L’euro affonderà a Cipro?

Pubblicato da: MatteoT - il: 26-02-2013 15:27

Il day-after del voto in Italia, per i mercati, è stato disastroso: il Ftse-Mib è arrivato a perdere oltre il 4,5% aprendo con un gap negativo di 800 punti. Senza parlare dello spread, schizzato in area 320-330 punti base. In Europa, però, c’è uno Stato che potrebbe rappresentare un pericolo addirittura maggiore del nostro Paese: Cipro.

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Europa

Nell’isola del Mediterraneo ha vinto le elezioni il filo europeista Nikos Anastasiades. Si tratta di un conservatore, pragmatico, membro del Ppe. Ha distaccato di 15 punti il leader di Unione Democratica (Disy, centro-destra) ha spuntato nel ballottaggio, ottenendo il 57,47% delle preferenze.

Wall Street Journal, nella giornata di ieri, ha definito uno scenario decisamente apocalittico: nonostante l’ingovernabilità di Roma, Cipro rappresenta la prima minaccia per la moneta unica. Il quotidiano finanziario ha ricostruito la vicenda calendari alla mano: il nuovo presidente avrà solo poche settimane per negoziare un piano di salvataggio, altrimenti sarà default. I guai finanziari di quest’isola mediterranea sono legati a filo doppio a quelli di Atene.

L’esposizione cipriota verso la Grecia fra titoli di debito pubblico e prestiti alle imprese elleniche ammontava nel 2011 a 29 miliardi, il 160% del Pil. Ma, con la ristrutturazione del debito ellenico, le banche cipriote hanno perso quattro miliardi. Lo scorso novembre, poi, Fitch ha declassato il loro rating a “spazzatura” e da un anno il governo cipriota non ha accesso al mercato del debito.

La Germania ha declinato l’idea di effettuare ricapitalizzazioni diretto attraverso il Meccanismo europeo di stabilità ricalcando quanto fatto già in passato con Atene e la Grecia. Ma considerando che da sempre Cipro è crocevia degli affari russi, questo potrebbe rappresentare un vero passo falso.

“Se gli istituti ciprioti dovessero andare in tilt – conclude il WSJ – potrebbero provocare un effetto panico che si riverserebbe su tutti i sistemi bancari più deboli dell’Eurozona”.

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