Bankia sempre più vicina al fallimento

Pubblicato da: MatteoT - il: 25-02-2013 11:15

La crisi finanziaria che sta coinvolgendo Bankia non sembra avere fine. Il baratro dell’istituto di credito spagnolo “vanta” 19 miliardi di euro di debito, nonostante l’ha nazionalizzazione che l’ha portata a vendere i suoi assets ed a tagliare centinaia di posti di lavoro. Si tratta, inoltre, di un “ottimo” esempio di veicolarizzazione del debito.

Banche

Per sanare la situazione, le autorità di Madrid, decisero di fondere tra loro sette banche che erano al suo interno, le cosiddette Cajas, ovvero istituti di credito fortemente radicalizzate nel territorio, un corrispondente delle nostre Casse rurali, alimentando la creazione di una situazione paradossale. Dopo 11 mesi dal suo ingresso in Borsa, Bankia, necessitava già di un piano di salvataggio, pari a 24 miliardi di euro.

Il sistema di credito spagnolo è fortemente concentrato sulle piccole casse di risparmio e proprio loro sono state alla base del crollo immobiliare. Infatti alla nascita della bolla, gli imprenditori trovavano terreno fertile dal rapporto diretto con i dirigenti delle Cajas (un rapporto fatto spesso di vero e proprio clientelismo), un comportamento che nel tempo alimentava denaro facile, alla fine impossibile da ripagare con lo scoppio della bolla.

Il Financial Times, quindi, riferisce che Rothschild ha ricevuto il mandato di vendere le sue partecipazioni, tra le quali troviamo il 12% nella International Consolidated Airlines Group (590 milioni di euro), il 5.3% Iberdrola (€1.2 miliardi) e altri, che alla fine gli hanno permesso di racimolare quasi 3 miliardi che però nulla ha potuto contro le “spese pazze e i crediti inesigibili” che hanno creato non pochi dissapori anche nei rapporti con la Bce che si è trovata di fronte l’ingrato compito di dover salvare il gigante e che alla fine delle trattative, negò a Madrid l’uso di titoli di debito per la ricapitalizzazione (anche se in raeltà il governo spagnolo parlò di semplice parere consultivo).

Oltre a questo c’è un problema sociale: il prestito che consentì alla banca di mantenersi in vita dovrebbe essere rispettato, ma le condizioni sono stringenti. Chiudere oltre 1.100 filiali, licenziare circa 4.500 persone ed imporre una partecipazione superiore al 70% dello stato spagnolo, che attualmente detiene il 45% dell’istituto. Il tutto in tempi molto stretti.

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