Google e Microsoft deludono il mercato

Pubblicato da: MatteoT - il: 20-07-2013 8:00 Aggiornato il: 19-07-2013 15:45

tecnologia

Google e Microsoft. Le trimestrali mostrano aspetti positivi ed altri negativi. Iniziano dall’azienda di Mountain View che non riesce a convincere gli inserzionisti pubblicitari a mettere a punto campagne pensate ad hoc per i dispositivi mobili. La prova sta nei conti del secondo trimestre 2013 che deludono sia sul fronte degli utili che sul fronte dei ricavi.

L’idea di fondo è semplice: gran parte delle ricerche online vengono effettuate tramite Google attraverso tablet e smartphone, ma su questi dispositivi le pubblicità costano meno rispetto al tradizionale personal computer.

I dati sono chiari: il numero di volte che gli internauti hanno cliccato su un messaggio promozionale è cresciuto del 23% rispetto al secondo trimestre del 2012 ma il cosiddetto “cost-per-click” – il prezzo versato dagli inserzionisti a Google ogni volta che un utente clicca su una pubblicità presente sul motore di ricerca – è sceso del 6%, peggio del -3% atteso dagli analisti e del -4% registrato nel trimestre precedente.

E’ proprio questo il fronte che preoccupa gli osservatori, che si domandano se il focus sul settore mobile sia davvero destinato a dare benefici per Google. D’altra parte, i prezzi in questione sono in calo dal quarto trimestre del 2011.

“Lo spostamento da uno schermo a più schermi insieme alla mobilità creano opportunità immense per Google”, ha dichiarato in una nota l’amministratore delegato Larry Page, che ha aggiunto: “Con più dispositivi, più informazioni e attività online senza precedenti, le potenzialità per migliorare la vita delle persone sono immense come non mai“.

Per quanto riguarda i ricavi da pubblicità, la principale fonte di entrate del gruppo, questi sono cresciuti del 15% nei tre mesi terminati il 30 giugno scorso. I ricavi totali, invece, sono cresciuti del 19% a 14,11 miliardi di dollari, fermandosi al di sotto delle attese degli analisti (14,46 miliardi di dollari). Anche gli utili sono calati rispetto alle attese: il risultato per azione è passato a 9,54 dollari rispetto i precedenti 8,42 dollari, ma meno dei 10,78 attesi dagli analisti.

Non solo Google, anche Microsoft manca le stime degli analisti. I ricavi calano del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e raggiungono 19,9 miliardi di dollari contro le attese a 20,73. A penalizzare il gigante dei software è stato un taglio ai prezzi dei tablet Surface che ha pesato sui conti del gruppo per 900 milioni di dollari.

Il colosso fondato da Bill Gates ha concluso il 30 giugno scorso il secondo trimestre dell’anno mettendo a segno profitti per 4,97 miliardi di dollari contro i 492 milioni di perdite dell’anno precedente nello stesso periodo. A livello di utile per azione il risultato è passato a 59 centesimi di utile rispetto alla perdita di 6 centesimi del secondo trimestre del 2012. Il mercato, però, contava su un utile per azione pari a 75 centesimi.

Sulla debole performance del titolo pesa anche il rallentamento del mercato dei personal computer. Le buone notizie per la casa di Redmond arrivano invece dal settore della fornitura alle imprese, che ha fatto registrare un balzo delle vendite del 14% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, raggiungendo quota 7,2 miliardi di dollari.

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