Milano chiude la settimana in rosso

Pubblicato da: MatteoT - il: 15-03-2013 18:20

In Europa e negli Stati Uniti è l’incertezza a tenere banco. Nonostante il periodo di sostanziale ottimismo scandito dai continui record fatti registrare da Wall Street, i listini oggi hanno chiuso in rosso influenzati, sicuramente, dalla decisione di Fitch di ridurre le stime globali sull’andamento del Pil. A livello politico l’attenzione si divide tra il vertice Ue di Bruxelles, dove si sta discutendo il caso Cipro e l’Italia, dove oggi non si è riusciti ad eleggere i presidenti di Camera e Senato, come facilmente prevedibile.

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Nel Vecchio Continente è Mario Monti, alla sua ultima partecipazione nelle vesti di capo di governo ad un Consiglio europeo, a riportare sul tavolo l’alternativa tra crescita e rigore dei conti. L’ex premier italiano ha chiesto ai partner europei più flessibilità e maggiori misure per la crescita al fine di combattere quei “populismi” che dilagano a livello nazionale.

Ha però ricordato che il caso italiano “impressiona” gli altri Paesi, che seguono – non senza “preoccupazione” – l’evoluzione politica a Roma. La mozione di Monti ha trovato l’appoggio di Angela Merkel, che ha detto di ritenere “assolutamente giusto” che i Paesi Ue che hanno il deficit sotto la barra del 3% rispetto al Pil, come oggi l’Italia, abbiano “un margine maggiore per gli investimenti pubblici, come previsto dal braccio preventivo del patto di stabilità”. Non giova alla reputazione internazionale dell’Italia, comunque, il nuovo record di debito pubblico, che a gennaio è schizzato oltre 2.020 miliardi.

Il Ftse-Mib, dopo un breve e smilzo rialzo, ha chiuso in rosso cedendo lo 0,43%. Non fanno meglio gli altri listini europei, con Londra che cede lo 0,6%, Parigi lo 0,71% e Francoforte lo 0,19%. Anche lo spread viene influenzato da questa incertezza e chiude a 314 punti base; i titoli decennali italiani, sul mercato secondario, rendono ora il 4,6%.

La differenza di rendimento tra i Bonos spagnoli e i titoli tedeschi è lontana una trentina di punti, oltre la soglia di 340. Il Tesoro ha annunciato di aver portato a termine un riacquisto di titoli di Stato per 2,85 miliardi, a fronte di offerte di cessione superiori a 5 miliardi, per ridurre lo stock di debito.

A livello macroeconomico si segnala il dato dell’inflazione nell’Eurozona, che è calata all’1,8% a febbraio. Nell’intera Unione Europea i prezzi sono rincarati al ritmo del 2%. L’ultima rilevazione Eurostat è in linea con la stima di inizio mese. Per il mercato del lavoro, invece, si è registrato un calo delle persone occupate dello 0,3% nell’area euro e dello 0,2% nella Ue nel quarto trimestre del 2012 rispetto al trimestre precedente. Quanto al costo orario del lavoro, nell’area euro è aumentato dell’1,3% nel al quarto trimestre del 2012, rispetto all’1,8% del terzo trimestre.

Dopo i record di ieri sera, frutto dei dati positivi sul fronte del mercato del lavoro, oggi anche l’America vede dilagare l’incertezza. Dopo 10 sedute di rialzi, gli Usa si apprestano a chiudere la settimana in rosso. Alla chiusura dei listini europei il Dow Jones cede lo 0,2% come Nasdaq e S&P 500, che si allontana dal record di sempre dopo averlo sfiorato.

Trend decisamente differente per la Borsa di Tokyo che, sospinta in scia alle performance dei listini americani di ieri, ha chiuso guadagno l’1,45% e facendo registrare i nuovi massimi negli ultimi 4 anni e mezzo.

Sul versante valutario, l’euro si rafforza e chiude sopra 1,3 dollari. La moneta unica viene scambiata a 1,3065 contro l’1,2971 di ieri e a 124,44 con lo yen. In calo a 95,28 il rapporto dollaro/yen.

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