Cipro: altro no al prelievo forzoso

Pubblicato da: MatteoT - il: 21-03-2013 14:14

Cipro, quasi certamente, non implementerà alcun tipo di prelievo forzoso sui depositi bancari. E’ quanto riporta, questa mattina, una fonte vicina al governo di Nicosia. I leader dei partiti hanno deciso di dar vita ad un “fondo di solidarietà” impiegando i beni dello Stato per ottenere, così facendo, un prestito di emergenza.

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austerità

L’Unione Europea, però, non abbassa i toni ed avverte: la situazione è grave, è necessario avviare una proposta seria e concreta per reperire i 5,8 miliardi di euro necessari. Intanto nel Paese continua la difficoltà di accesso ai soldi: la Bce ha garantito soldi soltanto fino al 25 marzo 2013, dopodichè sarà caos totale.

“La situazione a Cipro è molto seria ed è della massima urgenza che le autorità facciano chiarezza e presentino la loro proposta”. D’altra parte, continua il portavoce, l’Europa “ha sempre detto fin dal principio che Cipro pone un rischio sistemico per tutta la zona euro”. Nel frattempo alcune fonti hanno escluso che oggi il Parlamento possa essere convocato per votare il “piano B” approntato dal governo di Nicosia come controproposta al piano di salvataggio dell’Eurogruppo.

Anche all’interno dell’Ue, ed in particolar modo nel Parlamento dell’Ue, si fa largo l’idea di non tassare parte dei depositi ed in particolare quelli che presentano un importo fino a 100 mila euro. Martin Schultz, presidente del Parlamento Ue, oltre a chiedere l’esenzione per i piccoli correntisti afferma che “deve essere trovata una soluzione più equa e sostenibile” e che tale soluzione sia “europea e non esterna”, aggiungendo che “i risparmi della gente comune non devono essere usati per un salvataggio del settore bancario”.

Anche l’agenzia di rating internazionale Fitch si è espressa sulla crisi che sta coinvolgendo Cipro affermando che la stessa non avrà “implicazioni immediate sui rating sovrani degli altri Paesi dell’Eurozona”, secondo l’agenzia Fitch, che in una nota precisa di non “prevedere al momento che l’instabilità di Cipro possa diffondersi ad altri sistemi bancari della zona euro”

Ieri, invece, si era diffusa la notizia di un negoziato Cipro-Russia per estendere un prestito già in essere. Mosca, almeno in una prima fase, non sembrava incline a questo. L’Unione Europea, comunque, fa sapere che questa strategia non è attuabile visto che farebbe aumentare ulteriormente il debito dell’isola, rendendola ancora più difficile da salvare.

L’offerta fatta da Cipro a Mosca è comunque molto chiara: partecipazioni bancarie e nei giacimenti di gas. Di fatto, quindi, l’isola del Mediterraneo è disposta a “svendersi” al primo offerente pur di mantenere saldo il principio della non tassazione dei correntisti del Paese.

Dal premier russo, Medvedev, arriva però una minaccia all’Ue: in caso di esito negativo nella soluzione del caso Cipro, la Russia rivedrà le sue riserve in euro. Sempre da Mosca apostrofano come “comportamento sovietico” quanto fatto dall’Unione Europea verso Cipro.

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