S&P 500 con e senza Quantitative Easing

Pubblicato da: MatteoT - il: 08-05-2013 12:00 Aggiornato il: 12-09-2013 13:42

A volte basta qualche grafico per capire veramente come stanno le cose, soprattutto quando si parla di mercati. Mercati che sono sempre più artificiali e sempre più lontani dalla realtà. E che continuano a crescere grazie all’abile intervento delle banche centrali. Il cui scopo è ormai diventato palese anche agli occhi di chi non è del settore: la funzione degli istituti non è più quella di sostenere l’economia, quanto i mercati, azionari e obbligazionari.

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E questo è vero soprattutto nel caso della Federal Reserve. Dovrebbe essere ormai chiaro, scrivono negli Stati Uniti, che la famosa sigla magica QE – che sta per quantitative easing, ovvero di manovra di politica monetaria accomodante, nel caso specifico attraverso l’acquisto di titoli di stato – non fa niente per l’economia, facendo invece tutto per i listini, al punto da aumentare i rischi di bolle speculative.

Molti ritengono in America che la bolla speculativa sui bond sia ormai già in atto; e che, accanto a essa, ci sia la bolla di Wall Street.

Il primo grafico, (fonte Bloomberg) – interno a questo articolo – mette in evidenza i rialzi che l’indice S&P 500 ha messo a segno dal 18 marzo del 2009 fino allo scorso 1° marzo del 2013, ovvero nell’arco temporale in cui il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, si è messo all’opera, con annunci o maxi iniezioni di liquidità.

Il secondo grafico invece, mette in evidenza la performance assoluta dello S&P 500, a partire sempre dal 18 marzo del 2009, quando la Fed annunciò il primo quantitative easing, il QE1; a questa si aggiungono tutti i punti che l’indice “ha guadagnato” sotto il regime della politica monetaria della Fed: (appunto il QE1 (2009-2010), il QE2 (2010-2011), l’Operation Twist, il QE3 e il QE4 (dal 2011 fino a oggi); si sottraggono poi tutti i punti che lo S&P ha “perso” in mancanza di QE o di annuncio di QE da parte della Fed, dunque nel periodo compreso tra la fine del QE1, il 31 marzo del 2010 fino all’annuncio del QE2 a Jackson Hole nell’agosto del 2010; e dalla fine del QE2 il 30 giugno del 2011 fino all’inizio dell’Operation Twist il 21 settembre del 2011.

Wall Street inanella intanto nuovi record: lo scorso venerdì l’indice Dow Jones ha superato per la prima volta la soglia psicologica a quota 15.000 punti, e lo S&P 500 testa nuovi record con impressionante facilità; dall’inizio dell’anno, il Dow Jones +14%, S&P 500 e Nasdaq sono balzati più del 13% ciascuno.

Fonte: wallstreetitalia.com

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