Soros e Buffett non si fidano della salita dell’azionario Usa

Pubblicato da: MatteoT - il: 06-03-2013 14:46

La notizia è di quelle che lascia perplessi. Proprio quando l’azionario Usa sale e mette assieme nuovi massimi, i più importanti investitori mondiali decidono di lasciare questo asset. Secondo un’indagine realizzata da Bloomberg, Warren Buffet ha denunciato di recente la “deludente performance” di aziende americane come Johnson & Johnson, Procter & Gamble e Kraft Foods.

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Onde-Elliott

Dall’ultimo rapporto stilato per la sua holding Berkshire Hathaway, è, infatti, emerso che Buffett ha drasticamente ridotto la sua esposizione verso i titoli azionari che dipendono dalle abitudini di acquisto dei consumatori. La Berkshire, in particolare, ha venduto circa 19 milioni di azioni della Johnson & Johnson ed ha ridotto la sua esposizione complessiva nel settore dei prodotti di consumo del 21%.

La posizione di Buffett non è isolata, visto che anche il miliardario John Paulson, ha scaricato 14 milioni di azioni di Jp Morgan Chase e chiuso le sue posizioni su Family Dollar e Sara Lee. Anche George Soros, in questo contesto, ha venduto quasi tutti i suoi titoli bancari, inclusi Jp Morgan Chase, Citigroup e Goldman Sachs.

Eppure di fronte a questa strategia Robert Wiedemer, analista finanziario e autore del best-seller “Aftershock”, non si stupisce.

L’esperto sostiene che la politica di continua iniezione di liquidità praticata dalla Federal Reserve sarà la causa di una crescita incontrollabile dell’inflazione, con un impatto violento sulle Borse. “E’ una certezza matematica che quando si rompe la diga, i tassi di interesse aumenteranno e i mercati azionari crolleranno”, spiega.

“A quel punto le aziende spenderanno più soldi per coprire i loro oneri finanziari che per i costi di espansione delle attività. Ciò significherà margini di profitto più bassi, minori dividendi, meno assunzioni e più licenziamenti“. Come dire: il Toro timido ma robusto di queste settimane a Wall Street non deve trarre in inganno.

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MatteoT

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