Piazza Affari in positivo prima delle elezioni

Pubblicato da: MatteoT - il: 22-02-2013 18:55

Nell’ultimo giorno di contrattazioni prima della tornata elettorale italiana, Piazza Affari rialza la testa dopo lo scivolone di ieri, quando aveva lasciato sul terreno il 3,13% chiudendo sul supporto in area 16.000 punti. La giornata di oggi, grazie all’Ifo tedesco, ha dato ossigeno alle Borse del Vecchio Continente, che hanno chiuso con il segno più.

Rischio spread Italia

Piazza Affari, nell’ultima giornata della settimana, ha chiuso con un rialzo dell’1,4% spinta all’insu dal comparto bancario; sotto i riflettori, in particolare, Monte dei Paschi di Siena, dopo che il Tar del Lazio ha respinto il ricorso del Codacond e sbloccato il prestito da 3,9 miliardi di euro da parte del Tesoro sotto forma di Monti-bond.

Vola, invece, il titolo dell’AS Roma, sulla scorta della notizia di un possibile inserimento in società dello sceicco libanese al Quaddumi; il titolo della società giallorossa è stato sospeso per un periodo dagli scambi. Tra gli andamenti negativi si segnalano invece Finmeccanica, all’indomani della riorganizzazione targata Pansa, e Mediaset: sul titolo del Biscione pesano le vendite allo scoperto degli investitori secondo cui uno sconfitta elettorale di Berlusconi avrebbe ripercussioni negative sulla società. Nel resto d’Europa, Francoforte ha guadagnato l’1,03%, Londra lo 0,7% e Parigi il 2,25%.

Dopo due giorni di ribassi, anche l’America torna al segno positivo, sospinta dalle trimestrali positive di HP e di Aig; il Dow Jones sale dello 0,5% in linea con lo S&P, il Nasdaq mostra un incremento dello 0,6%. Debole l’euro: la moneta unica chiude in calo sul dollaro sotto quota 1,32. La debolezza si è accentuata quando è emerso che le banche europee restituiranno solo 61,1 miliardi di prestiti della seconda Ltro, cifra inferiore alle attese. Rispetto allo yen, l’euro passa di mano a 123,03.

Non solo elezioni politiche in Italia. A preoccupare i mercati, infatti, c’è sempre l’andamento economico dell’Europa che permane in affanno. Le esportazioni in Germania, locomotiva europea, sono scese del 2% nel quarto trimestre del 2012 rispetto al periodo precedente. Nell’ultimo scorcio dell’anno scorso, l’intera economia tedesca era arretrata dello 0,6%, dato confermato oggi.

Positivo, invece, l’indice dell’istituto Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche, che a febbraio è salito a 107,4 punti dai 104,3 punti di gennaio, oltre le attese e ai massimi da dieci mesi. In Italia, l’inflazione di gennaio è stata dello 0,2% nel raffronto con dicembre 2012; l’aumento annuale dei prezzi è stato del 2,2%. Da Bruxelles, però, si levano segnali d’allarme per il mercato del lavoro, con la disoccupazione vista al 12% l’anno prossimo.

Il movimento europeo ed americano era stato anticipato, questa mattina, in Asia dove era tornato il segno più dopo le vendite di ieri. La Borsa di Tokyo, grazie al calo dello yen nei confronti delle altre principali valute, ha chiuso in positivo dello 0,68%, mentre il Topix è rimasto praticamente invariato: + 0,06%.

Da segnalare anche un rialzo generalizzato delle commodity: le materie prime recuperano dopo il calo più significativo registrato da novembre a questa parte.

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