Asta Btp: risultati poco convincenti

Pubblicato da: MatteoT - il: 11-07-2013 14:41

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Non è stato certamente entusiasmante il risultato dell’asta italiana di Btp di quest’oggi. Il Tesoro del Belpaese ha collocato 3,385 miliardi di Btp triennali, non raggiungendo la soglia massima prefissata al 3,5 miliardi di euro. I tassi sono stati rilevati in lieve calo: 2,33% contro il 2,38% della precedente emissione. Stabile, invece, il bid to cover: 1,34 volte l’importo offerto.

Collocati anche 1,461 miliardi di euro di titoli con scadenza a 30 anni. Il rendimento sale dal 4,985% al 5,19% e la domanda è 1,3 volte l’offerta. Complessivamente sono stati collocati 6,35 miliardi di euro di titoli, compresi 1,5 miliardi di euro di Ccteu. Alla notizia di questi risultati, il Ftse-Mib ha visibilmente rallentato ed ha perso gran parte del guadagno inanellato nella mattinata odierna.

Attualmente Piazza Affari registra una performance positiva dello 0,5% circa a 15.750 punti. “E’ stata un’asta abbastanza interlocutoria. Non è andata particolarmente bene. E’ la domanda sui titoli a tre anni che non convince più di tanto. Il Ftse Mib ha dimezzato i guadagni“, ha commentato a caldo un operatore. Il differenziale Btp/Bund è in rialzo a 291 punti base.

L’asta di oggi sui Btp ha avuto dei chiaroscuri. Si è registrata una crescita dei rendimenti sul Btp trentennale e invece sui tre anni c’è stato un lieve calo”, ha affermato Emiliano Raponi di Mts Spa, ai microfoni di Class Cnbc, aggiungendo che “per quanto riguarda la domanda, non ha raggiunto dei livelli eccezionali.

“L’ammontare emesso non è pari ai massimi ma comunque si attesta sulla parte alta della forchetta. L’asta è andata in modo discreto soprattutto se si tiene conto del quadro generale con il downgrade dell’Italia da parte di S&P e tenendo conto dell’agenda politica del nostro Paese“, ha concluso l’esperto che in merito allo spread Bpt/Bund ha precisato che risente sia delle aste sia del declassamento.

Filippo Diodovich, market strategist di Ig, spiega che il calo della domanda, risultata inferiore rispetto alle attese, è stato influenzato dal taglio del rating, ma anche e soprattutto dalle nuove tensioni politiche nell’esecutivo Letta a seguito della decisione della Corte di Cassazione di anticipare al 30 luglio l’udienza del processo Mediaset.

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