Investimenti sul downgrade dell’Italia

Pubblicato da: MatteoT - il: 13-07-2013 17:03 Aggiornato il: 13-07-2013 15:10

moody's

Nel pre-serata di martedì 9 luglio 2013 è arrivata una notizia non certamente positiva, ma nemmeno attesa, per l’Italia. Standard & Poor’s ha tagliato il rating del nostro Paese facendolo passare da BBB+ a BBB. Il passaggio equivale ad un declassamento da 7- a 6+. Ma soprattutto una bocciatura che avvicina i Btp alla soglia dei titoli ad alto rischio, i cosiddetti junk bond che hanno un rating BB (o inferiore).

Il mercato obbligazionario, però, non ha reagito troppo male alla revisione ribassista del giudizio. Nell’asta Bot del 10 luglio la domanda è stata buona e sono stati collocati 9,5 miliardi di euro di titoli con un rendimento di poco superiore all’1%. Il giorno successivo l’asta Btp a tre anni ha registrato invece una domanda debole. Da quel momento lo spread sul decennale rispetto al Bund tedesco si è attestato a 290 punti base.

«Secondo me l’Italia non meritava questo nuovo taglio dal rating, che non tiene conto della reale situazione del Paese», dice Mario Spreafico, responsabile degli investimenti di Schroders Private Banking. Certo che anche la scelta dei tempi non è stata delle più felici. La nuova bocciatura arriva infatti in un momento di maggiore volatilità del mercato obbligazionario.

Nel frattempo arrivano importanti notizie su Francia e Germania. L’agenzia di rating Fitch, in particolare, ha comunicato ieri sera di aver declassato ad AA+ il merito di credito della Francia, con outlook stabile. Hollande, quindi, perde la tripla A visto che il debito pubblico francese raggiungerà, nel prossimo 2014, il 96% del Pil, per poi scendere fino al 92% da qui al 2017.

Per quanto riguarda l’andamento dell’economia, Fitch prevede che il Pil si contrarrà dello 0,3% nel 2013, per poi espandersi dello 0,7% nel 2014. Sul fronte deficit, l’agenzia di rating si aspetta che il disavanzo francese rimanga oltre il 3% del Pil nel 2014, per poi ridursi all’1% nel 2017.

Per quanto riguarda la Germania, invece, Standard & Poor’s ha comunicato di aver confermato il giudizio di credito del Paese, prima potenza economica dell’Unione Europea. Berlino, quindi, può brindare al mantenimento del rating della tripla A con un outlook che, per i prossimi trimestri, si mantiene stabile.

Secondo quanto dichiarato dagli esperti di Standard & Poor’s, la Germania mostra “un’economia diversificata e competitiva, con un’elevata capacità di assorbire gli shock economici e finanziari”. Nel medio periodo S&P si aspetta una costante ripresa dell’economia, seppur a ritmo non particolarmente sostenuto, mentre per l’anno in corso il pil tedesco dovrebbe crescere dello 0,4%.

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