Piazza Affari sulle montagne russe con le elezioni italiane

Pubblicato da: MatteoT - il: 25-02-2013 21:18

Nel giorno in cui si chiudevano i seggi in Italia per le votazioni politiche nazionali e regionali, la Borsa è stata protagonista di un andamento da montagne russe. La mattinata ed il primo pomeriggio sono stati caratterizzate dalla fiducia per i risultati del voto, ma dalle 16.00 Piazza Affari ha reagito in negativo al rischio di ingovernabilità del Paese.

Borsa

Se gli instant poll avevano dato l’immagine di una vittoria netta e forte del centrosinistra, ipotesi vista in positivo dai mercati finanziari, le prime proiezioni delle 16.30 hanno ribaltato lo scenario consegnando, al Senato, una più che sufficiente maggioranza della coalizione di centrodestra. Il risultato, frutto di una legge elettorale molto poco intelligente, è stato inevitabile: crollo del Ftse-Mib che, nonostante la chiusura in positivo, ha ridotto al minimo i guadagni delle ore precedenti, quando si era arrivati a toccare un + 4,04%.

A questo punto è possibile un ritorno alle urne nel “medio termine”. Si potrebbe anche avverare la previsione di S&P, che temeva uno stop alle riforme avviate nell’ultimo anno. Una fermata che rischierebbe di essere fatale per l’intera Eurozona soprattutto alla luce delle ultime stime di Bruxelles, secondo cui la recessione continuerà per tutto il 2013.

A fine seduta Piazza Affati termina le contrattazioni con un è 0,73%, con guadagni ridotti anche nel resto d’Europa, dove Londra avanza dello 0,8%, Francoforte del 2,4% e Parigi dell’1,8%. Sul listino milanese osservato speciale il titolo Mediaset: dopo la pioggia di vendite allo scoperto di venerdì scorso, le azioni del Biscione sono state sugli scudi (fino al +10%) per poi ritracciare poco sopra l’1,4%. Dopo una raffica di sospensioni al rialzo, Unicredit scende dall’8% a poco sopra la parità, movimento in linea con tutto il settore bancario (Mediobanca, Ubi Banca e Banco Popolare). Pesante Fiat dopo la decisione di Fitch di tagliare il rating a BB- con outlook negativo.

I dubbi sul futuro politico dell’Italia condizionano anche il fronte obbligazionario, con lo spread tra Btp e Bund che dopo aver raggiunto quota 258 punti cresce fino ai 290 punti base. In mattinata il Tesoro aveva collocato Ctz al 2014 per 2,82 miliardi di euro, poco meno del target massimo di 3 miliardi, con un rendimento in rialzo all’1,682%. Sono stati assegnati anche Btp indicizzati all’inflazione con scadenza 2021 e 2026 per 1,25 miliardi di euro, il massimo importo previsto.

A questo punto il vero test post-elettorale per il debito italiano si terrà mercoledì, quando in asta andranno titoli a 5 e 10 anni. Chiusura debole per l’euro che ha terminato la sessione nel Vecchio continente scivolando sotto quota 1,32 dollari.

L’incertezza elettorale ha condizionato Wall Street, dove i listini hanno aperto poco mossi: alla chiusura dei mercati europei, invece, il Dow Jones cede lo 0,4%, in calo dello 0,1% il Nasdaq e l’S&P 500. Decisamente meglio, invece, aveva fatto Tokyo nella mattinata: + 2,43% sulla scia della designazione ufficiosa di Haruhiko Kuroda a governatore della Bank Of Japan.

L’attuale presidente della Asian Development Bank avrebbe l’intenzione di dar seguito a politiche monetarie accomodanti in linea con la volontà del primo ministro Abe.

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