Unicredit ed il profit warning per il 2013

Pubblicato da: MatteoT - il: 16-03-2013 12:00 Aggiornato il: 15-03-2013 18:41

Il quarto trimestre del 2012 si è chiuso, per Unicredit, con una perdita netta pari a 553 milioni di euro. Risultato decisamente più negativo dell’utile di 114 milioni di euro fatto registrare nell’ultimo periodo del 2011 e dell’utile di 335 milioni di euro risalente al terzo trimestre dell’anno passato. Il dato, inoltre, è peggiore alle stime degli analisti, che si attendevano una perdita di “soli” 173 milioni di euro.

Errore

Il margine d’intermediazione (ricavi) si è attestato nel quarto trimestre a 5,7 miliardi, il 5,6% in meno rispetto al quarto trimestre del 2011 e -6,1% rispetto al trimestre precedente. I costi operativi calano del 2,7% a 3,7 miliardi, e il rapporto con i ricavi è pari al 65%.

Il margine operativo lordo è in calo del 12% a 2 miliardi. A pesare sullo scorcio finale dell’esercizio dell’esercizio sono gli accantonamenti su crediti, esplosi a 4,6 miliardi (più del triplo rispetto al quarto trimestre 2011), e che a livello di conto economico vengono solo in parte bilanciati da 2 miliardi di affrancamento dell’avviamento a fini fiscali.

Unicredit oggi è molto più forte rispetto a un anno fa – ha dichiarato l’amministratore delegato Federico Ghizzoni – dal punto di vista del capitale, dello stato patrimoniale e della liquidità e può guardare con fiducia alle sfide 2013, dopo risultati che hanno mostrato una buona tenuta nonostante le persistenti difficoltà del contesto economico mondiale“.

Proprio gli sviluppi della crisi fanno sì che la banca di Piazza Cordusio stia per rivedere, al ribasso, le proprie stime: “Considerate le attuali difficoltà del contesto macroeconomico – si legge nella nota – gli obiettivi finanziari del Piano strategico saranno rivisti, pur confermando le iniziative sottostanti“.

In pratica, la revisione comporta per il margine di interesse “una tendenza al ribasso rispetto al 2012”, per gli accantonamenti “una leggera diminuzione, grazie al miglioramento prudenziale della copertura effettuato”, per i costi “nuove iniziative con l’obiettivo minimo di confermare i costi 2012”, e infine per il patrimonio “un livello minimo di Common equity tier 1 del 9%”. Il patrimonio primario del gruppo nell’esercizio appena chiuso è salito di 17 punti base al 10,84, in particolare grazie alla riduzione degli attivi ponderati al rischio. Il Cet1, conforme ai criteri di Basilea 3, è del 9,2%.

Unicredit Bank Ag, controllata tedesca, ha proposto la distribuzione di riserve per 1 miliardo di euro ed un dividendo complessivo di 1,5 miliardi. A riprova che il gruppo bancario più “globale” d’Europa deve far pagare la crisi a tutti, ecco arrivare anche i primi tagli al personale: 200 in Austria ed 800 in Germania. Nel 2012, è bene ricordare, oltre 4 mila dipendenti hanno lasciato il gruppo.

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