Grecia: la crisi travolge anche il calcio

Pubblicato da: MatteoT - il: 19-05-2013 18:52 Aggiornato il: 19-05-2013 11:55

La crisi greca ha messo ko anche l’Aek Atene. Lo storico club calcistico della capitale ha annunciato dopo un’assemblea straordinaria di aver avviato la liquidazione della società. Sul bilancio pesano come un macigno i 170 milioni di debito con lo Stato. E nemmeno la cessione a prezzi di saldo di quasi tutta la prima squadra all’inizio dell’ultimo campionato è bastato per far quadrare i conti.

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Errore

Anzi: l’Aek è stato retrocesso per la prima volta nei suoi 89 anni di storia alla fine dell’ultimo torneo. E dopo la bancarotta, ha comunicato in una nota, “ripartirà dalla terza divisione”.

A prendere le redini del team dopo il passaggio dei libri al tribunale dovrebbe essere il magnate del petrolio Dimitris Melissanidis, una sorta di Moratti ellenico, già presidente del club negli anni ’90, epoca in cui ha portato il club alla conquista di due Coppe e una Supercoppa di Grecia, guidandolo anche alla fase finale della Champions (prima squadra ellenica ad arrivare a questo obiettivo) e ai quarti della Coppa delle Coppe.

Melissanidis e l’Aek nel ’99 sfidarono l’embargo Nato contro la Serbia durante la guerra dei Balcani, ignorando le bombe e raggiungendo Belgrado per una storica amichevole con il Partizan Belgrado.

La squadra adesso è tutta da ricostruire. Anche nell’immagine, dopo l’invasione di campo della penultima giornata dell’ultimo campionato che l’ha costretta ad abbandonare il match prima del novantesimo e dopo il saluto nazista con cui il centrocampista Giorgos Katidis ha festeggiato un goal nella partita con il Veria, gesto che gli è costato una squalifica fino a fine stagione e il bando a vita dalla nazionale.

L’Aek non è l’unica stella cadente del calcio ellenico, anche se forse è ad oggi la vittima più illustre della crisi. I tradizionali rivali del Panathinaikos a un certo punto hanno smesso persino di pagare l’affitto dello stadio.

L’era in cui ad Atene venivano a giocare pagati a peso d’oro assi come Rivaldo e Cissè è ormai un lontano ricordo: la legione straniera della Superleague si è ridotta del 30%, oggi sei giocatori su 10 sono greci, l’Eykra ha un monte stipendi di 600mila euro e la squadra di Veroia, in occasione di una recente partita con l’Asteras, si è sobbarcata un massacrante viaggio in pullman di 800 chilometri per evitare il costoso pernottamento in hotel. Roba (sanissima) da calcio parrocchiale.

Fonte: repubblica.it

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MatteoT

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