop delle dontrattazioni europee, Wall Street si mantiene non distante dalla parità, con gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq che registrano variazioni contenute sotto il +0,1%.

Sul fronte valutario euro debole che, mentre vi stiamo scrivendo, si attesta a quota 1,3358 dollari. Lo yen cala ulteriormente dopo che la Russia ha assicurato, nel G20 di Mosca, che non intende controbattere alla politica deflazionistica ed accomodante di Tokyo. La divisa nipponica scende a quota 125,19 sull’euro e 93,74 sul dollaro.

Nella notte lo yen si era apprezzato, portando al ribasso la Borsa di Tokyo, con il Nikkei che ha lasciato sul terreno l’1,18%. A spingere gli acquisti sullo yen ha contribuito anche un articolo del Wall Street Journal, secondo cui uno dei candidati più accreditati per diventare governatore della Bank of Japan (Boj) – Toshiro Muto – sarebbe poco incline ad ulteriori politiche di allentamento monetario. Sempre guardando a Est, merita una menzione il calo del 2,7% a Sydney di Rio Tinto, che ha comunicato per il semestre le maggiori perdite da 15 anni a 8,9 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda – infine – le materie prime, alla chiusura dei mercati europei segnano un calo tanto l’oro quanto il petrolio. Il Wti a New York cede l’1,9% a 95,5 dollari al barile, mentre l’oro spot lascia sul terreno l’1,8% portandosi poco al di sopra di quota 1.600 dollari l’oncia. In calo anche il platino, prezzato a 1.673 dollari.

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