Il caso Cipro scuote i mercati

Pubblicato da: MatteoT - il: 19-03-2013 22:34

Il caso Cipro ed il caos che aleggia attorno al salvataggio del Paese ed, in particolare, all’esito del prelievo forzato sui depositi nel Paese mette in ombra alcuni dati macroeconomici positivi ed accentua la negatività dei mercati finanziari che, per la seconda seduta, pagano dazio chiudendo le contrattazioni in rosso.

Gann

Sull’isola cipriota è partita la corsa alle modifiche per la contestatissima tassa sui depositi bancari che la Troika (Bce, Fmi ed Ue) ha imposto come parte integrante di un pacchetto di misure che consentirà al governo locale di avere un prestito da 10 miliardi di euro. Nei cittadini locali non può che montare la rabbia a seguito della decisione “dittatoriale”; le banche, con le Borse, nel frattempo restano chiuse per cercare di tamponare la corsa al prelievo dei conti correnti.

La tensione si fa sentire forte sull’euro, che cala ai minimi da tre mesi a 1.2874 dollari. Passa di mano con lo yen a 122,28 mentre la divisa nipponica e il biglietto verde si scambiano a 94,84. Sul versante obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund si è allargato oltre 335 punti base, con i titoli decennali italiani che rendono il 4,7%. La Spagna intanto ha venduto in asta 4 miliardi di titoli di Stato – il massimo previsto – con tassi in calo.

Le Borse europee hanno avuto timore della possibile decisione negativa del parlamento cipriota e, così facendo, hanno chiuso al ribasso. Londra è calata dello 0,26%, Parigi dell’1,3% e Francoforte dello 0,79%. Chiusura contrastata a Wall Street. Il Dow Jones ha chiuso praticamente invariato in rialzo dello 0,03% a quota 14455,82; il Nasdaq ha perso lo 0,26% a 3229,10 punti.

I dati positivi sull’apertura di nuovi cantieri (+0,8%) – oltre le attese a febbraio – sono passati in secondo piano. Oggi cominciano le riunioni del Fomc – il comitato “opertivo” della Federal Reserve, dove si prendono le decisioni di politica monetaria. E Wall Street chiude, alla fine, contrastata. Il Dow Jones sale dello 0,03% a 14.456,36 punti, il Nasdaq perde lo 0,26% a 3.229,10 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,24% a 1.548,38 punti.

Sempre nella giornata odierna sono arrivati dati positivi sul fronte macroeconomico: balzo della produzione industriale in Italia e salita dell’indice Zew in Germania. Segnali negativi, invece, sono arrivati dal settore delle costruzioni. Nell’eurozona la produzione, a gennaio 2013, è calata dell’1,4% mensile e del 7,3% annuo.

In mattinata è stata decisamente positiva la chiusura di Tokyo che, dopo lo scivolone di ieri, ha recuperato chiudendo con un balzo del 2%. In calo, infine, le quotazioni del petrolio con il Wti a 92,91 dollari al barile (-0,9%) alla chiusura delle Borse del Vecchio continente. L’oro guadagna invece mezzo punto percentuale a 1.612,9 dollari l’oncia.

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