Il Btp Italia fa calare lo spread: Borse in rosso

Pubblicato da: MatteoT - il: 16-04-2013 20:58

Dalla serata di ieri l’attenzione di tutto il mondo è su Boston e sull’attentato terroristico che ha ucciso tre persone al traguardo della maratona cittadina; le Borse americane, nella serata italiana di ieri, hanno reagito negativamente all’evento che, di fatto, è il primo attentato terroristico in America nel post 11 settembre.

Borsa Valori

Questa notizia, oggi, ha pesato sui listini europei, affossati anche dal rallentamento del Pil cinese da uno Zew tedesco al di sotto delle attese e della pubblicazione precedente. A tutto questo fa eco anche il rapporto primaverile del Fmi e la relazione di Mario Draghi, presidente della Bce, al Parlamento europeo.

In questo contesto Piazza Affari non può che chiudere in rosso, cedendo lo 0,61% nonostante l’andamento positivo di Wall Street. Sul Ftse-Mib gli occhi erano puntati su Mps dopo la notizia del maxi-sequestro da 1,8 miliardi di euro a Nomura. Sul fronte obbligazionario, anche grazie agli ottimi risultati del Btp Italia, si allenta la tensione sullo spread che scende a 303 punti base dopo un minimo a 301. Ora il decennale italiano rende, sul secondario, il 4,3%.

Passiamo al Btp Italia. Nella giornata di oggi si è chiusa la negoziazione di questo nuovo titolo di Stato, giunto ormai alla quarta emissione. Il titolo indicizzato all’inflazione e rivolto alla clientela retail ha raccolto 17 miliardi di euro contro i 18 dello scorso ottobre ed il Tesoro, sulla scorta di questi risultati molto positivi, ha deciso di chiudere anticipatamente la sottoscrizione.

Il motivo del boom di richieste dipende dall’elevato rendimento: con una cedola minima garantita al 2,25% e l’indicizzazione all’inflazione (prevista all’1,6% nel 2013), garantisce ai sottoscrittori un tasso superiore alle tre precedenti emissioni e all’equivalente Btp “tradizionale” presente sul mercato. Nel resto del Vecchio continente Francoforte cede lo 0,39%, Parigi lo 0,67% e Londra lo 0,62%.

Il Fmi ha intanto abbassato le stime sulla crescita globale nel suo World Economic Outlook, il documento che farà da apripista alle riunioni finanziarie del G20 di Washington, che comincia giovedì. Il numero uno della Bce, Mario Draghi, ha parlato di ripresa nella seconda parte dell’anno, che comunque sarà minata da rischi al ribasso. Eurostat ha intanto confermato che l’inflazione nell’Eurozona a marzo è scesa all’1,7% dall’1,8% di febbraio.

A Wall Street – dopo i forti cali di ieri, alla chiusura delle Borse europee – il Dow Jones e l’S&P 500 avanzano dello 0,9%, mentre il Nasdaq guadagnano l’1,1%.

Per quanto riguarda l’oro, oggi si è avuto il classico rimbalzo tecnico; dopo il 13% perso negli ultimi due giorni di contrattazioni, il metallo giallo oggi è arrivato a guadagnare l’1,6% a quota 1.392,5 dollari per l’oncia. Anche lo yen ha ripreso la sua marcia svalutativa, calando di oltre l’1% contro le principali valute mondiali. Giornata positiva per l’euro, che passa di mano in area 1,3132 dollari.

In Asia, La Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso sulla scia delle forti perdite registrate ieri sera da Wall Street. Pesano il calo dei prezzi delle materie prime, legato a sua volta al rallentamento della crescita cinese, e l’attentato che ha colpito la maratona di Boston. L’indice Nikkei ha ceduto lo 0,41% a 13.221,44 punti, il Topix sull’intero listino perde l’1,30% a 1.119,20 punti.

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